Diventare Felici Spendendo Per Gli Altri

Hai mai acquistato un libro di sviluppo personale? in molti di questi c’è un consiglio che ha sempre colpito le persone che si affacciano a questo mondo , cioè: “ogni anno dona in beneficenza il 10% di ciò che hai guadagnato“. Qualcosa di contro intuitivo che oltre ad essere una meravigliosa regola pro-sociale possiede solide basi scientifiche Numerosi studi dimostrano che spendere denaro per gli altri ci rende più felici che spenderlo per noi stessi.

 

Aldilà di tutte le convinzioni pseudo mistiche legate all’Universo…dove se doni riceverai per una misteriosa forza karmica, alcuni scienziati hanno voluto indagare questo fenomeno che è apparentemente contro la teoria forte dell’evoluzione (ma non così tanto).

Il gruppo di ricercatori che ha speso più tempo in questa direzione è stata quella di Dunn e collaboratori nel 2008 e di cui ti ho già parlato in occasione di un vecchio post dedicato ai “regali di San Valentino”. Gli studi di Dunn hanno provato questo effetto sotto diversi punti di vista, dal donare una piccola somma di denaro al dare in beneficenza una parte di propri guadagni…sino al semplice ricordo (in diverseculture) di averlo fatto portano le persone ad essere maggiormente felici e soddisfatte della propria vita.

Travalicando quelle che potrebbero essere viste come regole “pseudo-magiche” dell’abbondanza, perché donare il proprio denaro ci fa sentire più felici? Dalle ricerche svolte sino ad oggi la risposata questa domanda sembra esser più che complessa, perché composta da varie con-cause. La prima, è forse più importante causa sembra essere quella legata alla immagine di sé stessi all’interno della società in cui viviamo.

Infatti chi ha molto denaro e non lo usa per scopi benefici è visto sempre male dalle altre persone… ma non solo, anche chi ha poco denaro ma si rifiuta di aiutare una persona che ne ha meno è visto come una “brutta persona” che non merita di stare in questa societàChi si occupa di psicologia sociale sa bene che esiste un fenomeno quasi ineliminabile in ogni contesto sperimentale, quello della desiderabilità sociale.

Ad esempio andare in giro a chiedere alla gente se si sente disposta a donare denaro oppure a fare qualsiasi altra “buona azione” può si essere un buon sondaggio per una “televisione di serie B”ma di certo non una serie di dati attendibili sui quali svolgere della analisi scientifiche per trarne dei risultati perché la gente tenderà a rispondere in modo da sentirsi “socialmente più desiderabile“.

Per cui, con un pizzico di cinismo si potrebbe dire che questo fenomeno accade perché le persone vogliono vedersi in un determinato modo che sia desiderabile per se stessi ma soprattutto per gli altri. Se in più ci aggiungi che basta una singola donazione per sentirsi “una persona generosa“allora scatta immediatamente un altro meccanismo psicologico di massima importanza: la dissonanza cognitiva.

Uno studio interessante per tutti i fautori del denaro e abbondanza (me compreso) arriva dallo studio condotto  da Vohs e collaboratori che ha in pratica determinato che il denaro tende a farci diventare più indipendenti. Nel senso che più denaro hai la capacità di gestire e più diventeremmo, secondo questi studi, orientati “a farci gli affari nostri”, una sorta di egoismo indotto da denaro.

Per contro, donarlo darlo in beneficenza creerebbe una sorta di “liberazione dal senso di colpa” di sentirsi così indipendenti dalle altre persone. A questo punto però non posso tralasciare ciò che,immagino anche tu stia un po’ sospettando, e cioè che “fare del bene fa bene”. E questa potrebbe non essere una semplice “affermazione ingenua”ma anche un dato di fatto, vista la presenza dei famigerati neuroni specchio.

Non tanto perché tu dovresti “guardare in faccia la persona” alla quale hai donato i tuoi soldi (il set specchio infatti funziona attraverso l’osservazione) ma perché queste ricerche dimostrano che esiste la possibilità di una crescita della società basata sull’empatia, come mostra questo bellissimo video.

Inoltre la gente è più attratta dalla libertà personale che dal denaro e dalle ricompenseLa mentalità di abbondanza cioè il credere che vi siano risorse a sufficienza per tutti, è una delle mie “convinzioni preferite”…che purtroppo spesso si scontra con i disequilibri che la società moderna ha creato per il proprio tornaconto.

