Crescita personale: “atteggiamento mentale per prevenire …e migliorare”

Ciao,

secondo te la vita è “ambigua”? la risposta è Si! ogni volta che ti trovi a dover prendere una decisione puoi facilmente renderti conto quanto, ciò che accade nella tua mente non è un processo “lineare a matematico”…ma è una scelta dettata da alcuni elementi ambigui che interpreti attraverso i tuoi filtri (convinzioni, valori, ecc.).

Per cui mentre ti muovi all’interno delle”tue realtà quotidiane” sei costantemente costretto ad interpretare ciò che ti circonda, in base a ciò che tu pensi, credi e senti…e non in base a dati oggettivi.

Per cui, è come se fossi immerso in un grande “test proiettivo”, come il Rorschach (quello delle macchie) in cui, ognuno proiettando parti di sè vede cose in base a ciò che “pensa e prova”.

Perché quando l’uomo osserva una qualsiasi serie di avvenimenti non può fare a meno di darvi un significato… questa è sia la nostra forza più grande che anche, il nostro limite. Perché è un limite dare significati? perché questi spesso non hanno argomenti a loro favore ma solo convinzioni.

Se ci pensi la maggior parte dei problemi relazionali sono dovuti all’ambiguità e ai fraintendimenti a cui la realtà è necessariamente soggetta. Se mi segui avrai notato che in questi giorni ho ripreso il tema dell’ottimismo.

Questo perché lo ritengo uno degli atteggiamenti mentali più potenti per vivere meglio e fare un po’ di auto-prevenzione diventando consapevoli di come pensiamo.Per fare un’analogia moderna, esistono delle “app” che puoi installare nel tuo cervello per prevenire modi “erronei di pensare” e, migliorare la qualità della tua vita.

Una di queste app è assolutamente la capacità di tollerare l’ambiguità degli eventi che ti circondano,almeno sino a quando non possiedi elementi reali su cui fondare una tesi solida.

Immagina di essere in attesa di una risposta importante, hai inviato una mail e stai attendendo. Di solito questa persona ti risponde nel giro di 24 ore ma questa sono già passate diverse settimane. Potresti dare significato a questo evento in diversi modi…

…potresti ad esempio pensare che non voglia affatto risponderti perché hai toccato aspetti sgradevoli. Oppure pensare che gli sia esploso il computer per cui bisogna solo attendere ancora un po’, oppure che gli sia successo qualcosa di ancora più grave.

Come avrai intuito, l’aspettativa che ti crei e i significati che dai a questo genere di eventi cambia radicalmente il tuo stato d’animo e la tua capacità di reagirvi.

Se ad esempio pensi che non ti abbia risposto perché non voleva potresti irritarti, mentre se credi che gli sia accaduto qualcosa di brutto potresti preoccuparti.

Un buon atteggiamento mentale, quando accadono eventi del genere sta in due passi: il primo è quello di tollerare questa ambiguità, cioè il saper aspettare la risposta senza costruirci sopra ipotesi che ti facciano soffrire inutilmente.

Il secondo passo è quello di cercare delle evidenze reali, magari chiedendo più informazioni o esaminando le varie ipotesi per poi chiedersi, “quale fra queste è davvero plausibile”?

Questo genere di “seghe mentali” non si generano solo quando i dati sono “tanto ambigui”, come nel esempio precedente. Ma accadono anche durante normalissime conversazioni, infatti è inevitabile dare un significato a ciò che gli altri ci dicono.

Fortunatamente, in una conversazione è possibile fare domande e non necessario conoscere strumenti linguistici come il “metamodello” per farlo… ti basta tenere a mente il concetto “la vita è ambigua”e, prima di giungere a conclusioni e soffrirne è bene raccogliere “dati oggettivi”.

Lo so …lo so… “raccogliere dati oggettivi” è un parolone 😉 perché in realtà “chi cerca trova”, cioè se sei convinto che quella persona non risponda solo perché “non ne ha voglia” tenderai a cercare tutte le prove che confermino questa tua ipotesi.

Ed è qui che entrano in gioco le famosissime “convinzioni”… Per cui come fare? con un po’ di allenamento è possibile addestrarsi attraverso una “meta convinzione”: “la realtà è ambigua per cui, prima di dare per certe le mie convinzioni è necessario che veda ogni aspetto di questa faccenda”.

La semplice consapevolezza dell’ambiguità non è altro che una ennesima convinzione, che però può aiutarci ad “osservare meglio le cose che ci circondano e, soprattutto come noi le valutiamo.

Inserisci questa app nel tuo “atteggiamento mentale” e, vedrai che in poco tempo, applicandola agli eventi reali che ti accadono quotidianamente diverrai sempre più bravo a gestire la dose inevitabile di ambiguità che la vita ci riserva-

A presto
Genna

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4 Commenti
  • Si credo siano prese da i suoi studi o meglio dal suo modello terapeutico.

  • ho trovato gli argomenti espressi in questo post molto simili a quelli enunciati da albert ellis nella "terapia razionale emotiva"; le "doverizzazioni" (musturbation) e il concetto di "convinzioni" (belief) dal modello ABC. molto interessante (come il resto del blog, grazie per il contributo : )

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Principio sacrosanto…
    grazie ancora

  • Ecco un altro tema su cui sto riflettendo in questi giorni e che evidentemente mi era sfuggito quando hai pubblicato l'articolo per ricomparire al momento giusto (o sto applicando il principio del chi cerca trova? ;))
    Genna sei un pozzo di ispirazione e documentazione!
    Grazie ancora 🙂

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