Apprendere Attraverso L’ Empatia: Come Rendere Lo Studio Della Fisica Facile

Ciao,

esistono storie che ispirano, ti è mai capitato di leggere un romanzo, guardare un film e sentirti cambiato?

Le storie che le persone ci raccontano sono una parte fondamentale della nostra cultura, queste sono in grado di modificare come un popolo pensa ed agisce.

Da sempre sono state raccontate storie per ispirare il prossimo… dai racconti di paese alle parabole. Oggi con gli strumenti a disposizione della ricerca psico-sociale possiamo osservare come”queste storie” possano realmente influenzarci.

Il posta che stai leggendo ti aprirà nuovi modi di vedere anche la condivisione della tua storia personale e della importanza dei commenti qualcosa su cui ho sempre puntato ma senza avere le basi sperimentali…adesso ci sono anche quelle…

Una recente ricerca condotta da Huang-Yao Hong eXiadong Lin-Siegler della Università di Taiwan ha reclutatore gruppi di studenti per testare quanto fossero importanti le “storie personali” di alcuni fisici famosi della storia (Newton, Galileo e Einstein).

Per farlo hanno reclutato tre gruppi di studenti delle scuole superiori. Tutti sono stati sottoposti ad una video-lezione in cui apprendevano le basi della fisica, i loro autori e le teorie di base più conosciute. Ma solo nel primo gruppo, composto da 88 studenti, i ricercatori hanno inserito nelle 3 lezioni “le sfide personali e gli sforzi” di questi scienziati.

L’ipotesi dei ricercatori era, se la presenza di dettagli della vita degli scienziati nelle loro lezioni, soprattutto quelli relativi ai loro “sforzi” avrebbe facilitato o ostacolato l’apprendimento ed il piacere dello studio.

Per farlo il secondo gruppo, invece di ascoltare “le sfide” si sono limitati a guardare 3 video-lezioni sulla fisica e sui suoi autori, inserendo anche notizie personali, come i loro compleanni o la storia delle loro scoperte…ma senza fare cenno “agli sforzi concreti e agli ostacoli che hanno dovuto superare”. Mentre l’ultimo gruppo aveva solo nozioni di fisica, senza alcuna storia al suo interno.

I ricercatori hanno scoperto che il primo gruppo, cioè quello che aveva visto la lezione con i dettagli delle sfide e degli ostacoli che hanno incontrato lungo il loro percorso era il gruppo che ricordava meglio le nozioni di fisica.

Secondo Huang-Yao Hong e Xiadong Lin-Siegler questo accade perché gli studenti hanno a disposizione maggiori”punti chiave” attraverso i quali possono collegare più concetti, anche se non appartenenti alla stessa categoria di apprendimento (scienza vs. storia). In più gli studenti tendevano a identificarsi attivando quelle abilità di ragionamento di problem solving…della serie “come te la saresti cavata al posto di Galileo?”.

Altro aspetto di cui i ricercatori non parlano è quello che i ricordi sono stra influenzati dalle emozioni. Se infatti (come ho fatto molte volte) ti chiedo dove eri il 14 gennaio del 2004 alle 15:00 del pomeriggio, a meno che non sia stato il tuo compleanno difficilmente sapresti darmi una risposta…vero?

Ma se invece ti chiedessi dove eri l’11 settembre del 2001 alle 15:00, ameno che tu non sia molto giovane, di certo sapresti dirmi molti dettagli di quella giornata. Perché, in caso tu non te ne sia accorto è la data del famoso attentato alle Torri Gemelle. Uno degli eventi più catastrofici della storia contemporanea del genere umano.

Chi studia le mnemotecniche e i sistemi di apprendimento sa bene che utilizzare le emozioni per apprendere è la chiave per ricordare…indipendentemente dalla tecnica utilizzata 😉

Se ci pensi è un fenomeno che si sposa alla grande con le teorie dell’evoluzione. Se ad esempio, un nostro avo, assisteva ad una “brutta storia”, come un omicidio, un aggressione da parte di uomini o animali, doveva subito ricordare che quella cosa era accaduta in quel determinato luogo…ed iniziare ad evitarlo. E’ il nostro semplice istinto di sopravvivenza a guidare la memoria quindi?

Non solo, perché anche gli eventi positivi sono più ricordati di quelli neutri. Anche qui però ci sta un bel”pizzico di evoluzione”. Infatti se ti diverti e stai bene in un luogo, è importante che il cervello lo ricordi, dopo tutto anche il divertimento ed il piacere sono utili per la tua sopravvivenza.

Ma gli aspetti interessanti di questa ricerca non finiscono qui. Infatti, la prima cosa che ho pensato è il legame fra”neuroni specchio” o meglio “empatia” ed apprendimento. Se hai letto il mio post in cui vi erail video sulla “civilizzazione empatica” avrai già capito dove voglio andare a parare.

Questo studio potrebbe anche dimostrare che l’empatia serve alla nostra sopravvivenza. Se ad esempio un tuo amico ti dice che una certa strada è pericolosa, perché lui l’altro giorno ha quasi rischiato di ammazzarsi, se sarai empatico la questione toccherà anche te… e se per caso ti troverai su quella strada porteresti maggiore attenzione, magari salvandoti la vita.

Lo sembra un passaggio forzato ma non lo è. Ti basta solo pensare a come le storie abbiano influenzato la vita di interi popoli…e ancora la influenzano. Se mi segui sai che sono appassionato di ipnosi (oltre ad essere parte integrante del mio lavoro) e che qualche tempo fa ti ho narrato alcuni anedotti dell’uomo cheha rivoluzionato questo ambito, Milton H. Erickson.

Le storia affabulano, e chi le sa raccontare attira sudi se l’attenzione guidando le persone all’interno di realtà fatte di “parole”…. dopotutto la realtà che ti circonda e come tu la percepisci…”quanto è influenzata dalle storie che racconti a te stesso tutti i giorni?”

Concludendo: se vuoi apprendere o vuoi che i tuoi figli apprendano meglio la fisica, devi raccontargli i dettagli delle sfide e degli sforzi che hanno dovuto affrontare i protagonisti di quella materia. Ma non solo, ricordati che è l’emozione la chiave di volta per un apprendimento duraturo, perché agisce come un collante fra i concetti e la loro assimilazione.

Tornando all’inizio del post, ogni volta che lasci un commento qui sotto, non solo stai migliorando te stesso, perché ti metti in gioco dicendo la tua, ma se la tua storia ispira stai

1- consolidando dentro di te ciò che apprendi da questi articoli e

2 – migliorando l’apprendimento di chi ti sta leggendo… per cui,lasciami un commento emozionante e ne sarai ripagato immensamente nel futuro, quando chi utilizzerà queste informazioni penserà “dove cavolo le ho prese”, penserà al tuo commento 😉

A presto
Genna

 

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3 Commenti
  • Grazie Andreee:))

  • Grazie Genna!
    Spedirò il link di questo articolo a tutti gli insegnanti di Matematica e Fisica che lavorano con me!

  • La prima parte è molto interessante per gli studenti! Non mi sorprende leggere che le emozioni influenzano l'apprendimento, le emozioni c'entrano un po' con tutto. 😉

    Io per studiare ho sempre utilizzato il metodo "logico", ovvero andare a trovare la logica che sta dietro alle formule (nel caso della fisica); studiare a memoria non mi è mai andato a genio. Ora che mi manca un solo esame alla laurea non posso più testare "sul campo" la tecnica che hai descritto, ma la proverò in futuro se ne avrò occasione!

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