Il Segreto Della Comunicazione Persuasiva ;-)

Ciao,

pronto a conoscere la tecnica di “relazione, comunicazione epersuasione più potente al mondo? No, non sto esagerando,tu già possiedi questa dote meravigliosa, sto parlando

della “gentilezza”. Intesa come predisposizione mentalead accettare gli altri, ascoltandoli e vedendoli come “pari”. Nella ANL di questa settimana scoprirai che si tratta di un concetto che può modificare per sempre il tuo modo di vedere “il miglioramento personale”.

Sei riuscito ad ascoltarlo? Si il personaggio è DerrenBrown e quello che hai sentito è tratto dal suo libro “Confessioni di un mentalista” edito da Mylife edizioni. Èvero non si tratta ne di uno psicologo e ne di un guru dellosviluppo personale, ma di uno showman eccezionale, cheper passione e per lavoro ha approfondito strumenti comela PNL l’ipnosi e la psicologia in generale. (Piccolopsico-gossip: se per caso hai “Fast Phobia Cure”, un videodimostrativo di Paul McKenna e Michal McBreen, guardacon attenzione fra il pubblico e vi troverai un giovaneDerren Brown ;-))

Ti avevo già detto quanto condividessi il suo punto di vistanei riguardi della PNL. Insomma anche se i suoi testisembrano più piacevoli romanzi che libri di “mentalismo opsicologia” li ho trovati entrambi davvero interessanti esoprattutto zeppi di “buon senso”. Ma non di quel “buonsenso popolare” ma di quella saggezza che nasce dastudi e riflessioni intense… di chi utilizza e conoscequesti strumenti.Inserisci link

Derren introduce l’argomento “gentilezza” attraverso unasua esperienza personale: un giorno si trova ad una festa doveincontra Hugh Grant, il quale risponde ad una sua domanda(si sta divertendo?) in modo arguto e divertente…tipico delpersonaggio. Successivamente ha l’occasione di rincontrarloe di scambiarci nuovamente quattro chiacchiere, ma questavolta è lo stesso Derren ha “cercare di apparire arguto” conuna battutaccia che non fa ridere Hugh Grant, mettendoloin forte imbarazzo.

È da questo che il mentalista più famoso in Europa fa scattareil suo ragionamento sull’importanza di essere gentili. La sualogica è molto convincente: se una persona è intelligentenoi l’ apprezziamo per questa dote? Probabilmente si, masino ad un certo punto, magari perché ci piace seguire i suoi”spettacoli” (o qualsiasi altra attività intellettuale svolga nellavita) o perché ci piace discutere di certi argomenti insieme. Mase dovessimo passarci una serata in un locale o una settimanabianca assieme, preferiremmo la sua intelligenza o la suavoglia di stare in compagnia ed essere gentili?

Derren dice “è questa la dote che ci rende amabili” e nonil fatto di dimostrarci intelligenti quanto le persone con cuistiamo parlando. Nella nostra società individualista i corsidi “sviluppo personale” sono diventati dei luoghi dove siesalta il culto del “devi essere e dimostrare di essere sempreil migliore”. Credo che questo non sia solo il modo peggioredi relazionarsi alle persone, ma anche la causa di moltidei disturbi moderni, come l’ansia. Se uno deve essere”sempre all’altezza” vivrà una vita d’inferno…perchénon concederà mai a se stesso di fallire, creando uncircolo vizioso di “problematiche”.

Inserisci linkQuesto è solo uno dei tanti problemi legati alla mancanzadi “gentilezza”. Ma questo atteggiamento mentale nonè qualcosa di consigliabile solo per chi vuole “un mondopiù bello e piacevole” ma anche per chi vuole persuaderele altre persone. Infatti Derren cita il noto libro “le armidella persuasione” per tirare fuori gli studi di Cialdinisulla reciprocità. Essere gentili fa scattare negli altri uncomportamento di “ricambio…”visto che sei gentilecon me, lo sarò anche io con te”. Per cui, aldilà del”mondo dei puffi”, questo modo di fare è anche utile;)

Ma non solo, supera ogni aspettativa, infatti Derrenci racconta come anche il solo guardare ed essere in unqualche modo “testimoni” di gesti di gentilezza possamigliorare la nostra salute. Sino a raccontarci di unostudio in cui si è notato che le donne gestanti hannopiù latte e di migliore qualità se sono sottoposte aprogrammi televisivi in cui vi sono “grandi gesti digentilezza”. Per cui, non solo ti permette di avere piùconsensi, di mettere a tuo agio le persone, ma anchedi migliorare la tua salute.

