Come Scegliere Un Corso di Crescita Personale?

Oggi ti parlo di qualcosa che non solo non farà piacere alla maggior parte dei formatori italiani ma probabilmente alzerà un vespaio. Negli ultimi anni mi sono occupato di fare ricerche che mettessero in accordo il mondo della psicologia con quello dello sviluppo personale, e nello stesso tempo altri ricercatori come Richard Wiseman si sono occupati dello stesso argomento, dandomi la forza di andare avanti con le mie ricerche.

Negli anni ti ho mostrato come vi siano ottime intuizioni nel mondo del self help, così come vi sono dei terribili errori. Fortunatamente la ricerca in campo psicologico ha migliorato molto il modo di scegliere degli utenti e anche dei formatori.

Uno degli aspetti che mi ha sempre colpito di chi viene nel mio studio è che molti si rivolgono a questi “corsi di formazione” con il reale intento di guarire o risolvere alcune problematiche legate alla loro psicologia. Ho lo studio pieno di “ansiosi” che prima di rivolgersi a me hanno speso migliaia di euro in corsi che non li hanno migliorati e spesso, purtroppo li hanno anche peggiorati.

Allora quale potrebbe essere la soluzione a questo reale e tangibile problema? Mettere uno psicologo in ogni corso di formazione? Mi sembra esagerato anche se potrebbe essere una soluzione che piacerebbe a qualche mio collega.

Unassociazione per il controllo delle affermazioni sullo sviluppo personale.

Aspetta, evita di correre a conclusioni affrettate. Non parlo di un organo che legiferi o che si occupi di giudicare, ma di analizzare nel modo “più obiettivo possibile” la marea di corsi che esistono. Ormai esistono talmente tanti corsi che è difficilissimo districarsi.

Dovrebbero esistere delle “linee guida” per chi si avvicina a questo mondo, ma non devono essere fatte da chi già eroga i corsi (in Italia ne abbiamo già fin sopra i capelli del conflitto d’intesse;)) Per fare un esempio: molti sanno che il senso di “benessere” legato al frequentare un corso può essere dato da molte variabili, vediamole insieme:

1) Presenza umana: il semplice fatto di poter condividere le proprie esperienze ci fa sentire meglio. Il calore umano di una persona che cerca di occuparsi di noi ci solleva e ci motiva, e non solo…anche il vedere che altre persone come noi vogliono migliorare ci fa stare meglio

.2) Le tecniche: in molti corsi si usano tecniche mutuate da altri contesti, così in corsi spirituali possiamo trovare tecniche per la “messa in discussione delle convinzioni limitanti”, la mindfulness o forme di rilassamento e auto ipnosi.

3) Effetto placebo: l’aspettativa enorme di cambiamento che crea il formatore e le convinzioni sul fatto che quella specifica metodica possa realmente aiutarci aumentano la possibilità di sentirsi al meglio di tantissimo. Si stima che nei farmaci questo fattore superi il 30%.

4) Dissonanza cognitiva: è quel fenomeno che ci spinge a mantenere una coerenza fra i nostri pensieri, atteggiamenti e azioni. Se ad esempio hai speso 2000€ per un corso, anche se questo non è stato il massimo tenderai ad esaltarne le qualità per mantenere la tua coerenza cognitiva. Ora, se noi eliminassimo questi 4 fattori o li tenessimo sotto-controllo i corsi e le metodologie di miglioramento personale che esistono oggi avrebbero una qualche validità? E se si di quanto?

Questo sarebbe lo scopo di un’associazione di professionisti ed appassionati del settore, quello di valutare non la validità di una metodologia ma la sua trasparenza ed i suoi effetti. Eliminando tutte quelle interferenze date dalla inesperienza di un trainer (alla meglio) o dal tentativo di creare un business con cose che in realtà …non si conoscono, solo perché magari sono il trend del momento (vanno di moda).

Ti faccio un esempio: ammettiamo che io sia molto bravo ad utilizzare delle tecniche di PNL come quelle legate alla negoziazione delle parti, come la ristrutturante in 6 fasi. Ma mi metta in mente che non si tratta di “parti interiori” ma di angeli o spiriti che parlano fra di loro. A questo punto potrei sviluppare una metodologia spuria, cioè che utilizza la tecnica (“comprovata della ristrutturazione”) ma che ne modifica la teoria di fondo.

Sarebbero appunto gli spiriti a parlarmi, per cui potrei passare metà del corso a raccontarti storie ed aneddoti sugli spiriti senza capo ne coda. Perché in fin dei conti a funzionare non sono gli spiriti ma latecnica.Attenzione! mi ha detto un caro amico e collega: “vedi che la maggior parte della scienza si basa sul copiare i dati di altre persone”…ed effettivamente è vero!

