Psicologia delle relazioni: “essere pigri non conviene”

Ciao,

se adesso ti chiedessi di scegliere fra il chattare con un tuo amico o farlo con uno sconosciuto, per cosa opteresti?Un recente studio dimostra che le persone sotto stimano il piacere che proverebbero nel “conoscere persone nuove”. Questo capita per diversi motivi, primo fra tutti il fatto di essere “pigri” nel conoscere nuove persone 😉 Poi vi sono dei fattori di ordine psicosociale come le interazioni fra gruppi:

Appartenere ad un gruppo, sia formale che informale, ti spinge a non voler conoscere e approfondire la conoscenza di persone che non ne facciano parte (Vedi gli studi di Tajfel).

Dunn e collaboratori hanno studiato queste dinamiche in modo preciso monitorando alcuni aspetti con una serie interessante di prove…i soggetti composti da coppie(da lungo tempo insieme) erano invitati a valutare quanto sarebbe stato piacevole per loro interagire con il proprio  partner oppure con uno sconosciuto.

Successivamente partecipanti sono stati invitati a comunicare, via chat sia con i loro corrispettivi partner e sia con gli sconosciuti. Al termine gli è stato chiesto di valutare quale delle due conversazioni fosse stata più piacevole…ed è stata quella con “la sconosciuta/o” 😉

Perché? forse perché ci piace l’ignoto? secondo i ricercatorila spiegazione è meno romantica ed esotica…ed è perchél’idea di doversi impegnare a dare “una buona impressione”ad una persona sconosciuta appare, quando ci si pensa,come più spiacevole del reale. Questo può entrare a pieno titolo fra quei bias (errori cognitivi) che, se conosciuti possono migliorare la qualità della vita…ma come? ancora altri studi dimostrano quanto faccia bene coltivare le relazioni sociali.

Eppure, nonostante i super mezzi di comunicazione, le relazioni interpersonali diventano sempre meno profonde e frequenti. Scoperto il “perché pigro” i ricercatori in un secondo esperimento di followup (di verifica successiva) hanno spiegato ai soggetti cosa era accaduto e gli hanno chiesto di impegnarsi maggiormente in una eventuale chat con il proprio partner.

Successivamente hanno ripetuto l’esperimento ma questa volta, la chattata con il proprio partner è risultata decisamente più piacevole. Questi risultati ci portano la prova di quanto siamo pigri nel metterci in gioco in certe situazioni…anche in quelle dove sembrerebbe scontato mettersi d’impegno.

Spesso si sente dire “la conoscenza toglie la reverenza”e credo che ci siano pochi proverbi così azzeccati. Infattispesso le litigate più furiose e le cattiverie peggiori lefacciamo alle persone che ci stanno accanto e non aglisconosciuti. Non è raro che qualche cliente mi dica: “sa, mio marito sembra davvero una persona tranquilla e tutti pensano che lo sia…ma non ha idea di quanto possa alzare la voce ed andare in escandescenza quando siamo soli in casa”.

Questo non accade perché abbiamo una “doppia personalità” ma perché il nostro Sè sociale è diverso da quello privato.Di solito ci aspettiamo che siano le persone accanto a noi a doverci comprendere e accudire. E non ci tiriamo indietro quando dobbiamo addossargli una colpa. Questo lo facciamo anche con gli sconosciuti ma raramente siamo inclini a comunicarglielo in un qualche modo. Molte coppie vivono questo meccanismo in modo distruttivo, c’è anchechi divorzia e si separa perché inizia a credere che il proprio partner abbia “un odio speciale nei suoi confronti”.

Ad aggravare questa situazione c’è anche il fatto che il tuo partner sa perfettamente quali sono i punti che, se stuzzicati ti fanno arrabbiare di brutto 😉 Secondo questo studio, tendiamo quindi a sottostimare il piacere di conversare con uno sconosciuto. Cosa che ti dice chiaramente quanto l’essere umano necessiti di una vita sociale.

E, viceversa, tendiamo a sovrastimare il piacere di scambiare 4 chiacchiere con il nostro partner senza pensare che sia necessario fare “quello sforzo in più” che solitamente fanno solo le coppiette novelle. I suggerimenti di questi studi quindi vanno in due direzioni: da un lato ci dicono che è solo nella nostra mente il vero pericolo nel conoscere e parlare con nuove persone.

E il secondo aspetto è quello che, per anni è stato in un qualche modo suggerito dalla saggezza popolare: evita di dare per scontate le persone che ti circondano, sia che si tratti del tuo partner e sia che si tratti dei tuoi amici o parenti. Ricordandoti che il fatto di ferirsi a questo modo dipende dalla vostra intimità…a questo proposito mi viene in mente una delle metafore del filosofo Schopenhauer…

“Se due ricci vogliono fare l’amore devono stare attenti alle distanze che prendono altrimenti rischiano di pungersi e ferirsi a vicenda” –

A presto
Genna

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