Profezia che si auto-avvera e l’attrazione

Ciao,

sai che cosa è la profezia che si auto-avvera? è uno dei meccanismi più affascinanti e utili da comprendere della psicologia.

Si tratta della tendenza delle persone a fare previsioni per il futuro ed adattarsi ad esse, sia che siano positive e sia che si trattati di profezia negative.

Il tutto nasce dal potere dell’aspettativa, se io mi aspetto che tu ti comporti un certo modo, magari perché altri mi hanno riferito come di solito ti comporti, tenderò a confermare l’ipotesi che avevo in precedenza.

Viene da sé che questo stesso meccanismo è implicato in molti di processi psicologici, fra i quali, quello del pregiudizio, quello della salute (se penso di stare male farò di tutto per stare peggio) e via dicendo.

Un recente studio ha dimostrato che anche nel campo delle relazioni interpersonali e in modo particolare nelle dinamiche seduttive questo fattore è molto importante.

Infatti pare che se sappiamo che una persona, per una qualche ragione, ci stima o gli piacciamo, tendiamo in automatico ad apprezzarla maggiormente. Cioè la sua profezia diventa una nostra aspettativa.

Ovviamente l’effetto funziona anche al contrario, se sai di non piacere ad una persona tenderai a valutare quella persona come, poco attraente e via dicendo.

Lo studio è affascinante perché, invece di anteporre il fatto che se “tu creda che un gatto sia un cane” allora tenderai a vederlo sempre come cane, per cui le dinamiche del pregiudizio.

Ci mostra come primo dato il fatto che, questo pregiudizio, possa essere in un qualche modo manipolato da informazioni esterne con estrema facilità.

Nello studio infatti ai soggetti,maschi, era stato detto che avrebbero incontrato delle giovani donne, del quale potevano leggere alcuni dati personali.

Ad alcuni soggetti è stato detto che queste donne erano particolarmente in ansia di fare una buona figura durante il loro primo incontro.

Il semplice dato informativo del “nervosismo di piacere”,ha dato a quei soggetti maschi che ne erano sottoposti una fiducia maggiore nelle loro capacità di approccio e soprattutto un più alto livello di affetto (calore) nei confronti delle ragazze.

Dato che è stato messo a confronto con quegli uomini che non hanno invece avuto le stesse informazioni, ma solo alcuni dati anagrafici delle donne che avrebbero incontrato.

Lo studio effettuato da Stinson e colleghi (2009) mostra che le sole informazioni di pre-piacevolezza portava i candidati a provare sentimenti più calorosi verso le ragazze.

Anche se altri studi dimostrano che questo genere di valutazione avviene in un lasso di tempo brevissimo (30 secondi).

Ok… se ci pensi, anche il “buon senso” ci porta alle stesse conclusioni:

Se un tuo amico ti dicesse che stai per incontrare qualcuno che, per una qualsiasi ragione ti stima indirettamente, sarai più portato a valutare positivamente questa persona a priori.

Ma c’è un dato contrastante e, allo stesso tempo molto significativo per chi si occupa di sviluppo personale infatti chi già di suo ha uno stile esplicativo ottimista nei confronti di quanto piace alle donne, ha dato dei risultati “peggiori” nella piacevolezza.

Lascia che mi spieghi meglio: se tu sai già di piacere alle altre donne non hai bisogno di sapere che esse sono predisposte ad avere buoni sentimenti nei tuoi confronti. Lo dai già per scontato.

E’ come se, sapendo già di piacere tu avessi già una tua “auto profezia avverante” che ti porta a sapere prima di piacere.

Questo non vale solo per le relazioni sentimentali ma per ogni tipo di relazione…tanto da aver portato alcuni ricercatori ha definire questo fenomeno “ottimismo sociale”.

Chi invece si sente “pessimista sociale” cioè pensa di non piacere (per partito preso) alle altre persone tenderà ad atteggiarsi come una persona poco piacevole scatenando quegli stessi sentimenti nelle altre persone.

Ed è a questo punto che posso darti un piccolo consiglio:

quando incontri ragazze o ragazzi, dare per scontato di piacere può essere un ottimo modo per prevenire questo tipo di auto-consapevolezza.

Ma ovviamente è sempre utile essere realisti. Infatti nella mia esperienza accade anche il contrario, cioè che alcune persone che si sentono, ad esempio “molto simpatiche” ci restino male quando sanno che le altre persone non le ritengono tali.

Per questo un antidoto è, utilizza il tuo “come sé”..cioè il vederti e pensarti come una persona piacevole solo nei primi incontri con quella persona.

Quando cioè si forma quella prima immagine… è lo stesso consiglio che spesso ti danno nei corsi di seduzione:

Quando entri in un locale sorridi” questo perché in un qualche modo verrai percepito come una persona piacevole al primo approccio e, come dimostra l’esperimento dei 30 secondi, queste prime battute sono fondamentali per lasciare una

impressione positiva negli altri.

Lunedì, dedicherò un semplice, potente e soprattutto scientifico esercizio per migliorare questo aspetto di te…

A presto
Genna

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1 Commento
  • Grazie Genna per questo articolo!
    Infatti credo che dalla profezia autoavverante all'ìllusione il passo e' molto breve e infatti tendiamo a crearci una realta' del tutto illusoria.
    E questa linea sottile la troviamo anche dal pensare "come se" (quindi considerando che le cose vadano anche diversamente da come ce le eravamo immaginate) al porci domande che ci privano del nostro potere personale, magari iniziandole con due parole che personalmente trovo dannose ("e se…?". grazie,
    Andrea

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