PNL: “Le Ancore funzionano davvero?”

Sai che cosa sono le ancore della PNL? E’ una versione applicativa del condizionamento classico in cui si associa una sensazione, un suono o una immagine ad una specifica emozione o stato emotivo (mood).

Ma da tempo m’interrogo sulla loro efficacia a livello sperimentale, gli psicologi sanno che un condizionamento è destinato al decadimento se non viene rinforzato e che, crearlo spesso è una questione di numerose ripetizioni.

Il fenomeno più interessante a livello clinico e anche di “crescita personale”è il collasso delle ancore: dove si prendono stati che sono in contrasto fra loro e li si “innescano insieme”.

Ad un livello intuitivo il ragionamento non fa una grinza.Se hai una fame da lupi uscito dal tuo ufficio (diciamo che la “fame” è lo stato 1) e avvicinandoti al ristorante vedi una persona che vomita o qualsiasi altra scena che tu ritieni “schifosa” (schifo stato 2) sicuramente la fame tenderà a diminuire.

Un “contro condizionamento“può davvero agire come se fossimo delle macchine? la risposta è ovviamente no se si devono effettuare dei cambiamenti importanti …come ti ho descritto tempofa nell’ “aggiungere e togliere della Pnl“.

Tornando all’esempio della fame e del ristorante, se tu fossi realmente affamato di certo il vomito influirebbe ma riusciresti lo stesso a mangiare.

Tuttavia esistono dei meccanismi evolutivi che potrebbero far sparire il tuo appetito, se ad esempio sentissi che il cibo ha un tipo di odore particolare come di “andato a male”. Questoperché il nostro cervello si è evoluto con uno scopo ben preciso, quello di farci sopravvivere!

In un recente studio Rony Paz e colleghi dell Weizmann Institute of Science in Rehovot Israele si sono occupati di una questione molto interessante: i ricercatori hanno sottoposto due gruppi differenti a due tipi di suoni simili. Il primo gruppo, dopo aver udito il suono era sottoposto ad un odore sgradevole, mentre il secondo gruppo ad un odore “piacevole di melone”.

I risultati hanno dimostrato che i partecipanti del primo gruppo (quelli della puzza) erano incapaci di distinguere i due suoni rispetti ai soggetti del secondo gruppo. Secondo i ricercatori questo meccanismo deriva dalla nostra evoluzione, infatti se dovessimo ascoltare il ruggito di un leone e vedere un animale morto e successivamente sentire un altro leone ruggire ma con un tono diverso…dovremmo ricordarci di scappare indipendentemente dalla tonalità.

Questo meccanismo di generalizzazione a discapito di quella che viene chiamata “discriminazione” è importante anche nello sviluppo personale e nel settaggio delle ancore. E’ inutile, per quanto mi riguarda, settare numerose ancore che servono tutte allo stesso scopo se vogliamo ottenere “stati differenti”.

Perché questi stati tenderebbero a generalizzarsi in un unico “meta- stato”. Per tanto quando scegli le ancore da utilizzare ricordati di fare in modo che,questo meccanismo di generalizzazione non intralci eventuali altri apprendimenti che possono esserti utili.

Adesso ti chiedo, alla luce di questo studio lo stoking di ancore è utile? questa parolona significa piazzare una serie di ancore che richiamino i diversi stati emotivi che ti servono per un determinato scopo. Se ad esempio per affrontare un colloquio di lavoro necessiti sia di calma che di tenacia, sarebbe utile usare due ancore, una per ogni stato differente.

Così abbiamo persone invasate di PNL che se ne vanno in giro con un numero infinito di ancore…secondo te funzionano tutte insieme? nella mia”piccola esperienza” No! confermando lo studio che ti ho appena raccontato.

 

“Ma allora Genna vuoi dirmi che le ancore non funzionano?”

 

Si funzionano se le utilizzi come “richiami” o come”priming” durante il tuo addestramento e non durante l’azione. Servono al tuo cervello per ricordare quel certo stato e non per attivarlo davvero… non è un pulsante che schiacci e in automatico ti da la risposta voluta.

Ma è una sorta di “promemoria psicologico” che ti ricorda”ehi guarda che qui devi sentirti in questo stato per poter ottenere il meglio”. Per cui la prima cosa da tenere a mente è “l’atteggiamento con cui crei le tue ancore”.

Chi ha seguito qualche mio corso dal vivo sa che mi diverto a spostare le ancore in luoghi dove non sono state “piazzate” in precedenza. Come faccio? semplice è l’intenzione a funzionare e non la tecnica. Se credi che la tua ancora funzionerà questa agirà di certo ma se non ci credi e pensi “tanto ci provo” è molto probabile che non funzioni.

Quando hai l’atteggiamento di chi vuole farle funzionare il tuo stesso sorriso, il tuo tono di voce e la tua “intenzionalità” le faranno funzionare…e non il classico schemino accademico della “sensazione di picco”.

Tornando all’esperimento, se utilizzi l’atteggiamento adatto che cosa accade? immagina di voler utilizzare questo strumento per ancorare buone sensazioni nei tuoi confronti. Per cui, magari, ogni volta che il tuo interlocutore se la ride gli dai una leggera pacca sulla spalla.