Qui ci tengo ad aggiungere una cosetta: in questi anni di osservazione “dell’animo umano” sono giunto alla conclusione che la nostra specie sia troppo stupida per abbracciare una convinzione come quella della “mentalità di abbondanza”. Non riuscendo neanche lontanamente a comprendere che i governi puntano ad una crescita continua ed infinita in un pianeta con risorse finite.

Ma non voglio fare il Beppe Grillo della psicologia ne tanto meno parlare di politica(anche se ti ricordo che politica e società influenzano la tua crescita personale più di tante altre cose) ma tenere a mente che, secondo le ricerche….essere generosi, ringraziare ed essere aperti al prossimo fanno bene alla tua salute e alla tua felicità …. e a quella di chi ti circonda.

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Grazie Danilo,
    sono sempre contento quando trovo colleghi appassionati delle mie stesse materie 🙂

  • Ciao Roland…è un sacco che non ci si sente 🙂

    Siii…è una grande soddisfazione averlo lanciato, ed ora svelo a te (e credo anche a qualche altra persona;) che è il mio primo prodotto …fatto da solo.

    Infatti ho fatto una valanga di audio training ma sempre in collaborazione, mai completamente da solo. E quando Dialogika mi ha chiesto una partnership ho deciso di commercializzarlo… ma prima "era nel cassetto", come una valanga di altri audio e video corsi che registro dal 2007..e che come avrai intuito tirerò fuori ed alcuni di questi scuoteranno davvero le fondamenta della "formazione psicologica italiana" 😉

    Ok la smetto con la pubblicità ;)))

    Si l'esperienza di Cerchia mi ha dato davvero la chiave giusta… a volte penso a quei musicisti di strada bravissimi, resto incantato ore ad ascoltarli e spesso mi capita di pensare… "ma cazzo perchè questo tipo non è in uno stadio fra Vasco e Ligabue?" 😉

    e allora mi torna in mente che potrebbe essere "un caso" o una sua scelta…oppure non è riuscito a proporsi nel modo adatto.

    Studiare come crescere professionalmente è di vitale importanza per chi ha scelto la libero professione. Restare lì, in attesa che qualcuno venga da te perchè, hai aperto un sito, o perchè hai 5 lauree e 7 specializzazione… è un'utopia 😉

    Ammazza che chiaccerone sta sera 🙂
    Roland, passa più spesso a trovarci
    un abbraccio e facci sapere quando
    crei qualcosa di (solo) tuo 😉

  • si è certamente una cosa che faccio…essendo psicologo…
    credo che i costi e i benefici abbiano una loro logica e alle volte la logica va utilizzata per evolversi e acquistare dei prodotti validi come quelli di Gennaro Romagnoli…un ottimo formatore e psicologo….

  • Ciao Genna,
    uso questo post per un saluto…e per complimentarmi con te per il tuo nuovo prodotto.

    Ho appena ricevuto la newsletter di Dialogika (anzi di Charlie)nella quale viene presentato il tuo prodotto.

    Figo Genna!

    Oltre all'intuizione sul fatto che si tratta di un modello logico ( complimenti )lo stile per presentarlo è proprio azzeccato…lo stò usando anche io ( ci stò lavorando per i miei prodotti) e vederlo adottato anche da te mi conferma che è il modo giusto.

    stile "cerchia" direi…ed è proprio quello che piace oggi: breve, da leggere ma poco, da ascoltare.

    Sei un grande!

    Così fatto e così promosso ( mailing di Charlie) può solo dare grandi soddisfazioni.

    Come avrai capito sono entrato anche io nel tubo del marketing.
    l'ho sempre respinto ma oggi ho capito che è d'obbligo se vuoi campare di ciò che ti appassiona.

    Concordo con chi dice:" inutile sapere se non sai presentare ciò che sai"…e per questo ho cambiato argomento delle mie letture. ahahahaaha

    Un abbraccio.
    ti stimo!
    Roland
    http://www.pnlsport.it

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Stefano,
    non credo si tratti di studi condotti con le associazioni di beneficenza…ma una semplice leva emotiva dettata, paradossalmente dalla evoluzione.

  • Allora io temo di essere fuori statistica! 😀 Essere generoso con gli estranei (e quindi fare una donazione) non mi fa proprio sentire meglio, anche perché dopo aver studiato economia ho imparato le logiche di mercato che stanno dietro anche a molte associazioni di beneficenza.

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