Questo miglioramento della salute non è solo fisico,ma è anche mentale. Infatti apprendere come esserepiù gentili “senza calpestare gli altri” è una delle dotidel famoso atteggiamento mentale della “assertività“.Per me ogni training assertivo dovrebbe contenereparole sulla “gentilezza”. In più, essere gentile ticostringe a zittire l’orgoglio, cioè il tuo ego, dote cheè utile in qualsiasi contesto per migliorarsi. D’altrondela psicologia orientale ce lo dice da secoli, la maggiorparte dei problemi derivano dalla identificazionecon il proprio ego…come “l’orgoglio”.

Le persone credono che dimostrarsi “fighi” possa in unqualche modo dare un segnale positivo in ogni tipo diinterazione nella vita, in special modo nel lavoro.Ma in realtà anche le teorie più moderne sul modo dicomunicare delle persone ci dimostrano che chi parlasolo attraverso il proprio ego, cercando di mettersisempre in una posizione di superiorità, in realtà hapoche speranze di concludere egregiamente affarie di intessere relazioni personali soddisfacenti.(vedi le teorie sulla pragmatica della comunicazione).

Derren lo sottolinea benissimo quando dice che si fannocorsi di miglioramento personale, questo non capitaperché magari i “corsi sono sbagliati” ma perché èfacile travisare le parole di un “guru”. Mentre leggevoil libro mi è venuta in mente una bella frase di Bandlerche dice “devi possedere un “atteggiamento feroce”.Ma essere feroci non significa essere maleducati,guardando la gente dall’alto in basso ecc.

Infine Derren tocca un tasto davvero interessante doveequipara l’estrema ricerca dell’ “ultimo corso sullamiglioramento personale” a quello di chi si sottoponea numerose, infinite e devastanti operazioni chirurgiche.In quello che ha anche preso un nome “psichiatrico”come “dismorfofobia“. Prendo la palla al balzo perspezzare una lancia in favore del mio mestiere e diquello dei miei colleghi.

Molti clienti ci arrivano da corsi di sviluppo personale,di solito le persone che bussano alle nostre porte hannofatto più corsi di noi 😉 conoscono a memoria tutti glischemi della PNL, hanno corso sui carboni ardenti,hanno rotto centinaia di tavolette con su scritte le loropaure… ma per qualche motivo stanno ancora male.Da questa mia esperienza credo di averne tratto unun consiglio molto importante: i corsi diformazione orientati al miglioramento personaledovrebbero essere seguiti solo da chi “sta bene” -“chiusa parentesi” 😉

Ognuno ha il suo modo di essere gentile, nonesistono delle regole della gentilezza. Basta avererispetto per tutte le altre persone, senza sentirsi in unqualche modo migliori. Ricordandoti che NON devidimostrare niente a nessuno! se è vero che per unaprima impressione non ci sono secondi momenti,allora sappi che la migliore prima impressione chepuoi dare è quella di persona “gentile”.

Essere gentili NON significa essere remissivi,privi di energiea o tenacia, ma solo accettarese stessi e gli altri.

A prestoGenna

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10 Commenti
  • Per far diventare questa disposizione mentale parte di noi dovremmo poterla utilizzare sempre, purtroppo però non è possibile con tutte le persone con cui abbiamo a che fare ogni giorno.. Un saluto affettuoso,

    Silvio. 🙂

  • Ciao Silvio,
    essere gentili è, a quanto pare, una delle disposizioni mentli per comunicare e vivere meglio…

    …ma questo non signfica che devi farlo con tutti;)

    L'atteggiamento migliore sarebbe quello di riuscire ad essere gentili con tutti, anche con chi ti tratta male, ma capisco che ci vuole un sacco di "pazienza"…

    Io ad esempio non ci riesco tanto;)

  • Ciao Genna, complimenti per il post, davvero molto interessante! Sono d'accordo con quello che dici, la gentilezza è un valore importantissimo, che però purtroppo nella nostra società si sta perdendo.
    Come fare ad essere gentili e disponibili se ci troviamo ogni giorno difronte a persone che non hanno la minima idea di cosa sia il rispetto per gli altri? Di persone che se mostri un pò di rispetto o di disponibilità nei loro confronti ne approfittano e non ringraziano nemmeno?

    Ps: Grazie mille per la tua fantastica newsletter,

    Silvio.

  • Ciao Giuseppe e
    ciao Luca,

    intanto vi ringrazio 😉 rispondo ad entrambi perchè è il modo migliore di rispondere 😀

    Allora Giuseppe, come vedi Luca ha detto che chi fa un corso di formazione sente "che gli manca qualcosa". Ed effettivamente è vero… infatti mi riferisco più ai corsi di "cambiamento personale" quelli che ti dicono che "supererai la timidezza" piuttosto che "risolverai i tuoi problemi sentimentali"…ecc.

    Non tanto a chi propone di migliorare le doti di comunicazione o di carisma. Infatti è possibile che qualcuno si senta debole nel parlare in pubblico o nelle sue doti di leadership.

