Vincere l’ansia: La risposta è negli emisferi cerebrali?

 

Le statistiche sono chiare, il 2% della popolazione ha sofferto,una volta nella vita di ansia generalizzata. Non solo, ogni “psicopatologia” è accompagnata da questa sgradita emozione.

Fortunatamente le moderne terapie psicologiche sono efficaci al punto di superare i trattamenti farmacologici.

Ogni scuola psicologica e psicoterapica ha il proprio modo di “trattare” l’ansia, ma solo con l’ avvento delle neuroscienze è stato possibile dare delle tangibili spiegazioni su come la terapia possa aiutarti a “vincere l’ansia”.

Un recente studio tutto italiano ha dimostrato che l’insorgere dell’ansia è dovuto ad una cattiva comunicazione fra gli emisferi cerebrali.

Come probabilmente saprai il nostro cervello è diviso in due emisferi che hanno funzioni e attività differenziate (non diverse come molti pensano, infatti le informazioni sono elaborate da entrambi)

il sinistro detto anche “emisfero razionale, sede del linguaggio e e l’emisfero destro” chiamato emisfero emotivo sede del pensiero non-lineare, dell’immaginazione. Presunta sede anatomica dell’Inconscio.

Lo studio nato dalla collaborazione fra l’Università di Udine e quella di Verona ha documentate che “gli ansiosi” hanno una difficoltà di comunicazione fra aree cerebrali, in modo particolare in quelle situate nell’emisfero destro.

La risonanza magnetica effettuata su 27 soggetti, 15 di controllo e 12 con ansia generalizzata, ha dimostrato come questi ultimi abbiano un disturbo della sostanza bianca…neuroni ricoperti da mielina (motivo del colore bianco) adibiti al trasporto dei segnali elettro-chimici dalla testa al midollo spinale.

Non solo, anche le comunicazioni al corpo calloso, un grosso fascio di neuroni che mette in collegamento in nostri due emisferi…erano inibite proprio nell’emisfero destro.

I ricercatori spiegano questi appellandosi alla funzione dell’emisfero destro di mediare le informazioni fra il sistema limbico, sede delle emozioni e l’emisfero destro che è deputato alla regolazione delle emozioni.

In pratica quando vivi una certa emozione questa viene attivata dal sistema limbico che invia un messaggio all’emisfero destro, ma lui da solo non può occuparsi di dare un significato a ciò che stai vivendo, per cui lo invia all’emisfero sinistro.

Viene pertanto da se che un errore di comunicazione fra queste zone del cervello può portare a problemi di natura emotiva, primo fra tutti quello dell’ansia, caratterizzato appunto da una mancanza di significato alle nostre paure”. A volte l’ansia viene descritta come “paura senza oggetto”, cioè senza un significato.

 

Quali sono oggi le forme di terapia più efficaci contro l’ansia?

 

Questa è una domanda difficile, perché l’ansia può essere parte di un problema più grande oppure essere “un problema singolo”, cioè essere “l’unico vero problema”.

In generale tutte le tecniche psicoterapeutiche moderne funzionano bene per risolvere l’ansia ma per semplicità ne vedremo solo due, quelle che secondo me funzionano molto bene:

 

La psicoterapia cognitivo-comportamentale e la psicoterapia ipnotica. Ho scelto queste due perché ci permettono di fare delle osservazioni interessanti sullo studio di cui ti ho appena parlato.

La prima, la “psicoterapia cognitiva” basata su un percorso razionale, in cui il soggetto impara a modificare i propri schemi di pensiero attraverso il ragionamento e le esperienze che gli sono suggerite dal terapeuta.

Mentre la psicoterapia ipnotica, al contrario agisce stimolando le risorse interiori del soggetto presenti nel suo inconscio…o vero similmente nell’emisfero destro.

Seguendo le osservazioni dello studio è come se nel caso della cognitivo-comportamentale il cervello dovesse riapprendere come svolgere quelle “comunicazioni”partendo da un rafforzamento dei processi che avvengono nell’emisfero sinistro.

A furia di “prove ed errori”di “esposizioni” ecc. il paziente impara a gestire l’ansia.

Mentre nella psicoterapia ipnotica (che voglio ricordarti non è semplice ipnosi) il processo è totalmente inconscio.

Gli studi ci hanno dimostrato che lo stato di trance ipnotica non è esclusivamente caratterizzato dalla massiccia presenza di onde theta, ma anche da un interessante fenomeno chiamato “inversione emisferica”.

Ora, mentre stai leggendo queste parole e in genere quando sei sveglio l’attività del cervello è sbilanciata verso l’emisfero, detto dominante, che nella maggior parte delle persone è quello sinistro, cioè quello logico razionale…

…quando vai a dormire o quando entri in uno stato di trance, questo equilibrio si sposta e l’emisfero che ha una “maggiore attività” diventa quello non dominante.

Nella maggior parte delle persone quello destro. E’ per questo che lo studio è davvero interessante, soprattutto per chi come me utilizza la psicoterapia ipnotica, per cui lavora quasi esclusivamente passando dal “responsabile” di questa disfunzione…cioè il nostro emisfero destro.

Non solo, sono numerosi gli studi che ci dimostrano che l’ipnosi in generale e la psicoterapia ipnotica in particolare facilita la comunicazione fra mente e corpo, mettendo in relazione sistemi che hanno a che fare sia con il “soma” che con la “psiche”.