Ma la cosa inizia ad essere sempre meno “vera” quando chi crea nuove teorie non solo non cita le fonti originarie ma per di più dice di aver avuto lui stesso quella certa idea.

Adesso ammettiamo che tu ti renda conto, senza conoscere nulla di queste materie, che se prendile tue immagini mentali, le rimpicciolisci e le fai diventare inbianco e nero, queste saranno molto meno emotivamente cariche…stai si scoprendo un principio molto interessante ma qualcun altro ci è arrivato prima di te.

Questo non significa che la tua intuizione o osservazione non sia valida,perché potresti aver trovato anche un modo migliore per applicarla. Però se scopro qualcosa del genere e decido di scriverci un libro, di farci un corso ecc… sarà mio dovere andare a controllare prima se qualcuno ci ha già pensato.

E magari, nel momento in cui lo trovo, invece di disperarmi per l’idea persa, vedere quali sono i punti di contatto e magari cercare di migliorare la teoria pre esistente con la mia. Solo in questomodo possiamo fare dei salti in avanti con la conoscenza.Se invece ognuno inizia a tirare fuori le proprie teorie “stiamofreschi”. E vuoi sapere perché? Per un motivo semplicissimo…”tutti siamo psicologi” cioè tutti trascorriamo il tempo costruendoci teorie sul funzionamento nostro e delle persone che ci circondano.

Questa “psicologia ingenua” spesso porta ad errori clamorosi proprio perché manca un metodo d’indagine che invece uno psicologo (ben formato) conosce. Per tanto utilizzando gli strumenti ed i linguaggi condivisi della scienza si può osservare queste teorie ingenue, sapere se qualcuno le ha già smentite o approvate ed eventualmente sapere come costruire un disegno sperimentale per poterla verificare.

Chi studia gli errori della mente, conosce benissimo questo concetto e sa che sono proprio le verità ovvie che spesso vengono confutate dalla ricerca. Vi sono ad esempio prove del fatto che sfogarsi serve a poco e può addirittura risultare controproducente.

Un tempo si credeva che un trauma avesse bisogno del suo tempo mentre oggi sappiamo che spesso è meglio intervenire entro le prime 6 ore. Un altro esempio è quello che valso il Nobel a Kahneman per l’Economia. Il quale, ha scoperto (fra le tante cose) che gli esseri umani hanno la tendenza compiere determinati errori sistematici di pensiero, come la tendenza ad evitare le perdite.

Questi sono solo alcuni degli esempi di “contro-intuizione”che gli studi in psicologia ci hanno confermato. Ma c’è un problema di fondo che attraversa sia chi, magari come te è interessato “allo sviluppo personale” e sia chi è invece più interessato alla “psicologia in generale”.

Questo è sempre la “psicologia ingenua“… Pensaci anche tu sei uno psicologo, costruisci le tue teorie sugli altri e su te stesso. Alcune di queste “teorie” sono basate sulla tua esperienza diretta, su ciò che hai vissuto “sulla tua pelle”. Mentre altre sono nate dalla riflessione fatta dopo alcune letture o ancora, perché le hai apprese da qualcuno.

Adesso immagina di voler sottoporre a verifica le tue idee e le tue teorie, come faresti? potresti fare delle prove e vedere se quella tua teoria calza… oppure potresti ri-pensare a qualche situazione del passato e notare se calza anche lì.

In poche parole quello che facciamo è molto simile al processo sperimentale. Quando vuoi confermare una tua teoria personale ti comporti proprio come uno scienziato che mette in moto meccanismi e piani di azioni che gli permettano di comprendere se quella ipotesi è vera oppure falsa.

Purtroppo però, da soli raramente abbiamo il tempo egli strumenti per andare fino in fondo alle nostre teorie personali. Che in alcuni casi diventano convinzioni mentre in altri svaniscono lasciando pur sempre unapiccola traccia. In realtà c’è qualcuno che lo ha già fattoper te, o magari se ne occupato da un punto di vistasimile al tuo. Allora sarebbe il caso di dargli un’occhiata.

Se poi volessi vedere se tutte le persone rispondono alla tua teoria psicologica dovresti scegliere un numero considerevole di persone…impossibile!Il metodo giusto esiste, o almeno “il migliore che sisia trovato sino ad oggi”, ed è quello scientifico e viene applicato ormai da quasi due secoli anche in psicologia.

Ti ho già parlato di quanto sia importante il ruolo di questa via, e ti invito a rileggere questo articolo che ti mostra per bene, perché è necessario, per evolvere all’interno del “mondo delle idee”, passare dalla constatazione empirica (ciò che puoi vedere con i tuoi occhi) alla teorizzazione sperimentale.

