Gestire Il Dolore Con La Mente…Senza Farmaci!

Ciao,

sapevi che il vero responsabile del dolore è il tuo cervello? Tempo fa ti avevo parlato del dolore cronico e di comevenga attenuto ed eliminato attraverso l’ipnosi. Il centrodel discorso però non era tanto la “metdologia usata” mail fatto che esistono dolori che, purtroppo, sono inutili.Se ci pensi il dolore, in situazioni normali è più che utile,serve per dare un segnale che “qualcosa non sta andando per il verso giusto”. Ma non sempre è così, esistono infatti diverse patologie che portano a provare un dolore che non serve a nulla e che rovina la vita delle persone.

Quando si tratta un dolore molto intenso la prima regola è “prima è meglio è”… cioè se questo dolore non viene trattato in tempo si cronicizza portando alcuni grandi svantaggi nella vita delle persone: primo fra tutti una drastica diminuzione della sostanza grigia e di quella bianca, fattore che influisce sulle prestazioni cognitive del paziente. Non solo, il dolore cronico interferisce con la “rete di default” non permettendoci quel bel fenomeno del “daydreaming” che ha diverse utilitàcome il riposo e il consolidamento delle informazioni.

Insomma, un vero danno! ma perchè studiaree parlare di questo argomento? in primo luogo perchèè una nobilissima applicazione della psicologia e insecondo luogo, perchè alcuni studi su come ridurre ildolore agendo con “tecniche mentali” dimostrano eampliano il campo dello sviluppo personale. Ti ho già raccontato che basta uno sguardo per ridurre il dolore,se in pratica ti metti a guardare la zona dolorante il dolore percepito tenderà a diminuire… ma non se si guarda lo strumento che stanno utilizzando per infliggerci quel dolore (come una siringa).

Un’altra tecnica di riduzione del dolore è sotto ilnaso di tutti, o per lo meno si comprende a livello intuitivo, quella della distrazione. Nel 2001un gruppo di ricercatori ha scoperto che il semplicecontare all’indietro da 100 a 1 a gruppi di 7 riducevai livelli d’intensità del dolore in modo significativo.Contare è un’attività che necessita attenzione e,ciò che succede e che le arre deputate al doloresono in competizione con quelle dell’attenzione…riducendo il dolore.

Non solo, i ricercatori hanno anche scoperto chelo stato d’animo influisce notovolmente sullapercezione del dolore. Se infatti si inducono deisoggetti a pensare a cose negative mentre li si”tortura” scottandoli o pizzicandoli questi sentirannocon maggiore intensità il dolore. E’ quì abbiamo ilprimo collegamento con la PNL e con tutte quellemetodologia psicologiche in grado di modificareil nostro “stato d’animo”. Ma non è tutto…

Conosci la sindrome dell’arto fantasma?si tratta di un fenomeno singolare che capita a chi haperso un arto e continua, in modo fantasmatico apercepirlo. Purtroppo spesso questo “arto fantasma”è dolorante… ma ovviamente i centri nervosi da cuidovrebbe provenire quel certo dolore non esistono più.Per cui trattarlo come dolore è una cosa piuttostocomplessa… una delle vie per farlo è quella della ipnosiche ha dimostrato essere molto efficace in tutte lecure palliative.

Ma esistono anche terapie alternative che si basanosulla “mappa corporea”, cioè come è rappresentatoil nostro corpo all’interno del nostro cervello. In praticaquesto modello afferma che se operiamo al livello dellamappa cerebrale agiamo anche sul corpo. A questoproposito il famoso neuroscienziato Ramachandranha fatto una scoperta sensazionale: se il paziente condolore fantasma inizia a vedere proiettato su di unospecchio il proprio braccio (quello vero) come se fosseil suo braccio mancante, “facendo alcuni esercizi”preposti a rilassare e a prendere coscienza del bracciomancante, con un certo esercizio il dolore svanisce.

Sembra che il concetto sia questo: se il dolore è in unaqualche misura “fantasma” bisogna agire in modo fantasma 😉 e’ come se, osservandosi il cervello potesseavere una nuova rimappatura del dolore. E stiamo perarrivare alla PNL… Haggard basandosi su questo e sualtri studi ha iniziato ad utilizzare una serie di specchispeciali in grado di alterare le dimensioni naturali.Scoprendo che se il soggetto osservava il suo bracciorimpicciolito, mentre gli si somministrava uno stimolodoloroso, questo era inferiore di quando glielo simostrava ingrandito.

Questo ti ricorda qualcosa? esatto è qualcosa dimolto simile al concetto di sottomodalità della PNL.Attraverso le quali puoi allenarti ad alterare la tuaauto-immagine per rimpicciolire quel certo arto omodificarlo in modo creativo affinché faccia menomale. Ed è un po’ anche il concetto che si utilizzanell’ipnosi con l’arto fantasma, con il quale si invitail paziente a manipolare il proprio arto come sefosse presente ma nella sua immaginazione.

Altra strategia simile è quella basata sul biofeedback.In pratica si chiede ai soggetti di osservare se stessimentre si è dentro una risonanza magnetica (luogonon proprio bellissimo) notando quali siano le areedeputate al dolore. Con un piccolo training i soggettisono in grado (dopo 13 minuti) di gestire meglio ildolore osservando il loro cervello come feedback. Malo stesso è possibile con altri parametri fisiologicicome il respiro, il battito cardiaco ecc.Che cosa ci dicono questi studi?

C’è una sorta di comun denominatore? perme si e si tratta della dissociazione. Guardando lapropria parte dolorante, contando, osservando ilproprio cervello, diminuendo la parte doloranteecc… si agisce sempre sulla dissociazione fra ciòche percepiamo e come lo percepiamo. Ma la cosadavvero importante è che delle “semplici tecniche”psicologiche possono realmente aiutare le personea gestire questo genere di dolore aumentando laqualità della vita.

La mia teoria personale è che la dissociazionesia “benefica di per sè”. Il fatto di dare una qualcherappresentazione, reale o immaginata di se stessi odi qualcosa al di fuori di noi…ma che rappresentasempre noi… è come se dasse al corpo l’opportunitàdi legarsi con la mente. Hilgard il teorico del neo-dissociazionismo dice che ogni volta che ci dissociamoil nostro cervello si de-frammenta e quando ritorniamoallo stato ordinario, questo nel semplice ricomporsi,migliora la nostra “coerenza interna”.

Crescere significa anche sapersi prenderecura si se stessi 🙂

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Grazie Roland 🙂

  • Ciao Genna,
    ho letto la tua risposta al mio commento precedente…Grazie per la tua disponibilità.

    Riguardo a questo "super articolo" invece devo complimentarmi perchè hai raggruppato alcuni dei migliori metodi da applicare per far cessare il dolore inutile.
    ho preso appunti…grazie ancora Genna. A presto. Roland

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