Psicologia Positiva: “Arginare le emozioni negative quotidiane”

Ciao,

ti è mai capitato di, essere in procinto di trovare parcheggioquando qualche personaggio poco educato s’infila e te loruba? se vivi in città questo è molto probabile… e poi seiriuscito a dimenticartene abbastanza in fretta e a fare inmodo che “non ti rovinasse la giornata”? Questo esempioè solo uno fra le mille difficoltà nella gestione delle nostreInserisci linkemozioni. Ogni giorno siamo bombardati da eventi, percosì dire negativi, che possono minare l’andamento di unaintera giornata. Chi riesce a riprendersi e a “mettere daparte” questi eventi ha sviluppato quella…che chiamiamo

resilienza e questa… è in definitiva fra le abilità più

importanti per il mantenimento di una qualità alta

della tua vita.

Sei riuscito ad ascoltarla? si non è il classico compito

o esercizio, ma questa ANL contiene in sè i concetti piùimportanti dello sviluppo personale moderno. Mi

piace chiamarlo “moderno” perché credo che sia molta

differenza fra “i motivatori degli anni 80” (con tutti i

loro riconoscimenti) e lo sforzo empirico scientifico che

oggi si fa per migliorare la qualità della vita. E’ proprio

su queste fondamenta che la psicologia positiva prende

vita, dapprima come contrapposizione ad uno studio

delle “cose che non vanno” (la psicopatologia) e poi

vero le cose che “ti fanno stare meglio”.

Come probabilmente saprai è Martin Seligma il maggior

esponente di questo movimento che, in realtà ha radici

ben più profonde. Basti ricordare Maslow e Rogers che

giù puntavano il dito verso le risorse delle persone e non

più solo sulle patologie. Questa premessa oggi è molto

importante perché, come avrai notato non si tratta del

solito esercizio da seguire con uno “schema”. Ma di un

“atteggiamento mentale” da sviluppare: quello di

riuscire a creare dei “compartimenti mentali” dove

inserire gli eventi (e le emozioni ad essi collegate) in

modo che non disturbino il nostro agire quotidiano.

Non si tratta solo di questo! ma anche di analizzare

e ridimensionare questi accadimenti “lucidamente”…o

meglio con uno “stile esplicativo da ottimisti”: per cui

pensare a quanto durerà l’evento? quanto influirà sui

diversi aspetti della vita? e cosa o chi ne è realmente la

causa. Questo è un atteggiamento che con il tempo, se

praticato può realmente cambiare la vita…e secondo

Michal Yapko esiste una abilità da sviluppare:

la compartimentalizzazione, in altre parole la capacità

di arginare gli eventi negativi.

Come ti dicevo le radici sono davvero profonde, visto

che già nel Budhismo si parla delle 4 nobili verità

che ci mettono davanti alle inevitabili sofferenze della

vita e della loro (fortunatamente) impermanenza.

Questi concetti non sono altro che la versione orientale

ed empirica di ciò che ha scoperto la psicologia positiva.

E della capacità di resilienza di cui si parla molto oggi

fra gli psicologi. Per spezzare una lancia a favore di

questa “religione”: voglio confessarti che ci vedo poco

di religioso… ci vedo più che altro un’ ottima

psicologia pratica che t’invito ad approfondire,

se ne sei affascinato.

La semplice consapevolezza di questi concetti è

uno degli esercizi “meditativi” più potenti che esistano.

Visto che oggi ci troviamo sempre più impantanati nelle

nostre emozioni, che con le parole di Yapko ti ripeto:

“tu sei molto di più delle tue singole parti” … vedere

gli eventi negativi che ti capitano sotto quest’ottica

non ti permette solo di diventare più resiliente, ma

soprattutto ti permette di godere maggiormente della

tua vita vedendola come un dono del presente.

In una ANL ti parlavo della “metafora del fiume

questa è di una potenza naturale favolosa per iniziare

a meditare su questi concetti e per, “risvegliare questa

consapevolezza inconscia” che, molto probabilmente

possediamo tutti in quanto facenti parte della specie

umana che vanta secoli e secoli di evoluzione.

Quando senti parlare del fatto che “utilizzi poco le

tue risorse” è in realtà questo ciò che s’intende, il

fatto che abbiamo delle risorse evolutive pazzesche

che sono addormentate… e non che usi una sola

parte del cervello 😉

Metti in pratica questi pensieri e fammi sapere che

cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto.

Soprattutto se già segui qualcosa del genere ed hai

già ottenuto dei risultati concreti nella tua vita.

A presto

Genna

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5 Commenti
  • Bellissimo post,letto un pò in ritardo 🙂
    A volte le emozioni,nonostante la riflessione razionale e l'impegno nel dare loro un valore relativo,ritornano con tutta la loro potenza e continuano ad influenzare il pensiero, l'atteggiamento, l'umore … ed ecco lo scoraggiamento.Questa è la mia esperienza fino ad ora: le emozioni mi "fregano"…scusa il termine 🙂

  • Ciao Martin
    hai assolutamente ragione…non è affatto facile applicare questo atteggiamento mentale. E, come chiedi tu, anche io ho difficoltà nel farlo…

    …ma ogni volta che mi accade qualche evento spiacevole riesco ad arginarla e ad applicare l'atteggimento. A volte non funziona… ma nulla è permanente, pervasivo e duraturo 😉

  • In questo momento le tue parole sono come una panacea, ti ringrazio di questo.
    Detto ciò, mi piacerebbe sapere se anche tu hai sviluppato questa visione ottimistica, o piuttosto, come ti poni davanti ad eventi tragici.
    Di mio, penso che non sia mai semplice e siano comunque situazioni in cui non sempre si è in grado di reagire con metodo.
    E' vero che tutto scorre, ma anche sapendolo spesso non si è in grado di vedere gli eventi passeggeri per quello che sono.

  • grazie a te 🙂

  • Grazie Genna! 😉

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