Crescita personale: “perchè una pratica invece che la tecnica?”

Ciao, nel mondo della crescita personale e in modo particolare nelle sue sotto categorie, come la comunicazione efficace, la motivazione, ecc. esistono una marea di tecniche e di metodologie da poter applicare per avere successo. Spesso queste tecniche vengono descritte come “utensili della tua cassetta di lavoro“. Effettivamente è così che noi professionisti e alcuni appassionati utilizzano queste tecniche, come degli strumenti da utilizzare nel momento più opportuno. Così se un tuo cliente ti dice “mi sento in modo X” tu puoi rispondere “bene, esiste la tecnica Y”. Come puoi notare questo ragionamento è meccanicistico, che ricorda molto il famoso “stimolo-risposta” di ormai un secolo fa. Per cui, se tu (o un tuo cliente) vuoi ottenere X (stimolo) ecco che esiste la tecnica adatta (risposta). Nonostante le tecniche siano limitate ed abbiano un grosso problema legato alla soggettività di ogni individuo, queste possono essere davvero utili in molti casi. Se segui questo “mondo” la domanda ti sarà già balenata in mente: “ma una tecnica o un’insieme di tecniche può essermi utile per la mia crescita personale?”… La risposta a questo, apparentemente semplice quesito, nasconde diverse insidie che un giovane “Jedi della crescita personale deve conoscere”;-) Il primo problema è legato al marketing con il quale vengono vendute certe tecniche, molti sono portati a credere che quella specifica tecnica li aiuterà in tutto, una sorta di panacea mentale. Questo “pensiero magico” porta automaticamente a credere che esista “una bacchetta magica” in grado di risolvere i nostri problemi e farci raggiungere i nostri obiettivi e desideri. Altro problema è legato all’apprendimento molti credono che una volta imparata la tecnica “il gioco sia fatto”. Ad esempio, se impari come usare al meglio i “presupposti linguistici” puoi di certo diventare più bravo nella comunicazione e quindi migliorare le tue relazioni. Quindi inizi a fare esercizio, a notarli nelle altre persone e a passare giornate ad utilizzarli. Alla fine ti ritrovi con una “media competenza” nel loro utilizzo, una sorta di “pulsante” da accendere e spegnere nei momenti del bisogno. La tecnica di cui ti ho appena parlato è davvero specifica e allo stesso tempo davvero potente, nonostante implichi un relativo sforzo per apprenderla. Ma, quando pensi di averla appresa la sai “davvero padroneggiare?” puoi permetterti di “sederti sugli allori” e smetterla di fare esercizio? la risposta è NO! anche per una tecnica (fra virgolette) così “piccola” è necessario un continuo e costante allenamento, se la si vuole utilizzare davvero bene. Anche il musicista più bravo al mondo continua a ripassare le singole tecniche e a fare esercizio… perché??? Immagina di essere uno scrittore, hai appena finito di leggere un romanzo scritto benissimo e in modo strano. Inizi studiare quell’autore e a leggere tutto ciò che scrive, per “modellare” (diremmo in Pnl) quel tipo di stile. In breve scopri come aggiungere questo tipo di tecnica narrativa ai tuoi racconti, all’inizio (se stai bene attento) sarai una “brutta copia dell’originale” ma nel tempo e con la pratica inizierai a fare tuo quel modo di scrivere. E, con la continua pratica quello stile sarà diverso, sarà il “tuo unico stile”. Nonostante in Pnl si faccia sempre leva sul fatto che, se uno fa qualcosa bene questo ha una struttura e tu puoi replicarla per migliorare… i veri cambiamenti avvengono quando quel “modellamento” diventa davvero tuo! questo lo sanno tutti, ma in modo incosapevole. Se esamini qualsiasi azione che ripeti da anni e che hai appreso da qualcuno, noterai che adesso quel “modo di fare è diventato tuo”. Romanzando un pò “devi praticare fino a far si che quella determinata pratica diventi parte di te”. Non si tratta del solito, “crea l’abitudine giusta per” (cosa molto importante) ma si tratta di “pratica ed aspetta l’emergenza”. Qui per emergenza non intendo uno stato di allerta ma uno stato in cui “emerge qualcosa di nuovo”. Nella teoria sistemica studiata soprattutto nei “sistemi venti” (biologia) si studia come una certa caratteristica emerga dalla storia evolutiva di una determinata specie. Ad esempio, uno essere che nuota solo sott’acqua che con i secoli si è trasformato in un essere anfibio. Questo stesso genere di emergenza avviene quando pratichi…ed è per questo che la meditazione la forma più antica di crescita personale a nostra disposizione si basa tutta sulla pratica e non sulla tecnica. Continuando la metafora del musicista, se vuoi imparare a strimpellare la chitarra in modo grossolano ti bastano 6 mesi di pratica, se invece vuoi fondare un gruppo (a meno che tu non sia Kurt Cobain) ci vuole qualche anno e se invece vuoi “essere un musicista” dovrai praticare per tutta la vita… lo sviluppo personale non fa eccezione a questa regola 😉 Per cui, uno dei regali più grandi che puoi farti è quello di costruirti la tua pratica quotidiana e settimanale di auto-miglioramento. Ti servono consigli? cercali sul blog, qui trovi oltre 1200 articoli, quasi 100 audio esercizi e molto altro con cui costruire la pratica più potente per te e per le tue esigenze! fammi sapere che cosa ti piacerebbe praticare lasciando un commento qui sotto. A presto Genna Ps. sono appena tornato dal Slento…davvero bellissimoe spettacolare… e nel ritorno sono stato a casa di uncaro amico di L’Aquila…e il Governo dovrebbe davverovergognarsi, se mi segui sai che non parlo mai dipolitica, ma L’Aquila è ancora totalmente distrutta eanche i “grandi Paesi” che avevano promesso cosenon hanno fatto nulla! Lì sono tutti inkazzati neri manoi, dai nostri cari media non ne sappiamo nulla! Essendo stato per anni in una casa dello studente equando mi sono trovato davanti a quella distruttadella LAquila davanti a quelle foto e al piccolomonumento dedicato “agli angeli della conoscenza”non ti nascondo che mi sono commosso!

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