Come Essere Bravi Capi: 6 Strategie Per Migliorare La Leadership

Ciao,recentemente mi hanno chiesto di scrivere un post sul“fare bene il capo”, dato che la richiesta non arriva da una sola persona e soprattutto non è arrivata da gente a digiuno dell’argomento ho deciso di fare un post che evitasse di analizzare le solite questioni riferite allaleadership. Ovviamente gli elementi di “attitudine al comando” sono più che importanti e infatti non mancheranno i riferimenti ad alti articoli su questo argomento. Ma perché non parlare solodi leadership? Perché, per come la vedo io, “fare il capo” ci mette sicuramente in una posizione di leadership ma, quasi sempre, senza averla realmente raggiunta. Quanti “capi” conosci che si possano davvero definire “leader”? Nella nostra realtà italiana i boss vengono scelti in base a: proprietà, legami familiari, anzianità e competenza. Nessuna di queste situazioni può realmente definire un leader moderno, cioè una persona che viene riconosciuta come autorevole, in grado di gestire gruppi, di delegare, motivare e guidare.Per cui nella maggior parte dei casi ci ritroviamo a fare i “capi” senza aver raggiunto realmente le qualità di un leader. Esistono delle eccezioni, ma in questo caso nonsono assolutamente la “regola”. Per cui le difficoltà in questo ambito non sorgono solo per i dipendenti che sono magari costretti a seguire delle direttive perché gli sono “imposte dall’alto” (autorità) ma anche per le persone chevengono o si auto affermano come “capi”.Per cui se nel piccolo elenco che facevo prima, fare il caponon significa essere competenti o avere più esperienza, quali sono le abilità che si devono possedere? Nella letteratura si parla di “abilità trasversali“, cioè qualità umane piuttosto che tecniche. Qualità chehanno più a che fare con la capacità di saper gestire le proprie e le altrui emozioni piuttosto che conosce perfettamente gli aspetti tecnici e quindi razionali del lavoro. Non per nulla i migliori consigli in questo campo ci arrivano da Daniel Goleman il teorico della Intelligenza Emotiva.Sono consigli semplici che ho dato in una trasmissioneradio…ascoltiamoli 2 minuti insieme

