“Come conoscere ed utilizzare le tue risorse interiori imparando a tracciare confini”

 

Desideri sbarazzarti di una tua parte? magari senti di essere “emotivo” e ti piacerebbe esserlo meno?

Spesso ci sentiamo come se non volessimo più parti di noi…fortunatamente la ricerca in psicologia ci sta dimostrando, ogni giorno sempre di più, che non”dobbiamo buttarle via”.

Più che vederti come “un oggetto rotto o sbagliato” psicologia del cambiamento vede un mancato o erroneo utilizzo di determinate parti di te (le famose risorse). Nella ANL di questa settimana scoprirai un esercizio potentissimo per scovarle.

 

 

L’hai ascoltato? il testo da cui è tratto si chiama:Romepere gli schemi della depressione” di Michael Yapko. Nonostante il titolo è un vero manuale di psicologia del cambiamento, che ti mostra come migliorare.

Unica pecca è un po’ pesante Yapko inserisce questo esercizio all’interno del capitolo dedicato ai confini. Cioè a come gestisci i confini con le persone che ti circondano, e mette questa abilità nell’Olimpo delle competenze psicologiche.

Perché implica diversi aspetti della crescita personale, come: la conoscenza di se stessi, l’assertività, l’abilità di sapersi assumere le proprie responsabilità, ecc…

 

Ecco la struttura dell’esercizio:

 

1) Quaderno: come per tutti gli esercizi di PsiNeL è utile…anzi oggi indispensabile avere un quaderno. Perché tutto l’esercizio deve essere svolto con carta e penna (o con qualsiasi altro dispositivo di scrittura).

Tieni a mente che inizio spesso dicendoti che il primo passo è “un quaderno” semplicemente perché il solo fatto di dedicare uno spazio (come il quaderno) alla tua crescita personale è già un salto evolutivo.

 

2) Scopriamo le parti: questo passaggio è la chiave di tutto l’esercizio, cioè quello di avere consapevolezza delle tue parti. ”

Ma che roba è una tua parte?”, si tratta di valori, credenze e atteggiamenti che possiedi, e che ti fanno agire nel modo in cui agisci di solito, come ad esempio “la sera mi piace uscire con gli amici”.

 

3) Tabella: disegna una grande tabella a cinque collone, sulla prima inserisci la voce – le mie parti – sulla seconda -“contesti in cui mi è utile”- sulla terza – “in quale modo mi sono utili”- nella quarta “contesti in cui sono controprodu-centi” e infine nella quinta “in che modo sono controprodu-centi”.

Come quella qui sotto: Clicca qui per scaricarla in pdf

 

 

4) Pratica: ora svolgi l’esercizio con le tue parti, Yapko consiglia di farlo con 20 aspetti di te stesso, ma per me basta iniziare. Solo così potrai notare l’effetto immediato che questo potente esercizio avrà su te stesso.

Come funziona l’esercizio? Ad un primo livello, è un compito di auto-consapevolezza, ed ogni passo verso il miglioramento nasce proprio da questo. Conoscersi nel bene o nel male.

Ad un secondo livello è un compito di reframing perché ti costringe a dare una cornice interpretativa differente alle “parti di te”.

Ad un terzo livello serve per dare una “direzione alla tua mente”, nel momento in cui fai chiarezza sulle tue parti e gli assegni nuovi contesti e significati, la tua mente tenderà a farti ottenere ciò cheti sei prefissato.

Questo non significa che avverrà in modo totalmente automatico ma con la pratica può accadere. Infine, una volta conosciute le tue parti e assegnato loro nuovi contesti e comportamenti e, data una direzione alle tue azioni, questo ti permetterà di disegnare dei confini più chiari.

Se ad esempio sai che ami uscire la sera, e lo fai sino ad ore tarde con gli amici, anche durante la settimana nonostante il lavoro la mattina presto – inizierai a renderti sempre più conto che puoi restare o tornare in tempo per garantirti una buona dose di sonno.

Avendo le “idee chiare” farai sempre meno fatica a rinunciare a questi modi “controproducenti” di usare le tue parti. 

Spesso alcune persone fanno difficoltà ad afferrare il concetto di “confine”e ancora più spesso, chi ha difficoltà a comprenderlo ha anche difficoltà a rendersi conto di essere continuamente indaffarati a “disegnare” i nostri confini.

Questo accade ogni volta che interagiamo con un essere umano e non solo, se ad esempio permetti al tuo cane di salire sul tuo letto probabilmente continuerà a farlo.

Tieni a mente che sei tu a decidere come essere trattato dalle altre persone. Purtroppo però si tratta di regole implicite del comportamento,cioè inconsce, apprese durante la nostra vita.

Queste possono essere anche delle regole di tipo socio-culturale. E’ noto, ad esempio, che alcuni popoli (noi compresi) hanno più dimestichezza con il contatto fisico. I “baci e abbracci” che ci scambiamo noi non vengono fatti in altre zone del mondo.

