Neuroni Specchio: Sviluppare abilità cognitive per modulare la natura ;-)

Sai cosa sono i neuroni specchio? si tratta di una delle scoperte più sensazionali delle neuroscienze e, oserei dire, del nostro secolo. Se leggi il mio blog o più semplicemente sei appassionato di “queste cose” di certo saprai di cosa si tratta. In parole povere un team di ricercatori dell’Università di Parma, capitanati dall’ormai “leggendario” prof. Rizzolatti si sono imbattuti per caso (come nella maggior parte delle scoperte scientifiche…avviene per “serendipia”) in un fenomeno alquanto bizzarro quanto affascinante.

Hai visto il video? ora dovrebbe esserti tutto più chiaro. Come hai ascoltato questi neuroni vengono utilizzati per dare una spiegazione alla “trasmissione delle emozioni”, in pratica a quella che chiamiamo empatia. Da quando sono stati scoperti i neuroni specchio hanno acceso le fantasie di migliaia si scienziati e filosofi… tanto da essere considerati come la struttura cerebrale che ci ha permesso di sopravvivere e non solo, guarda questo video.

Spesso sono visti come se fossero delle antenne preposte al ricevere le emozioni altrui…Ma è proprio vero? Questo significa che ogni volta che vedo una persona che soffre, soffro un po’ di conseguenza? Secondo alcuni studi la cosa sarebbe liquidata in questo modo ma in realtà non è così. Infatti dipende da cosa c’è “nella testa delle persone”.

Se infatti io guardassi un parto sicuramente mi farebbe un bell’effetto, mentre se lo vedesse un’ostetrica o un ginecologo non avrebbe la mia stessa reazione emotiva. Questo intervento dall’alto verso il basso (noi psicologi lo chiamiamo top-down) è ancora un mistero per chi si occupa didare dignità scientifica alle ipotesi che nascono sulla osservazione di questo set di neuroni.

Altro punto interessante è dovuto alla definizione di neuroni specchio in cui è evidente che questo set si attiva più che per “imitare il gesto” per dargli una sorta di “volontarietà“. Infatti sarebbero proprio i gesti volontari quelli che li attiverebbero…ma questo ci porta in un ginepraio, perché le emozioni o meglio l’espressione delle emozioni è un atto non verbale e non volontario.

Solo le emozioni simulate, sarebbero dunque sufficientemente lunghe e visibili da attivare il “sistema specchio”.Queste due osservazioni che sono apparse nello ultimo numero di “Psicologia Contemporanea” ci possono essere molto utili per due semplici motivi: il primo è legato ad un argomento a me caro, quello del riconoscimento delle emozioni e di conseguenza delle bugie.

Pare infatti, attraverso questi dati che questo “fantomatico set di neuroni” non sia in grado di valutare se una persona sta simulando o meno le emozioni che sta provando.Questo ridimensiona una parte delle nostre abilità inconsce ma ne mette una importantissima in rilievo. Cioè che attraverso lo studio e la pratica è possibile migliorare questo “eventuale deficit” nell’osservare le espressioni non verbali delle emozioni.

In altre parole, se non sai che cosa osservare per decretare se una persona sta mentendo o meno difficilmente il tuo inconscio o in questo caso i tuoi neuroni specchio te lo faranno sapere 😉 Stesso vantaggio lo abbiamo nel sapere che un certo tipo di addestramento può modificare l’effetto di questi neuroni…sia in positivo che in negativo.

Se infatti tu facessi il medico o il mio mestiere, ti sarebbe molto utile riuscire a non farti catturare completamente dalle emozioni distruttive delle altre persone (non farlo, nel mio lavoro sarebbe disastroso). Avere una certa competenza permette al nostro sistema cognitivo di gestire meglio anche abilità innate, come quelle legate ai neuroni specchio.

E’ la solita questione dell’apprendimento: tutti nasciamo con due piedi e siamo in grado di correre sin dalla più tenera età. Qualcuno per predisposizione sarà più veloce degli altri o viceversa. Ma se vuoi davvero essere un professionista della corsa devi iniziare a mettere “consapevolezza” in ciò che stai facendo.

Cioè devi iniziare a “studiare” come funziona il tuo corpo e,magari sotto la guida di un coach, migliorare quelle piccole parti tecniche legate alla corsa (ad esempio tenere le mani aperte oppure no). Questo addestramento al “professionismo” creerà dentro di te delle categorie per osservare il tuo gesto atletico.

Influendo, nel bene o nel male, sulla tua prestazione atletica. Per cui, per quanto sia utile e affidarsi al proprio istinto per fare certe cose, da un altro punto di vista, se vuoi essere un professionista in qualsiasi lavoro è impossibile che il solo istinto ti porti ad ottenere buoni risultati! 

Concludendo: il titolo di questo post ha in sè una frase un po’ forte..”modulare la natura” ma in effetti è ciò che accade per la nostra intera esistenza. Di certo lo scopo principale del nostro cervello è quello dettato dalla sopravvivenza (sono un darwiniano convinto) ma per farlo ha un unica via, continuare ad apprendere per tutta la vita. E quando apprendi modifichi la“natura” del tuo cervello!

A presto
Genna

 

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Sesso Curativo? attenti ai ciarlatani della psiche…e alla “fisica quantistica” :)
Crescita personale: Le nostre “teorie psicologiche”…sono valide?
Stress e Lavoro: 8 consigli per gestire il tuo capo ed i tuoi colleghi…rompi ;)
Psico-Halloween: Affrontare i mostri senza voltarsi!

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK