Psicologia delle relazioni: “Patti chiari e amicizia lunga”

Ciao,

sai chi è Elizabeth Loftus? probabilmente no, anche se neabbiamo parlato decine di volte. Si tratta di una psicologache ha rivoluzionato il mondo della ricerca sulla memoriae in modo particolare sulle “false memorie“. Infatti isuoi studi si sono concetrati su come noi esseri umanimodifichiamo il ricordo degli eventi che viviamo.Alcune di queste “distorsioni cognitive” possono farcicomodo, come “il senno di poi“, o il fatto di poterleutilizzare per “perdere peso“, ma esistono anche tipidi distorsione che possono “danneggiarci”.Ti è mai capitato di partecipare ad un lavoro di gruppoe di non sentire pienamente riconosciuto il tuo contri-buto? questa situazione si verifica molto più spesso diquanto si creda…perché? perché ci sono un sacco disfruttatori in giro? probabilmente si… ma indagandoquesto fenomeno la Loftus si è resa conto di unostrano meccanismo di autodifesa della nostra auto-stima legato a quanto percepiamo il peso del nostrolavoro, quando questo viene effettuato in gruppo.Le persone tendono a sovrastimare il loro contributoe più passa il tempo e più pare che questo fenomenosi espanda. Cioè è più passa il tempo e più chi illudiamo di “aver dato di più degli altri“. Sono in molti acredere che la memoria sia composta dall’esatto ricordodi ciò che abbiamo percepito, cioè a pensare che se vediuna cosa questa viene fotografata nella mente propriocome l’hai vista. In realtà non è così, dentro di te cisono dei piccoli “pezzi d’informazioni” dai quali poiricostruisci il ricordo.Ritengo queste scoperte molto importanti soprattutoper chi lavora in gruppo… ed oggi chi non lo fa? sonodavvero poche le persone che non hanno a che fare connessuno per lavoro. Tutti, in un modo o nell’altro citroviamo (prima o poi) a dover collaborare con altrepersone. Questo vale anche per altre situazioni, comequelle familiari o nei rapporti di coppia… “c’è semprechi si percepisce come quello che ha fatto di più”.Come posso usare questo concetto nella mia vita?Purtroppo il concetto da solo, non aiuterà i tuoi amicie collaboratori a rendersi conto della distorsione (a menoche non li mandi a leggersi questo articolo ;)) ma di certoaiuterà te a farti rivedere determinate cose del tuopassato ed anche del tuo futuro. Anche il semplice fattodi raccontare ai propri collaboratori questo dato, per poiinvogliarli a tenere “traccia” più alacremente dei propririsultati personali potrebbe aiutarti a diminuire i grandidanni che può creare un pensiero del genere.Credi che non possa creare danni? secondo la miapersonale esperienza questo crea “danni enormi”. Emiete vittime soprattutto in quelle organizzazioni ecollaborazioni meno “formali”. Magari dove la valutazionedel contributo soggettivo è meno chiara, come in tutti ilavori di carattere artistico ed intellettuale. Ma il problema persiste anche nei lavori più standardizzati.Infatti è difficile valutare se l’impiegato X, quandototalizza le sue tot ore settimanali , ha svolto la stessamole di lavoro dell’operaio Y nello stesso arco di tempo.Quindi un modo utile per applicare alla tua vita questoconcetto è …conoscerlo… più il classico “patti chiari eamicizia lunga“. Sono pochi i detti che rispecchiano bene la realtà come questo, infatti mettersi subitod’accordo nel modo più chiaro possibile ti permettedi eliminare la maggior parte dei problemi futuri. E’come gettare le fondamenta per una casa, se questesono barcollanti tutta la casa lo sarà. Il problema sipresenta quando i rapporti sono informali…… se il rapporto non è chiaro, magari perché si trattadi un legame amicale o sentimentale (ma anche incerte collaborazioni fra amici e conoscenti) è necessariauna dote di cui abbiamo parlato più volte, cioè quelladi essere assertivi. Cioè di far sapere da subito allepersone con cui “collaborerai” quali sono i tuoi doverie bisogni senza calpestare i suoi. Questo non valesolo per il lavoro… immagina ad esempio di odiarele persone che …si scaccolano in pubblico :DConosci una bellissima ragazza, ci esci per un bel po’e poi te ne innamori. Ma dopo poco scopri che lei siscaccola in pubblico… e proprio in questo frangenteche devi tirare fuori le p… anzi l’assertività 🙂Perché se non lo fai subito, poco dopo lei tenderà aviverlo come un suo diritto per quanto disgustoso.Saper tracciare dei confini, ogni volta che ti troviad interagire con un essere vivente è una delleabilità più importanti per vivere bene.E’ talmente importante saper tracciare questiconfini che credo ne parlerò più a lungo…perchéti assicuro c’è moltissimo da scoprire 🙂 Fammisapere la tua opinione.A prestoGenna

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3 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Esatto Andrea…prima lo fai e meglio è;)

    Si Marco anche io ne sono convinto…sono file di vedere che molte persone (molte delle quali in privato) mi hanno confermato la validità di questi concetti…

    Grazie per i vostri preziosi feedback

  • Caro Genna,
    questo post se applicato nella vita reale apporta benefici grandi e duraturi.
    Credo che sia una delle cose più importanti nei rapporti interpersonali.

    Grazie il tuo blog è utilissimo.
    Marco

  • Ciao Genna,
    e grazie! 😀 Questo post e' capitato proprio a fagiolo! 🙂
    Infatti era una questione he mi stavo ponendo da un po' di tempo, e cioe' come trovare modi per conoscere le "regole" di una persona in un particolare campi (o su dei particolari campi) della sua vita chiedendole per esempio: "Come fai a sapere quando ti sentirai x/avrai vrai raggiunto x?"
    E sulla base di questo stavo pensando a quello su cui batto sempre, il principio di coerenza, ovvero rispettare quella regola che la persona mi suggerisce e, se dovessi sorprenderla a violarla o a chiedermi di cambiare comportamento farle capire o attraverso le domande o altro che aveva "dichiarato" che in quel modo sarebbe riuscita a raggiungere x o a sentirsi in quel modo…
    Certo magari comportandosi sempre e costantemente in questo modo o paura che sia poco ecologico…
    Cosa puoi suggerirci affinche' possiamo chiedere all'altra persona chiarezza sui suoi intenti senza rischiare di distruggere il nostro rapporto?
    Potrebbe essere quello di esporre per primi le nostre "regole"?
    Grazie,
    Andrea

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