“Denaro e premi per alzare la motivazione?”

Ciao,

cosa vuole la gente maggiormente oggi? la risposta puòapparire banale quanto cinica, di denaro di soldi. In questoperiodo storico il denaro è diventato sinonimo di potere e,purtroppo, chi ne possiede di più (e soprattutto non importacome ci sia arrivato) è visto come una persona di maggioresuccesso! i soldi sono diventati il metro di paragone nella nostrasocietà che è “super consumista”. Perché vogliamo più soldi? perché questi ci danno il potere di essere liberi, di fare “ciò che ci pare”…di soddisfare emozioni.

Vista così sembra una cosa cattiva no? ma in realtà è ritengo giusto che tutti si sentano divolere una qualità della vita superiore. Soprattutto in unasocietà che si definisce “libera”! Ok, questo “pippone socio-psicologico” da gossip mi serve per introdurti un quesito ben più importante, “saresti più motivato a fare il tuo lavoro se ti pagassero il più?”….

(NB. è possibile avere i sottotitoli in Italiano) Visto il video? si tratta dell’ennesime e interessante presentazione del TED, uno dei miei siti preferiti in assoluto, dove personalità dispicco nel mondo della conoscenza sono chiamati a presentare le loro ricerche e le loro idee. Nel video qui sopra hai visto Dan Pink  un “analista di percorsi professionali” che ci mostra le ultime scoperte sulla motivazione; ricerche innovative che vanno contro il pensare comune sulla motivazione.

In sintesi ci dimostra quanto le persone non siano piùmotivate dal denaro ma da altre forme di ricompensa…che vanno dalla libertà personale alla indipendenzasul lavoro. In termini di sviluppo professionale si può direche la cosa più importante per il lavoratore moderno, chedeve sempre meno compiere azioni meccaniche e ripetitive,è quella di trovare un significato un coinvolgimentopersonale in ciò che sta facendo.

Abbiamo già discusso delle ricerche simili, ma la cosa interessante di questo video è vederle “raggruppate”. Non tantoper dimostrare che il “fascino del denaro” sta perdendo postiin classifica ma per dimostrare che il “significato delle cose” è decisamente più importante. Se ci pensi il denaro, come abbiamo già detto analizzando i valori delle persone, è un “mezzo” che ti permette di ottenere qualcosa d’altro. E questo “qualcosa” serveper soddisfare delle tue emozioni. Non importa se questesono state costruite a tavolino da qualche marketer 😉

La soddisfazione che si prova durante il proprio lavoro non è direttamente legata al denaro e neanche su che cosa ci farai con quel denaro… ma è legata a quanto ti senti parte di quella cosa! a quanto, quel tipo di lavoro soddisfa in primi si tuoi bisogni emozionali…e questi bisogni sono sempre più indipendenti dalla remunerazione. Primo fra tutti ilbisogno di indipendenza.

Vedere come grandi aziende hanno migliorato i propri introiti semplicemente dando ai propri dipendenti indipendenza (mi piace questo ossimoro “dipendenti – indipendenza;)) è una delle questioni più importanti nella nostra società, dove tutto sembra dipendere da tutto (è ovviamente è così nella sistemica).Per essere un po’ “dietrologista”, mentre gli Stati e i Governi cercano di renderci sempre più dipendenti e schiavi del”sistema” le ricerche in psicologia ci dimostrano che l’uomo per “funzionare al meglio” necessità invece di sentirsi liberoe competente. E non legato e… rotellina all’interno di un grande meccanismo.

Dan Pink da un messaggio a me tanto caro: i manager non sanno quello che gli studiosi delle scienze sociali (psicologia sociale e sociologia) conoscono dai loro esperimenti.Questo buco di conoscenza non è solo presente fra psicologie manager ma anche fra professionisti che studiano e si formano continuamente e professionisti che non lo fanno.

Il metodo migliore per conoscere la realtà che ci circonda che sia mai stato creato dall’uomo è sicuramente il metodo scientifico (con tutte le riserve necessarie) questo produce una ricerca così detta “di base”, che dovrebbe servire alla scoperta di nuovi metodi da applicare nella realtà. Ma purtroppo sono pochi a continuare ad interessarsi a questi aspetti…

ed è per questo che ho creato PsinelDetto in sintesi gli studi dimostrano che la motivazione delle persone aumenta se riceve un premio, solo se il compito che si svolge è meccanico e non richiede alcuno sforzo di tipo cognitivo o creativo. In pratica solo i lavori di routine possono corrispondere oggi a questa dicitura, perché è sempre più presente la conoscenza oggi!

E proprio oggi non voglio annoiarti con gli studi precisi che ha citato Pink, anche perché in parte l’ho già fatto 😉 Per cui ti basta tenere a mente che il nuovo modo per motivare gli altri e motivare anche te stesso è quello di sentirsi partecipi di qualcosa, dare alle persone autonomia e indipendenza personale creando reti di persone che possano lavorare autonomamente ma che, allo stesso tempo si sentano parte di qualcosa di più grande che ricopra uno scopo nella propria vita.

A presto
Genna

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3 Commenti
  • Ho letto di recente Management 3.0 di Jurgen Appelo che tra le tante e interessantissime cose ha scritto anche di come motivare le persone. Jurgen arriva a conclusioni analoghe alle vostre, mi pare. Val la pena leggere quel libro perchè pur essendo indirizzato ai managers offre una serie di punti di vista e idee che secondo me possono essere benissimo applicate anche a contesti più ampi di quello aziendale.
    Avrei voluto scrivere qualcosa a proposito ma purtroppo non sono ancora riuscito a farlo 🙁

  • Complimenti Genna e grazie dei tuoi preziosi consigli.Da 3 mesi ho ricevuto l'incarico di Responsabile Reparto IT e sto sperimentando sul campo i tuoi consigli con il gruppo che ho da coordinare.Proprio quest'articolo è utilissimo e conferma la mia idea che a lungo andare lo stipendio viene "digerito" ma il come lavori no, anzi è diventato ormai l'aspetto fondamentale.Ciao Filippo

  • Io sto per laurearmi in economia, e visto che parli molto di motivare i dipendenti in questo articolo, posso dire la mia. 🙂

    Ho studiato come motivare i dipendenti per aumentare la produttività, e alla fine sono emersi due concetti principali: premi di produzione di vario genere (non per forza monetari) e far sentire il personale parte dell'azienda. Il secondo punto l'hai già ben descritto tu, che sei sicuramente più esperto nel campo.

    Il grande problema, quando si parla di aumentare l'indipendenza del personale, è il rischio: ad eseguire compiti meccanici sono capaci più o meno tutti, mentre l'autonomia e la responsabilità richiedono una certa abilità ed esperienza, come minimo. Il rischio è che qualcuno ad un certo punto faccia qualche grossa c… Stupidata! In più nel breve termine richiede un investimento in denaro, che pochi sono disposti a fare.

    Di aumenti di stipendi non si è fatta menzione in aula, secondo me perché un semplice aumento di stipendio viene percepito come dovuto da parte del dipendente, che quindi non è assolutamente più motivato: ritiene che il ritocco verso l'alto non sia un premio per incentivare la produzione, ma un adeguamento al costo della vita o alla sua professionalità ed esperienza. La mente ci mette poco ad abituarsi al cambiamento, e si torna al punto di partenza.

    Molto meglio invece usare dei bonus una tantum al raggiungimento di un determinato obiettivo, dichiarato in anticipo: questo sì che può motivare ad aumentare la produttività, se l'obiettivo è raggiungibile.

    Questo è il mio punto di vista! 😉

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