    Però è anche ovvio che a volte chi vuole comunicare meglio lo fa perchè pensa che quello risolverà i suoi problemi di "solitudine" o cose del genere…

    allora cosa bisogna fare? c'è bisongno di uno psicologo o di un test psicologico per ogni corso di formazione? forse 😉 scherzo… no, non sarebbe fattibile…anche se come soluzione non è così assurda, almeno quello dello psicologo competente fra lo staff dei formatori.

    Allora ho pensato ad una soluzione e ve la presenterò ufficialmente con il post di venerdì… sono certo di alzare un polverone di dimensioni mastodontiche ;-)))

  • Ciao Gennaro, ciò che dici è terribilmente vero. Gentilezza è una di quelle parole da tappezzarsi in camera, e leggerla ogni giorno. Ce la dimentichiamo troppo spesso.

    Ma a parte questo bellissimo articolo, non mi è chiaro quest'ultimo pezzo.
    "i corsi di formazione orientati al miglioramento personale dovrebbero essere seguiti solo da chi "sta bene""

    Sono troppo ignorante per attribuire il perché una persona inizi un percorso di miglioramento, ma quello che mi viene più naturale pensare è che la spinta attraverso cui un individuo inizia ad impegnarsi per migliorare (qualsiasi tipo di capacità) sia derivata da un'indosddisfazione. Quindi verrebbe meno quel prerequisito che sarebbe lo "stare bene". O sbaglio? Perché è qualcosa che mi sono chiesto pure io.

    Un saluto 😀

    Luca

  • Caro Gennaro, leggo ogni volta che posso il tuo blog. Lo trovo interessante ed utile.
    Finita la sviolinata generale 🙂 ,passo ai complimenti per un passaggio del tuo post odierno. Mi ha fatto molto piacere leggere il "consiglio" per chi abbia intenzione di partecipare a corsi sulla crescita personale. Ne ho frequentato qualcuno ed ho spesso incontrato persone nel "posto sbagliato".
    Ritengo la formazione in generale più che importante e proprio per questo sarebbe fondamentale che i "formatori" tenessero a mente un po' meno il mero guadagno e introducessero più etica. Chi ha bisogno di aiuto terapeutico andrebbe rinviato a specialisti!!!

  • Ciao Monica,
    si è così! 🙂

    cioè…ho messo un sorrisino ma ci stava meglio un "smile triste". Perchè in realtà oggi la maleducazione, la prevaricazione ecc… sono diventate un segno di forza e potere.

    Pensa alla tv che mette in mostra atteggiamenti come quello di corona, dei calaciatori e delle veline. Non so se ti è mai capitato di vedere quegli scatch divertenti delle Iene, quando all'entrata di un locale fingono di non riconoscere personaggi famosi.

    Ecco, il valore di oggi sembra essere quello del "io sono figo, tu sei sfigato, per cui io posso permettermi di comportarmi come mi pare e piace…e questo significa che io sono più forte".

    Lo so, sembra un pensiero estremo, ma non è così. Ti basta ascoltare qualche adolescente (anche un pò cresciuto) per vedere che la nostra società sta lentamente perdendo la capacità di essere gentili…

    Grazie per la tua testimonianza
    Genna

  • ciao Gennaro
    seguo con attenzione le tue audio-newseletter, tovo che siano un'idea eccezionale, per una come me che vorrebbe leggere ascoltare e guardare mille cose e il tempo purtroppo non basta mai, ma questa tua new, mi ha colpito profondamente, io sono una persona gentile, lo sono sempre stata e cerco di trasmettere questo modo di essere anche ai mei figli, dico sempre loro che con gentilezza si possono esprimere tutti i propi pensieri, anche quelli più duri,senza offendere gli altri e senza come dici tu leccare il sed…..,
    trovo che l'essere gentile dovrebbe essere una dote innata in tutti noi ( la gentilezza per me comprende anche il rispetto)ma se tu e altri formatori, psicologi o esperti di comunicazione ne parlano,significa che per molte persone la gentilezza non è un fatto scontato, e fino a qui lo sapevo, ma che diventasse una lezione, mi fa pensare molto,mi chiedo quanti abbiano bisogno di sentirsi dire una cosa cosi semplice, e questo me ne dispiace forse perchè sono una sognatrice e spero sempre nelle buone qualità delle persone. grazie

  • Grazie David 🙂

    corretto… faccio spesso errori, ma da quando uso l'ipad per fare le anteprime degli ariticoli, il correttore automatico ne fa ancora di peggiori 😉

    Grazie ancora
    Genna

  • Credo ci sia un errore di battitura nel secondo paragrafo "confessioni di un mentalità" al posto di "confessioni di un mentalista"

    Un saluto e come sempre complimenti per gli argomenti trattati e la tua competenza espositiva.

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