Ed è forse per lo stesso motivo che numerose persone si affidano elle tecniche di rilassamento, ma oserei dire che la maggior parte di quelli che le usano per uscire dagli stati ansiosi, difficilmente ci riescono, perché?

Perché scambiano la reazione di tensione dell’ansia per una “tensione puramente fisica” più che mentale. Di certo il rilassamento ti permette di raggiungere un maggiore equilibrio fra gli emisferi, ma è molto difficile che ti permetta l’inversione emisferica in modo “controllabile”.

Cioè se questa attività elettrica si inverte, significa che tu non sei più in grado di dare a te stesso delle istruzioni, perché il tuo modo di pensare, non è più lineare.

Ma di certo un costante allenamento potrebbe dare degli ottimi frutti, perché via via che apprendi come rilassarti stai asfaltando la tua “sostanza bianca”  ma è davvero molto difficile farlo da soli per quanto sia un fautore dell’auto-aiuto purtroppo l’ansia:

E’ un disturbo “inconscio” (e questo studio ce lo dimostra), cioè dove più si prova con la “forza di volontà” a controbatterla e peggio è… ma la buona notizia è che se ti rivolgi ad un bravo professionista puoi apprendere come farlo da solo…

…mi spiego meglio, via via che scopri come entrare dentro te stesso con una guida, impari “fin dove puoi arrivare” mentre da solo ci vorranno anni prima di riuscire a raggiungere “lo stesso livello di profondità”.

Se soffri di questo disturbo in modo “lieve” ti consiglio si di provare da solo, ma , se noti che le cose non vanno come credi, rivolgiti ad un professionista nella tua zona (se vivi vicino a Mantova o a Padova puoi contattare me).

Concludendo: l’ansia è uno dei disordini mentali più frequenti e in rapida espansione, questa è dovuta a molteplici fattori (traumi, stress, relazioni sbagliate,errori di ragionamento, ecc.).

Fortunatamente oggi le tecniche di intervento psicologiche sono relativamente rapide ed hanno un bassissimo tasso di ricaduta. Per cui non sei costretto ad assumere farmaci.

Posso aiutarmi da solo? certamente, ma se vedi che è di entità lieve e saltuaria, sino a quando il suo effettoè in una qualche misura “controllabile” e se sei disposto ad ammettere, dopo qualche tentativo, di avere “bisogno diaiuto”.

Sono certo che in un futuro non troppo lontano avremo a disposizione metodologie psicologiche in grado di aiutare sempre più persone. In realtà già le abbiamo, tecniche come l’Emdr o la psicotearpia ipnotica o quella congnitivo comportamentale, possono davvero farti stare meglio e darti, gli strumenti giusti per evitare di ricadere nei momenti difficili della vita.

A chi rivolgersi? personalmente ritengo che si tratti di un professionista con una formazione psicologica e psicoterapica. Non solo per motivi legali e si sicurezza personale, ma perché NON BASTA una tecnica per poter risolvere l’Ansia.

Sono necessarie competenze di diagnosi, ascolto e analisi che altri professionisti raramente possiedono.

Se desideri il mio aiuto per vincere l’ansia, dai un’occhiata al mio profilo professionale e poi contattami privatamente.

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Grazie Claudio 🙂
    si l'EMDR è valido anche contro l'ansia, io lo utilizzo per i traumi, ma so che ci sono ottimi risultati anche sull'ansia.

    Se vuoi, facci sapere 🙂

  • Ah ecco un articolo fatto bene! Scritto in modo semplice e che dice tutto. Soffro di ansia da un paio di anni e fino ad ora ho letto tanto sull'argomento, ma mi sono sempre chiesto: "ma se è un problema di comunicazione tra zone del cervello, come fa la psicoterapia cognitivo comportamentale che si basa sull'identificazione delle idee irrazionali del paziente e la loro ricalibrazione, a far guarire?".
    Ecco trovata la risposta.
    Dalla prossima settimana inizierò la EMDR, la trova valida?
    Grazie

    Cordiali saluti
    Claudio

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Allocco,
    allora Marco lo ha detto per il tuo bene.

    Mi spiego meglio, se l'ansia è legata alle donne in qualsiasi modo è meglio di no, mentre se è scollegata da esse puoi farlo…stando attento ad evitare di "ferirti".

    Tu potresti combattere contro il campione del mondo di Thai Box? probabilmente si, ma se non sei un atleta o un combattente rischieresti grosso. Per cui prima hai bisogno di allenarti e poi puoi salire sul ring 😉

  • Ciao Genna, conosco il tuo blog e anche quello del tuo amico Marco…

    ultimamente soffro d'ansia.
    Ho deciso per questo di visitare uno psicologo. Mi chiedevo se secondo te posso mettermi a provarci con qualche ragazza anche prima della visita o durante esso (dato che non so quanto possa durare). Marco mi ha già risposto dicendo che è meglio di no… ma volevo sapere cosa ne pensa uno psicologo, dato che "non sudo freddo" e sto ancora bene con gli altri, anche se noto differenze (un po' di disagio) . COsa ne pensi?

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie 🙂

  • Grazie Genna per il tuo articolo, come sempre molto chiaro e utile!

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