Lo so, lo so ti sto dicendo un sacco di cose e consigliando un sacco di post. Sono costretto a farlo, non è facile oggi parlare di una iniziativa (seppure in modo provocatorio;)) che dica dimettere sotto osservazione i corsi di sviluppo personale.

Proprio oggi che sbucano come funghi, prendono nomi assurdi per riproporre cose di altri tempi… non sto parlando della “new age” o dello “sviluppo spirituale”,perché in quel campo non è questione di valutazione e osservazione di in un fenomeno… ma è questione di”crederci o meno” 😉

Voglio che questo mio lunghissimo articolo serva per dare uno scossone “metodologico” a tutte le pratiche di sviluppo personale esistenti. Questo non significa voler giudicare per dare “un’approvazione ministeriale” alla disciplina in questione, ma semplicemente fare in modo che ci sia trasparenza in quello che stai andando ad apprendere.

Oggi su tutte le confezioni di cibo è ormai legge apporre gli ingredienti, credo che lo stesso lo si possa fare in questo campo. Ok, per oggi ho delirato a sufficienza. Allora mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi, e secondo te quali dovrebbero essere le garanzie e i criteri di validità di un corso di crescita e sviluppo personale.

A presto
Genna

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5 Commenti
  • Ciao Niko,
    ho distrattamente cancellato il tuo commento che era questo:

    …………………………..
    ahaha va bene!
    Il corso di Ciro Imparato FourVoicesColor, per esempio co sa ne pensi?
    E di SeduzioneAttrazione? ( anche se non è un corso) 🙂

    Grazie! Sei sempre molto gentile e disponibile
    ……………………………

    Risposta:

    allora per prima cosa hai citato due "big" della formazione in Italia 😉 allora non ho fatto il corso di Ciro Imparato ma ho acquistato i suoi libri e messo in pratica. Per di più conosco tante persone che lo hanno frequentato e ne sono tutte più che soddisfatte… per cui lo consiglio al 100% (anche se non di prima mano:(())

    I prodotti di Seduzioneattrazione.com sono ottimi… questi invece li ho letti, ascoltati e studiati prima di iniziare a collaborare con Reborn. Si tratta di concetti precisi e descritti in un modo superbo, perchè Marco è davvero bravo a scrivere 😉

    Per di più, piccola chicca che non tutti sanno Reborn è ultra preparato sia in campo psicologico che di sviluppo personale (ha fatto una montagna di corsi ;-))

    Molti dei suoi prodotti sono dei veri e propri "manuali pratici di sessuologia applicata"…. per cui anche qui, consiglio al 100%

    Grazie per i complimenti 🙂
    Genna

  • Ciao Niko,
    la mia è in realtà una specie di provocazione 😉

    Ma qualcosa dice, come ad esempio il fatto di vedere se citano le fonti…se ti accorgi che usano teniche che già conosci ma gli danno un nome nuovo…se noti che mischiano insieme un po' troppe cose che ti paiono incorrenti fra di loro…

    Allora evita di fare il corso…

    Oppure posta un commento qui sul blog e lo valutiamo assieme, in questo modo fai un piacere a me, a te e a tutte le persone sul web;)))

  • Bellissima risposta, grazie!
    Ma non ho capito bene come scegliere il corso di formazione! su quali criteri mi devo basare?

    Grazie in anticipo

  • Ciao Niko, quello che dici è giusto intendendo per tecniche "competenze".

    Ma nel post non "intendo togliere le tecniche" ma sapere se quella certa tecnica esiste già.

    Se ad esempio mi rendo conto che ogni volta che sono in auto e ascolto una certa musisca inizio a sentirmi "bene".
    E poi decido di fare la mia "scuola di formazione" su questo dato…

    non sto facendo altro che ripetere quello che hanno fatto i comportamentisti, i cognitivisti e poi la PNL con le ancore. Questo non significa che l'osservazione sia sbagliata… ma che, ogni volta che si trova una "tecnica particolare" e si vuole "fondare una teoria", è necessario sapere se esiste già.

    Per cui, se implemento nella mia teoria la mia scoperta citando le ancore e il condizionamento fra la mia bibliogafia di riferimento…allora sto dando un contributo a tutta la conoscenza in questo campo.

    MA se invece, non faccio ricerca (per assurdo perchè il condizionamento è ultra famoso), gli do un mio nome, una mia teoria ecc… sto bloccando il processo di crescita della disciplina, confondendo le persone.

    Quindi non intendo "togliere le tecniche"… spero di essermi spiegato meglio.

    Grazie per la domanda
    Genna

  • Ciao genna! Ma se tolgo le tecniche, ogni corso perde di validità, perchè si basa sul trasmettere conoscenza e nozioni per poi far sì che li metta in pratica, non credi?
    Quali sono gli elementi su cui stabilire se un corso è valido oppure no?

    Grazie

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