Le regole socio-culturali sono importanti perché ti mostrano che spesso le persone “non hanno coscienza” del loro modo di “violare i confini altrui”.

Ma se una persona li ha ben chiari, ed ha sviluppato una buona assertività, è in grado di farli rispettare. E assegnando ad ogni parte di una “migliore collocazioni” scoprirai davvero come tracciare i tuoi confini.

A presto
Genna

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9 Commenti
  • Si infatti ho già preparato la tabella perchè questo metodo sembra molto più semplice.

  • Ciao Nicholas,
    è l'esercizio di Bandler ad essere una copia inconscia di questo 😉

    comqune lo è solo per la parte dedicata al fereaming… per quanto mi riguarda questo può essere decisamente più produttivo. Lavorare con le parti non è così automatico come sembra… se ci hai provato da solo sai che cosa intendo 😉

  • Forse sto per dire una grande cazzata, ma questo esercizio si può dire che è una specie di ricorniciatura tipo quella di bandler, però a livello conscio 🙂

  • Ciao Liberos,
    si volevo dire DOC (disturbo ossessivo compulsivo)…

    Purtroppo devo contraddirti per due motivi, il primo è quello clinico… la PNL è limitatissima in questo campo per quanto se ne dica. E, secondo perchè la PNL è psicologia 😉 cioè è una delle tante chiavi di lettura dell'uomo (che tra l'altro ha preso TUTTo dalla psicologia).

    Purtroppo però basta aprire un qualsiasi libro (old style soprattutto) di PNL per trovare un sacco di sciocchezze sulla psicologia. Perchè non parla male della psicoterapia ma di un tipo di psicoterapia, quella dinamica o psicoanalitica.

    La PNL, invece, nasce da quei primi movimenti che oggi si chiamano psicoterapia cognitivo-comportamentale, gestalt, sitemica ed ericksoniana.

    Bandler e Grinder hanno attinto tutte le fondamenta della PNL dalla psicoterapia nascente del periodo.

    Forse sto scrivendo troppo, ti rimando agli articoli slla PNL e in modo particolare, se ti piace Derren Brown…leggiti il capitolo del libro (il mentalista) dedicato alla PNL… io la penso allo stesso identico modo.

    Se non mi credi, consiglia pure al tuo amico di andare da qualche trainer di PNL che fa coaching… e poi fammi sapere;)

  • Ciao, il suggerimento era per aiutare un mio amico col cosidetto: Pensiero Magico, derivante, mi ha detto lui, dal NOC, ora tu scrivi DOP?
    Sinceramente non credo che la Pscologia puo aiutare meglio della PNL in questo caso.

  • Ciao a tutti, come qualcuno di voi sa il
    Martedì ed il mercoledì sono sempre fuori casa per cui faccio sempre un po' fatica a rispondere ai commenti.

    Grazie Lino:) si…emergono con la pratica continua…

    Grazie Ilaria…si per dare una direzione più che per trovare…profonde verità …ho dato un'occhiata al tuo blog…complimenti;)

    Ciao liberos, questo esercizio è utile per un sacco di cose, ma come dico nel post è più orientato ai depressi. In linea generale qui non do consigli sulle psicopatologie…e il mio consiglio per il DOP è quello di rivolgerti ad un mio collega privatamente.

  • Ciao, questo esercizio potrebbe essere utile per chi soffre di Nevrosi Ossessiva compulsiva?
    Secondo la tua esperienza cosa potresti suggerire a chi ne soffre, cos'è poi in fondo questo disturbo?

    Grazie

  • Ciao Genna,

    ti faccio i miei più sinceri complimenti per l'alto valore di questi tuoi articoli, valore che secondo me è nell'estrema praticita degli esercizi. Penso spesso e comprendo sempre di più miei molti clienti che mi chiedono: "Ilaria, ma oggi che esercizio pratico mi dài?" :). Recentemente ho molto apprezzato quello sull'accettazione, di una semplicità ed efficacia disarmanti (alla fine fa sorridere, per le rivelazioni che porta). Anch'io rifletto su quale sia la "ragione" dell'efficacia di questi esercizi e credo di essere arrivata alla stessa conclusione che riporti tu: "serve per
    dare una "direzione alla tua mente", nel momento in cui
    fai chiarezza sulle tue parti e gli assegni nuovi contesti e
    significati, la tua mente tenderà a farti ottenere ciò che
    ti sei prefissato."
    Grazie per il post e per lo spazio.
    Buon proseguimento.

  • Complimenti genna. Una tua parte utile in questo contesto è la chiarezza. Anzi sono due. Anche la semplicità nel far arrivare concetti e pratiche. Ti chiedo come governare resistenze all'emergere di certe parti più inconsapevoli di altre. Praticare e prima o poi emergeranno? grazie per il tuo contribuire

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