Secondo la legge della generalizzazione non sarai costretto ogni volta a dargli un colpo proprio in quel punto, ma ti basterà avvicinarti con lo stato giusto (ricorda il “go first”) e lui inizierà a sentirsi divertito.

Concludendo: gli studi sulle supposizioni della PNL continuano e ce ne sono di nuovi ogni giorno. Proprio qualche tempo Steve Andreas ne ha parlato sul suo blog e lo Zio Hack lo ha riproposto in una sua lista privata.

Molte volte per “vendere” la Pnl ha la tendenza a raccontare molte cavolate che si basano sul dato empirico piuttosto che su uno studio serio e scientifico. Lo so lo so, l’empirismo è la base della Pnl ma prima di accettare questo mio concetto t’invito a leggere questo post epoi fammi sapere.

A presto
Genna

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11 Commenti
  • Ciao e grazie per la segnalazione…e chi se lo ricorda? 🙂 guarda la data di questo post…ne ho scritto forse altri 900 nel frattempo e mi sono leggermente dimenticato di cosa stessi parlando 😉

  • Ciao Gennaro, i due link a fine post con le risorse che indicavi non sono piu disponibili da tempo..i link portano a pagine inesistenti..che risorse erano? puoi spiegarlo aggiungendo una nota nell'articolo?
    grazie 🙂

  • Ciao Sister,

    intanto ti ringrazio, i complimenti piacciono molto al mio ego 😉

    La crescita personale è un terreno minato, come in ogni altra professione si trovano bravi professionisti e pessimi ciarlatani.

    Se leggi bene vedrai che anche io "vendo" o meglio "promuovo".. ma il mio intento è diverso da molti miei "colleghi". Mi occupo di un passaggio mentale che a molti manca, e mi piace sempre ribadirlo…

    …la psicologia è ormai a tutti gli effetti una scienza. E da psicologo toccato con mano l' aspetto "sperimentale". Ogni giorno, in giro per il mondo ci sono scoperte sensazionali che noi non conosceremo mai e che possono cambiarci la vita migliorandola.

    Io prendo queste scoperte, per quanto mi è possibile, e le traduco in metodi per "stare meglio", "risolvere problemi" ecc.

    Evito di "regalare verità" perchè la scienza stessa "non è vera" 😉 e nessuno scienziato dovrebbe pensare di avere la "verità in tasca"…e tanto meno qualche esaltato dello sviluppo personale 😉

    Grazie per avermi dato l'opportunità di ribadire questi concetti.
    Genna

  • Ciao! Mi sto avvicinando a tutto il discorso della crescita personale. A dire il vero son un po' scettica per vari motivi. Tante cose che leggo mi lascian perplessa. Forse è un discorso di limiti miei. In ogni caso trovo questi argomenti molto interessanti. Volevo farti i complimenti per il blog. Hai un bel modo di scrivere che mette a proprio agio. E sei uno dei pochi (tra quei pochi che ho letto) che tratta di queste cose senza esser troppo "venditore" e senza voler far troppo il "santone". So che di complimenti ne riceverai molti e so che io son un po' casereccia nel modo di parlare, ma ci tenevo a lasciarti due righe.

  • Ciao! Mi sto avvicinando a tutto il discorso della crescita personale. A dire il vero son un po' scettica per vari motivi. Tante cose che leggo mi lascian perplessa. Forse è un discorso di limiti miei. In ogni caso trovo questi argomenti molto interessanti. Volevo farti i complimenti per il blog. Hai un bel modo di scrivere che mette a proprio agio. E sei uno dei pochi (tra quei pochi che ho letto) che tratta di queste cose senza esser troppo "venditore" e senza voler far troppo il "santone". So che di complimenti ne riceverai molti e so che io son un po' casereccia nel modo di parlare, ma ci tenevo a lasciarti due righe.

  • Ahahah…vero 🙂

  • si effetivamente quel ma funziona c'è sempre ed è convincente.

    Probabilmente riuscirebbero a vendere anche la sabbia al mare 😛

  • Ciao Nicholas,
    si lo fanno in modo esplicito ma aggiungendo una postilla "quello che stai per conoscere non è scientifico…ma funziona".

    E' un'arma retorica, un mettere le mani in avanti…nei primi seminari di pnl amavano dire "tutto quello che diremo è una bugia…non credeteci, perchè siamo degli ipnotisti" 😉

  • Davvero interessante.
    Per quanto riguarda il vender cavolate, lo fanno anche in modo esplicito, ad esempio Bandler prima di parlarne nei libri fa una premessa nella quale dice che quello di cui lui parla non è scientifico.

  • Ciao Stefano,
    neanche a me piacciono molto le ancore come tecnica di cambiamento… ci sono cose più efficaci 😉

  • Sinceramente, per quanto talvolta utilizzi l'ancoraggio, non ne sono un grandissimo fan. Certo fa il suo lavoro (visto che sono convinto che funzioni, e come dici tu la convinzione è tutto), ma il procedimento per far funzionare la cosa è meccanico e spesso lungo. L'ancoraggio va creato e in seguito mantenuto, il che richiede un po' di attenzione.

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