Psicologia dell’anti-aging: “solo il 20% dell’invecchiamento dipende dalla genetica”

Ciao,

sapevi che solo il 20-30% di quanto sei longevo dipende dalla genetica? Molti fanno i calcoli della “vita” in base a quanto sono vissuti i propri parenti e, non sbagliano ma questo dato equivale solo ad una piccola percentuale. Esiste una branca della psicologia, chiamata psicologia gerentologica (cioè psicologia della vecchiaia) che in questi ultimi anni, attraverso studi e applicazioni si è trasformata in “psicologia dell’ anti-aging“…o anti.invecchiamento.

Ti basta vedere cosa oggi “vende di più” nei centri di bellezza e nelle sale di attesa dei chirurghi plastici per comprendere quanto questo argomento stia spopolando.

Così facendo le mie solite ricerche on-line mi sono imbattuto in diversi articoli scientifici che descrivono questo “nuovo aspetto della psicologia” e in modo più specifico come è nata! So che l’età media di chi legge i miei articoli non è altissima ma so anche che da questo genere di studi possono nascere diverse metodologie pratiche per vivere meglio…a qualsiasi età. Perché? perché quando si parla di invecchiamento c’è poco da scherzare, bisogna trovare delle soluzioni efficaci e veloci.

Messa in questo modo la questione si tinge di “seriosità” ma proprio uno dei primi punti di forza di chi vive a lungo è sapersi divertireOttimismo, gratitudine e capacità di prendere la vita poco sul serio sono aspetti centrali della salute mentale in qualsiasi età, e gli studi dimostrano che questo tipo di abilità sono dei buoni fattori predittivi di quanto una persone vivrà e soprattutto come vivrà. Mi sembra già di vederli i giovanissimi che incontreranno questo post dire “si ma chi me lo fa fare di invecchiare quanto posso fare tutto ciò che mi piace adesso senza considerazioni sul futuro?”.

Bhe… un buon motivo (oltre ad altri migliaia legati alla evoluzione e all’amore delle persone che ti circondano) esiste: le persone anziane sono più felici! Si hai capito bene, diverse ricerche dimostrano che con l’invecchiare non arrivano solo “gli acciacchi” ma anche una sorta di miglioramento generale dell’umore unito alla proverbiale “saggezza” nel prendere gli eventi. Ma perché aspettare tanto, quando puoi già iniziare a sviluppare quelle abilità che ti permettono di essere più ottimista nell’affrontare i problemi quotidiani?

Questo dato è confermato dagli studi di Daniel Mroczek che ha documentato come gli americani anziani siano mediamente più felici di quelli giovani. Se sei interessato all’anti-aging sei fortunato, perché le abilità descritte in migliaia di articoli sono le stesse che di cui ti ho parlato decine e decine di volte. Perché? 

Perché guarda caso corrispondono alle stesse abilità che è necessario sviluppare per vivere una vita felice.Ho trattato spesso l’argomento “felicità” anche se è un po’ fumoso parlarne… tuttavia studiosi come M.Seligman (il capo fondatore della psicologia positiva) e Richard Wiseman hanno trascorso decadi alla ricerca di questo santo grall… e, i risultati dei loro studi hanno dimostrato la tangibilità degli effetti positivi del “ricercare la felicità”. (lo so sembra lapalissiano ma così non è).

In base ai dati demografici la popolazione è sempre più anziana. Questo perché le tecniche mediche sono sempre più efficaci nel tenerci in vita, e questo ha spostato il baricentro delle attività umane. Se solo fino a 100 anni fa le persone, verso i 50 anni potevano già considerarsi vecchie, oggi non è più così. E questo crea oggi dei “dislivelli sociali” notevoli.

Riconoscere l’importanza di chi, prima di noi ha vissuto (un po’come si faceva una volta) è importantissimo per una società sana e democratica che ha come valore quello della vita e della crescita personale. La psicologia, una giovanissima scienza, può oggi dare il proprio contributo a questa “esperienza” alla quale nessuno di noi è “immune”. Non si tratta della ricerca della “fonte magica di eterna giovinezza”ma dello scoprire quali sono le abilità che possano permettere un “invecchiamento migliore”.