Bene, come avrai notato questi consigli che sono tra l’altro molto noti e puoi trovarli qui. Sono dei macro consigli per tutte le leadership…ma se dovessi gestire un piccolo gruppo andrebbero bene lo stesso? Certamente…ed esistono tanti altri consigli…vedili come consigli che sipossono applicare soprattutto in contesti ristretti su piccoli gruppi, ma funzionano anche con i grandigruppi:1) Responsabilità: tutti gli appassionati di sviluppopersonale sanno che la respons-abilitas, la capacità diassumersi le proprie responsabilità è fondamentale.Prenderti le tue responsabilità non fa bene solo a testesso, perché ti permette di crescere ma fa capireai tuoi dipendenti che sei un “leader”, e soprattuttoun leader che guida attraverso l’esempio. Evita dichiedere ai tuoi dipendenti qualcosa che tu nonriesci a fare…se tu non riesci ad arrivare in orarioè inutile chiederlo ai tuoi dipendenti 😉2) Decidere: un buon capo deve essere in grado disaper prendere decisioni, ed anche rapidamente.Anche questo consiglio fa parte dei grandi temi dellosviluppo personale, allenarsi a decidere (o sviluppareil muscolo decisionale, come dicono i robbinsiani) èimportantissimo. Perché ti da immediatamente lechiavi della leadership nelle mani e aumenta ilrispetto nei tuoi confronti. Oltre a migliorartinettamente la vita 😉 Rendi cosciente ogni voltache prendi una decisione…3) Dare feedback: il primo segreto per dare feedback ai propri collaboratori è quello di evitare di giudicare la personalità commentando i comportamenti. Ad esempiodire: “sei un incompetente” è ben diverso dal dire “haifatto male il compito x”. Per cui è bene rivolgere le proprie critiche sempre ai comportamenti specifici.Altra modalità per dare feedback è quella del famososandwich: la tecnica sta nel creare una osservazione,sempre al comportamento e mai alla personalità, maricoperta da due feedback positivi. Come se fossero duefette di pane che avvolgono un ripieno “non gradevole”.Es. “Vedi Genna da tempo apprezzo il tuo modo discrivere gli articoli, purtroppo però a volte eviti dirispondere ai feedback è questo non va bene, mavoglio dirti che per PsiNeL hai fatto molto e questomese grazie a te abbiamo migliorato il fatturato”.4) Motivare: questo punto è fondamentale se tusei fra quelle persone che pensano che motivazionesia uguale a premiare. Apparentemente sembra chesiano i premi come il denaro e il prestigio a motivarele persone a fare ciò che fanno. Mentre ci sonodiversi studi che dimostrano il contrario. Comead esempio il fatto che preferiscano sentirsi partedi una squadra e di appartenere a qualcosa diimportante, oppure avere del tempo libero perse stessi.5) Delegare: comprendere la maturità dei nostridipendenti è la chiave per la delega, ma purtroppoci sono troppi “capi” che non si rendono conto diquesto. Esiste un fenomeno psicologico chiamato”auto-efficacia” per cui una persona debba sentiredi “saper fare una certa cosa” per crescere. Per cuidelegare non è qualcosa che va fatto quando lepersone sono “fatte e finite” ma va cercato un modoper fargli sperimentare la delega. Questo li motiveràfacendoli sentire parte di qualcosa e, cosa ancorapiù importante farà crescere te e loro.6) Impara la PNL: la PNL è uno strumento sempliceche può darti enormi abilità. Attraverso il linguaggiopuoi motivare e far sentire bene i dipendenti, puoivalutare le loro leve motivazionali, insegnarli acostruirsi obiettivi ben formati, ad allontanare ipensieri intrusivi, a modellare i migliori. Insommaci puoi fare davvero un sacco di cose, stando moltolontano dal pensiero: “imparo la PNL così li frego eli faccio lavorare come dico io” ;)Ecco, se riesci a mettere in pratica tutti questiconsigli sarai un “capo meraviglioso” che attireràsu di se la leadership senza averla richiesta e/oimposta. Chiaramente non sono tutti quelli che sipossono dare, perché ognuno avrà delle aree in cui è più debole. Immagina i sei punti come sefossero aree, vedi quelle in cui sei più debole edesercitati. Attraverso i link che trovi potrai trovare degli esercizi ad hoc e del materiale utile perdiventare un buon “capo” e magari…un bravoLeader 😉Fammi sapere cosa ne pensi! vuoi aggiungerequalcosa? dimmelo lasciandomi un commentoA prestoGennaNb. Il Forum delle Eccellenze a fine gennaiocambierà prezzo. E’ una indiscrezione, perchènon esiste una deadline precisa…quello sinoal 31/01 è di soli 540€…per vedere Mckenna edaltri big della formazione…in 3 giorni di purosviluppo personale. Dagli un’occhiata…

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6 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Bell'idea,
    anche se l'unica cosa che nei ordì è che non dorme da trenta anni;)

  • Ciao, ho una domanda:
    perché non scrivi un post su Thai Ngoc? Ho letto una curiosità su quest'uomo e mi ha affascinato… non dorme da 38 anni

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie Fede,
    dipende da come è "salito al potere".

    Si può farlo con un arma terribile, "la pulce nell'orecchio". Insinuando il dubbio nei superiori e nei tuoi colleghi sulla sua incapacità a guidare e motivare il gruppo. Lo so, non è una cosa carina, ma quando "ce vò ce vò";)

    Secondo me il leader non deve essere "simpatico a tutti". Perchè ci saranno persone che necessitano una certa freddezza e distanza ed altre che vanno trattate con più calore e amorevolezza.

  • davvero un bel post grande genna.
    ma se per caso in una comitiva gia ci sta un leader come si può spodestare dal suo ruolo?
    per essere leader di un gruppo si deve stare simpatici a tutti?

    grazie

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Stefano,
    deve essere stata un gran bella esperienza…

    Quindi riassumendo il tuo prezioso contributo:
    – maggiore rispetto verso i dipendenti
    – imparare a gestire i conflitti

    Grazie

  • Sono entrato nella mentalità di leader quando per più di due anni ho amministrato un sito inglese abbastanza popolato, che per sua natura era molto ma molto difficile da controllare. Lo staff era variabile da 10 a 15 elementi, quindi qualcosa che già necessitava di doti di leadership.

    Ho applicato tutti i consigli che hai segnalato tu, e la loro efficacia è assoluta. In più voglio aggiungere che un buon leader tratta gli altri come persone, e non strumenti. Come dici tu la meritocrazia in Italia non è molto diffusa, e quindi ho visto capi che non consideravano minimamente il loro staff. Male: solo un team di persone che si rispettano a vicenda può essere produttivo.

    Il che introduce un altro argomento importante: la gestione dei conflitti!

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