Crescita personale e professionale: “nella vita si sale o si scende”

Ciao,

sei un libero professionista o un “libero lavoratore”?

allora questo articolo è per te… ma anche se sei un dipendente il concetto che voglio discutere oggi con te è di vitale importanza se hai “deciso di crescere nel tuo campo” ma anche nella vita. Se conosci il mio lavoro sai che non sono un “super uomo in carriera” di quelli che mettono il successo personale al primo posto a tutti i costi. Ma in questi anni di libera professione mi sonoaccorto che, una certa consapevolezza e conoscenza puòfare davvero la differenza fra chi, ottiene grandirisultati e chi fallisce continuamente!

Una volta Virgina Satir ha detto: “l’istinto più importantedell’essere umano non è quello di sopravvivenza maquello di ripetere azioni a lui familiari” (qualcosa delgenere). L’uomo è un animale abitudinario che per potercontrollare la realtà che lo circonda è costretto a crearedei “punti fermi” che gli permettano di illudersi che tutto”resterà sempre nello stesso modo”. Questo modo divedere le cose è sia “confortante” ma anche devastanteperché la realtà “non è ferma”. Lascia che ti mostricome questo concetto può decretare il successo o ilfallimento in qualsiasi campo della vita.

Le mie osservazioni saranno dedicate al lavoro ma valgonoin ogni ambito della vita. Quando lavori in proprio ci sonodiverse fasi della crescita professionale, la prima è quellapeggiore, dove nessuno ti conosce e devi iniziare a farti”il giro di clienti”. Chi riesce a superare questa fase iniziaa vedersi e a percepirsi come “professionista”, a fare deiprogetti per crescere ed aumentare i clienti e il fatturato.Superata questa fase c’è un periodo di stallo, dove haitutto ciò che ti serve per sopravvivere…

…hai i tuoi clienti e i tuoi agganci, guadagni a sufficienza per poter sopravvivere e poterti espandere quel tantoche basta per garantire a te e a chi ti circonda unavita dignitosa…questo ovviamente se sei bravo acreare contatti e se già possiedi diverse abilità.

Attenzione non voglio delineare le fasi dello sviluppodi un’attività (anche perché non sono un economista) mafarti notare che, ad un certo punto di una carriera delgenere abbiamo la tendenza a “sederci sugli allori”. E,osservando me stesso e molti miei colleghi noto cheesiste una pericolosa tendenza a credere che tutto possarestare “così com’è”. Ma basta un po’ di razionalità peraccorgersi che, nel campo professionale non esiste il”restare stabili”. Anche se per diversi anni continuassiad avere lo stesso numero di clienti questo non significache sarà sempre così. In questo ambio o si sale o

si scende!

Anche se questo è un concetto semplicissimo la maggiorparte delle persone “ci casca”. Immagina di esserein un’automobile mentre viaggia ma, in un mondo difantasia aggiungiamo che anche la strada viene versodi te. A questo punto tu vedresti l’auto proseguiresempre nella tua direzione e, solo un brusco cambiopotrebbe farti notare che, sei fermo o addiritturastai andando indietro. Lo stesso accade nel lavoro ein tutti gli ambiti della vita che richiedono una crescita

ed una evoluzione, come ad esempio nelle relazioni di coppia.

Così abbiamo negozianti, venditori e professionisti diogni genere che soddisfacendo i loro bisogni economiciiniziano a vedere il lavoro come una “routine”. E c’è lafalsa convinzione che “tanto ho il mio giro di clienti enon ho bisogno (ad esempio) di promuovermi…o peggiodi aggiornarmi”. Tornando alla metafora, se hai fattoun buon lavoro, ad un certo punto della carriera, nonhai più bisogno di accelerare perché sarà la realtà (cioèla strada) a venirti incontro. Ma quanto dura questoeffetto, questa “inerzia”? bhe, non durerà per sempre.

Per cui l’unico antidoto è tenere a mente il sempliceconcetto “o si sale o si scende non esiste lo stallo”. Questoè un concetto che può mettere molta ansia, ma fino a

quando ti da questa sensazione (se è controllabile enon supera livelli di soglia) significa “che sei vivo”!Per un libero professionista, che abbia raggiunto questostato di “tranquillità illusoria” è necessario iniziare aprogettare anche piccolissimi passi per far si che lapropria attività cresca. Uno dei metodi migliori èquello di aggiornarsi e formarsi continuamente.

Pensa al “vecchio professionista” che si rifiuta di usareinternet. Che destino avrà? di certo la decadenza rapida.Perché è ormai ovvio che chi non sa utilizzare il mezzodi comunicazione più potente che il genere umano abbiamai inventato è destinato alla “resa”. Allo stesso modopuoi avere 10000 clienti ma se, li tratti male perché seiconvinto di avere “il prodotto migliore”, non rinnovi ituoi locali, il personale e non cerchi di aggiornarti tiassicuro che, anno dopo anno quei clienti caleranno.

Ora ti è chiaro il principio “o sali o scendi”?Lo stesso fenomeno vale per tutte le aree della tua vita.Se ad esempio non vai mai dal dentista perché ti hannodetto che hai “una dentatura forte e robusta” fin dabambino, questo non significa che sarai immune allecarie o ad altri piccoli problemi. Se con il tuo partnerti comporti sempre nello stesso modo, vedendo ormaila coppia come “stabile” e perdendoti nella routine…dopo qualche tempo accadrà qualcosa!

Robbins nella sua teoria dei 6 bisogni ne contrapponedue che possono spiegare questo fenomeno: si trattadel bisogno degli esseri umani di “sicurezza” incontrapposizione con il bisogno di “varianza“. Se da unlato amiamo essere certi delle cose che ci circondanodall’altro amiamo anche variare. Ma il concetto delpost non è legato solo “ai bisogni umani” ma al fattoche se ti fai prendere dall’illusione della sicurezzarestando fermo “andrai giù”. Come ti ho detto più epiù volte, la realtà è in movimento e noi possiamosolo illuderci che “tutto rimanga com’è”.

Allora qualcuno potrebbe pensare: “bhe allora perevitare i sentimenti ansiogeni che deriva da questarealtà preferisco un lavoro fisso, sposarmi ecc”. Masei proprio sicuro che il lavoro fisso “sia fisso”? oggicome oggi è una scommessa ardua. Anche il fattostesso di vincolare l’amore con un contratto non ti dala garanzia che quella persona resterà con te per tuttala vita. Anche fare dei check up periodici, senza pensareal cibo che s’ingerisce o alle cattive abitudini che sihanno non porterà a nulla di buono.

Ma torniamo un secondo all’ostacolo più grande diquesto concetto: l’ansia. Chiunque abbia un lavoroindipendente sa quanto è bello e quanta soddisfazionepossa dare “mangiare i propri frutti” e lavorare perqualcosa di proprio. Ma allo stesso tempo sa che cosasignifica doversi auto organizzare, auto motivare esapersi gestire… non solo nel senso del lavoro maanche in altri ambiti. Se ad esempio sei un lavoratoreappassionatissimo (come me) c’è anche il rischio chetu faccia SOLO questo. Mentre la vita ha bisogno dimolte altre cose (relazioni, divertimenti, passioni).Per cui, tenendo a mente il “sacro concetto che o si saleo si scende” è importantissimo che ti sia in grado digestire le emozioni negative che ne derivano. In caso tunon ci riesca ci sono diverse vie per poter star meglio, laprima e la più facile è quella di iniziare una pratica dirilassamento quotidiano. La seconda è un pò piùdifficile è quella di andare a parlare con un professionista …non sto parlando di un coach che ti programmi gliobiettivi e ti motivi (cosa che può essere molto utilema non in questo caso) ma di uno psicologo e/opsicoterapeuta.Un coach o un counselor possono certamente darti una mano ad organizzarti meglio, ma questo non ti toglierà l’ansia e le preoccupazioni. Essere meglioorganizzato non toglie i timori ma potrebbe anchetrasformare in peggio come ti senti. Ovviamente sto presupponendo una situazione di pesante incui le persone fanno davvero fatica a stare dietroai propri progetti. Infine come fare? anche qui la risposta sembradavvero troppo semplice: “monitora costantementel’andamento delle tue attività“. Non significa esseresempre lì a guardare il conto in banca che cresce,ma avere il coraggio di fare un semplice bilancio,magari con cadenza mensile o bimestrale in cuiosservi se stai “andando su oppure giù”. Moltievitano questo semplice passaggio perché fa pauraed è più semplice mettere la testa sotto la sabbiapiuttosto che vedere se le cose vanno davveromeglio oppure no. Solo così, in caso di “caduta”si andrà a cercare il paracadute 😉Uff…che post lunghissimo! se stai ancora leggendoti ringrazio molto e t’invito a scrivermi che cosa nepensi qui sotto!A prestoGenna

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7 Commenti
  • Ciao Andreaaaaa :)))
    riusciremo ad incontrarci prima o poi? 😉

    Ahahah…grazie, si hai colto nel sengo è proprio scritto di pancia. Mi sono davvero reso conto che se non si sta attenti a questa "altalena professionale", magari facendo gli struzzi, si rischia grosso. Ma allo stesso tempo, se ci si impegna per "salire", anche un solo gradino alla volta, i risultati arrivano 😉

    un abbraccio

  • Ciao Genna..
    è un articolo molto "old style"! Nel senso che mi ricorda molto alcuni post del primo periodo: scritti quasi "di pancia" e pieni di voglia di condividere! E mi piace vedere come all' "old style" si aggiunga una grande maturità professionale e la mediazione della teoria con la tua esperienza…
    Come al solito: Tenchiu!
    😉

  • Ciao Anonimo collega 😉
    li chiamo "clienti" perchè mi sembra il modo più onesto e umano per chiamarli. Mica posso dire "sai nel mio studio vedo 3 nuove persone", si ci potrebbe stare ma non mi garba. Sarebbe stato peggio chiamarli "pazienti"… o peggio ancora "malati" 😉

    @ Stefano: grazie troppo gentile 🙂

  • Bel post letto molto volentieri ….. e devo anche dirti che mi è servito .
    Grazie gemma ottimo articolo

    Luke

  • La penso nello stesso modo, ed è difficile tuttavia tener salda questa "visione" in mente.
    Vorrei aggiungere che mentre la salita risulta davvero ardua e spesso necessita di tempi lunghi la regressione avviene molto più velocemente!
    Solitamente ricordo questo a me stesso per mantenere il concetto "sali o scendi" vivo. 🙂

  • Buongiorno, è esattamente ciò che avrei voluto chiederti da qualche giorno "come riesci a gestire i sentimenti ansiogeni derivanti dalla libera professione e ad evitare le illusioni in ambito lavorativo"? Hai risposto prima ancora che lo chiedessi. Questo post è di fondamentale importanza per noi studenti di psicologia che (nella maggior parte dei casi) miriamo alla libera professione, ma come hai scritto tu stesso presenta un approccio valido per qualunque altro ambito della vita. Sei senza ombra di dubbio un modello di vita da seguire per noi tuoi lettori. Ti auguro personalmente e sinceramente di crescere sempre di più, Gennaro, e prometto farò anch'io la mia parte (nel mio limite) affinchè ciò accada! Grazie nuovamente! PS: attendo giorno venti con ansia per l'intervento sulle menzogne 😉

  • l'idea è buona………….sopratutto per chi cerca nuovi clienti……quindi verfico se salgo o scendo….nel frattempo potrei …manifestare dei sintomi ansiosi..poi potrei contattare uno psicologo e monitorare il negativo che emerge: tutto sommato essendo psicologo-psicoterapeuta…..mi andrebbe bene la cosa….così aumenterei i clienti…ma prefrisco chiamarle persone……insomma se non c'è un disagio si può sempre crearlo…questo blog è interessante

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