E da questi studi notare anche cosa “gli anziani” hanno da insegnare ai giovani… come ad esempio il semplice fatto che, se sei più felice, con un buon senso dello humour e grato per ciò che ti circonda vivrai meglio e invecchierai con una maggiore qualità della vita.

Conosco bene il mio campo d’indagine ma non ho la sfera di cristallo, per cui mi piacerebbe sapere se questo argomento è di tuo interesse! Nonostante la mia età (33 anni) credo che possa esserlo, ma ho bisogno di conoscere la tua opinione prima di continuare a collezionare il materiale scientifico a tal proposito. Lasciami un commento e fammi sapere che cosa ne pensi.

A presto
Genna

 

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5 Commenti
  • Vincenzo De Cristofaro
    Rispondi

    Ehi Gennaro complimenti come sempre: io credo fermamente nel legame mente e corpo, x cui il tema e' interessantissimo e degno di nota!
    Aspettiamo altro materiale da parte tua
    Grazie 🙂

  • Ciao Gennaro,
    essendo praticamente coetanei mi prendo la libertà di darti del tu 🙂

    Seguo con interesse il tuo sito e, devo ammetterlo, spesso più per trovare spunti di riflessione che per trovare tecniche di automiglioramento.

    La mia visione del rapporto ambiente/genetica sullo sviluppo di un individuo è diametralmente opposta alla tua ma penso sia normale visto che lavoro nel campo genetico e sono appassionato di genetica comportamentale.

    Rimango, pertanto, sempre molto colpito dai dati, come la percentuale citata in questo articolo, su quanto la genetica influisca sull'individuo.

    Senza aprire un discorso infinito sul problema dialettico del considerare la genetica e l'individuo due cose distinte (spesso sembra che se una cosa è genetica allora toglie il libero arbitrio ad una persona quando, visto che una persona è l'insieme dei suoi geni, non vedo come le due cose possano essere in contrasto), volevo proporti il ribaltamento della questione.

    In questo caso non posso fare a meno di pensare che, forse, non è che se una persona ha una visione positiva della vita allora vive meglio e più a lungo (mi scuserai se estremizzo e semplifico) ma che se ci sono della cause biologiche per cui una persona arriva ad una certa età, probabilmente sarà più felice (mi viene da pensare che magari ha avuto meno malattie, meno problemi fisici, rilasci di serotonina aumentati che permettono di affrontare meglio le avversità con tutte le implicazioni che ne conseguono, etc…)

    Tengo a precisare che anche in campo medico/biologico c'è lo stesso problema: es. mi sono ammalato alla stomaco perché mangiavo una determinata cosa o mangiavo quella determinata cosa perché il mio stomaco già aveva dei problemi?

    Spero di essere stato sufficientemente chiaro 🙂

    Prendo spunto da questa link che ho trovato per proporti una tematica di discussione che forse centra poco con gli argomenti trattati nel sito ma che ritengo molto interessante:

    http://mygenomix.wordpress.com/2011/10/06/la-genetica-del-giudizio-morale/

    Scusami se ho scritto un papiro lunghissimo, ma purtroppo tendo ad dilungarmi su argomenti che mi appassionano, penso mi capirai 😀

    Ciao,
    Gianluca

  • E si Mindcheats
    anche per me è un argomento relativamente nuovo perchè il poliambulatorio per cui lavoro mi ha chiesto di farvi delle ricerche.

    Ciao Raffaele…
    quanto tempo 😉

    come dicevo prima è un argomento nuovo per cui cercherò di trovare più materiale possibile perchè sono certo che sia una "florida branca" della psicologia 😉

  • E' un argomento molto interessante, ma non è facile trovare informazioni veramente valide su questo tema.
    Quindi ti esorto a colmare questa lacuna! 🙂

  • Io di anni ne ho solo 22, ma visto che all'invecchiamento non si scappa è un argomento interessante. 🙂

    Non mi sono mai interessato a questa tematica, ed anzi fino ad oggi non ci avevo mai nemmeno pensato.

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