Il Viaggio dell’Eroe: “come vivere la chiamata”

Ciao,

hai ricevuto la “chiamata dell’Eroe?” Se hai letto il post della scorsa settimana forse si 😉 Josph Campbel ha decifrato il codice segreto delle storie e dei miti di tutti i tempi per trarne un profondo insegnamento che è radicato nella mente di tutti noi. E anche a me sembra una geniale metafora da applicare alla propria vita per migliorarla a partire dalla solita domanda trita e ritrita ma che però ha una risposta difficile: “che cosa voglio veramente?”.

Questo è l’argomento della ANL di questa settimana, in realtà NON la ricerca dei tuoi bisogni e valori, ma le diverse “chiamate” che ricevi nella vita… sia dentro che fuori di te! La mia visione non è mistica ma pragmatica, e dice “dato che abbiamo questo archetipo interiore perché non sfruttarlo a nostro vantaggio?”:

Se riuscito ad ascoltarlo? lo so con la mia premessa anti-misticaso di essermi giocato l’80% dei lettori newage, fortunatamenteesiste un 20% di persone dalla mente aperta che accetta le ideedegli altri 😉 Per riassumere in poche parole l’esercizio che haiappena svolto si tratta dello stimolare la nostra parte inconscia(o centro) attraverso il radicarsi e l’accordarsi con la voce.

Come descrivono Gilligan e Dilts una fusione delle nostre tre menti somatica- cognitiva – di campo. Per somatica s’intende quella dove trovi il tuo centro radicandoti e percependolo alla altezza dell’addome. Per cognitiva s’intende il tuo cercare le “chiamate” della tua vita e nel ripeterle a voce e, infine per “di campo” s’intende una mente allargata basata sulla convinzione che esistano delle energie che ci connettono al tutto.

Quella di campo è per me una buona metafora per ricordarci chele nostre azioni sono unite e connesse al tutto…e qui la si usa per visualizzare la nostra connessione con l’energia che dalla terra risale fino al nostro centro per espandersi dal nostro dito verso il futuro. Il mio personale contributo è stato quello di implementare il tutto con un ricalco nel futuro attraversola time-line. Una modifica che aiuta a rendere il processo più ecologico.

Ecco la struttura dell’esercizio:

1) Quaderno: prendi il tuo quadernino e scrivi la tua chiamata (o le chiamate in base alle diverse aree della vita)in non più di 5/7 parole, ad esempio, la mia chiamata più profonda è “portare conoscenza psicologica per vivere meglio”.Fai in modo che la frase inizi sempre con “la mia chiamata piùprofonda è……….”. Adesso scrivine almeno 5 di chiamate.Scegliine una e ripetila a voce alta 3 o 4 volte e nota chesensazioni ti da…

2) Stato somatico generativo: Rilassati e ricorda un momento in cui ti sei sentito centrato ed allineato e nota in che punto del corpo lo percepisci. Fai molto esercizio con questoaspetto fino a quando non senti che portando la tua attenzione in quel punto non senti un profondo senso di pace e di connessione. Ci sono mille modi per farlo, puoi radicarti a terra e immaginare che i tuoi piedi siano come radici di un albero . Di solito nelle arti marziali si dice che il centro è posizionato sotto l’ombelico ma non è necessario che sia li…ma è importante che si trovi nel ventre.. di solito è nel cuore o nello stomaco.

3) Vibra: con la mano sul tuo centro e ripeti la chiamata ma questa volta fallo parlando moooooltooo leentameeente. Almeno 4 o 5 volte più lentamente del normale e fallo per almeno 4 volte… continua fino a quando non senti che le vibrazioni della tua voce risuonano dentro di te e dentroil tuo centro… e nota come ti senti diversamente rispetto alla prima volta che lo hai detto ad alta voce.

4) Arciere cantante: pensa a qualcosa che vuoi fare fra 1 anno o 2 e, attraverso l’uso delle sottomodalità visive nota in che punto si trova nello spazio. Con la mano sul centro punta un dito dell’altra mano nella direzione del tuo futuro. E immagina un’ energia che dai tuoi piedi arriva al tuo centro e si estende attraverso il tuo dito nel futuro. Proprio come fossi un arciere pronto a scoccare la freccia. Sentiti rilassato e centrato mentre con voce forte e tonante, come se fossi un cantante dichiara nuovamente la tua chiamata… sii molto teatrale e nota come ti senti.

5) Ricalco nel futuro: Adesso tenendo la posizione dell’arciere, con il dito puntato immagina di vedere la tua timeline…la tua linea del tempo. E chiudendo gli occhi immagina di andare ad un anno …due…tre…anche 10 anni da adesso e di vedere come stai seguendo la tua chiamata. Evita di chiederti come sei arrivato sino a quel punto ma sentiti come se stessi seguendo continuamente i tuoi sogni.E quando ci sei, guardati indietro e osserva come ti senti a vedere il percorso che hai già intrapreso.

6) Simbolo: Mentre sei nel futuro immagina un simbolo da portare con te nel presente. Qualcosa che sia significativo per te nel seguire la tua chiamata. Lasciati guidare dal tuo inconscio, potrebbe essere il suono della frase della tua chiamata, un’immagine o una sensazione e portala con te indietro nel presente.

Nonostante mi possa definire “scettico” sugli aspetti non provati dalla scienza e molto esoterici a cui si riferisce questo esercizio, c’è una “mia ipotesi” che fa vacillare il mio scetticismo. Mi spiego meglio:

Posso affermare che “il viaggio dell’eroe” sia presente in ogni fase della vita. Basta pensare alla adolescenza o alla tua infanzia, in ogni fase della vita troviamo chiamate, soglie, demoni e insegnamenti. Così come altri archetipi come il mito dell’ Edipo Re che è osservabile nelle diverse fasi della vita… proprio come teorizzato da Jung. Per me questo resta un grande mistero. Fammi sapere cosa ne pensi 🙂

A presto
Genna

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8 Commenti
  • Ciao sei il massimo trovo i tuoi mp3 utilissimi , un abbraccio grz

  • Ciao Genna,fantastiche queste ANL sul viaggio sell'eroe.Posso dirti che nella mia storia personale,e' stata fondamentale la scoperta del corpo,con la sua energia e la sua intelligenza.Nel lungo e faticoso percorso per uscire dalla malattia(non sto qui a puntualizzarne l'aspetto,se depressione o altro)sono state fondametali le tecniche che aiutano tale scoperta del corpo.Sicuramente tra queste metto il taiji,lo yoga e la bioenergetica di Lowen.Questo ultimo tuo esercizio mi ricorda sopratutto il lavoro di grounding di Lowen,che considero tuttora il mio mentore.
    A presto
    Paolo

  • Grande esercizio Gennaro, anch'io rifacendo esercizi tipo questo mi vedo un futuro da psicologo coach trainer ecc….che si mette a disposizione di tutti per ritrovare il proprio equilibrio!…Ho a Cuore vedere le persone felici…come te dopotutto e come tanti altri che sicuramente seguono il tuo blog fantastico!

    Grazie Gennaro!

    Samuele

  • Ciao Tulipano,

    ahahah si sono d'accordo, anche io lascerei le chiavi di casa a Dilts tranquillamente 😉

    Non ho frequentato questo loro corso ma ne ho fatti altri con Dilts e devo ammettere che l'effetto dal vivo e tutt'altra cosa… soprattutto da quando si perde a farti sentire le "energie sottili". Sono esperienze che valgono solo se sono praticate, e quando lo fai insieme ad altre persone tutte motivate ad imparare la cosa "lascia segni profondi". Mentre dal libro l'effetto lascia il tempo che trova.

    Mi sembra di capire che tu abbia seguito il corso? se si, come è stato? 🙂

  • Secondo me la parte ganza dell'esercizio e di tutto il corso in generale è l'uso della sintassi somatica e del ballo per arriva ad esprimere totalmente se stessi e le proprie emozioni, positive o negative che siano.
    Purtroppo dal libro non si vede, ma buca di brutto. E' un modo di procedere che permette di sviluppare una notevole coerenza ed aumentare l'intelligenza emotiva. Un uso della pnl come scatola degli attrezzi, invece, rischia, sempre secondo me, di reprimere alcune risposte emotive e far perdere totalmente la coerenza;-). Tra tutti i coach di pnl, Dilts è uno dei pochi che lascerei tranquillamente a casa mia da solo con il portafogli nel cassetto;-)))

  • Ciao Martina, ti ringrazio per la dolcissima e motivante testimonianza 🙂

  • … qualche tempo fa ho ripescato vecchi quaderni e libri delle scuole, e ho trovato un questionario dei 12 anni in cui mi veniva chiesto cosa mi sarebbe piaciuto fare da grande. Con mio grande stupore ho letto: 1)psicoanalista; 2)psicologa; 3)agente di viaggio. Ora, ho fatto l'istituto tecnico per il turismo, non mi ricordavo delle mie intenzioni. La vita mi ha fatto attraversare una notte nera dell'anima, tra CSM e psicosi. Qualche anno fa ho deciso di fare un corso di counselling. Da un anno sono iscritta all'università (ho 28 anni) e studio psicologia. Ha dell'incredibile (per una parte di me) ma… e dentro la mia pancia nasce un sorriso dolce. Grazie Gennaro, a presto.
    Martina

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