“il cervello migliora durante la meditazione”

 

 

 

 

 

 

 

 

Sai che la “meditazione fa bene al corpo e al cervello“? Questo è un dato noto sia ai praticanti e sia a chi segue gli sviluppi e le ricerche in psicologia. Ne abbiamo parlato più volte, perché gli stati modificati di coscienza sono una mia passione

Un recente studio, oltre a confermare i benefici sulle abilità cognitive ha dimostrato che “chi medita” riesce in qualche modo a “portare fuori dalla meditazione” parte di quello stato. Se in pratica ti dedichi alla meditazione quella“attenzione concentrata” tende a generalizzarsi anche quando non stai meditando.

Questo dato non è una novità nel mondo dello sviluppo personale, già gli studi di Rossi e Erickson avevano ipotizzato qualcosa di simile ed anche le intuizioni di personaggi come “Josè Silva”.

Oggi nell’era della “distrazione” è sempre più difficile concentrarsi. Siamo costantemente bombardati da una miriade d’informazioni che, in un qualche modo, siamo costretti a gestire. Ricordo che qualche tempo fa si diceva che il numero d’informazioni che incamerava (volontariamente) un uomo del 1800 erano pari a quelle contenute in un quotidiano di oggi.

Una notizia che non dovrebbe lasciare a bocca aperta dato che a quel tempo la stampa era “appena nata” e i mezzi per poterla divulgare erano ancora appannaggio di chi “si poteva permettere”non solo economicamente ma anche intellettualmente di poterne usufruire (molte persone erano analfabete). Oggi è esattamente il contrario…

…la maggior parte delle persone (nel mondo occidentale) oggi sa leggere ed ha a disposizione mezzi potentissimi per accaparrarsi le informazioni, come internet. Ma il nostro sistema cognitivo è lo stesso del 1800.

Per quanto vi sia stata di certo una evoluzione le strutture cerebrali deputate alla elaborazione delle informazioni sono le stesse identiche. Utilizzando una metafora informatica, è un po’ come se cercassimo di caricare “windows 7” su di un pentium II.

Ma fortunatamente il nostro cervello si comporta come nessun altro computer può fare, cioè il software può modificare profondamente la struttura dell’hardware. In pratica “i programmi” che inseriamo nel nostro cervello lo modificano…

Questa visione della mente è la mia preferita! Tracy Kahane Patricia Simone due ricercatrici dell’Università di Santa Clara in California, hanno svolto una serie di studi sulla meditazione.

Le psicologhe si sono concentrate su due tipologie di meditazione, nonostante ne esistano moltissime in base alle culture (e anche nella stessa cultura).

Esse si possono distinguere in due grandi filoni che a grandi linee possono essere descritti come, il primo basato sul portare l’attenzione su sensazioni corporee o immagini mentali (derivanti dalle tradizioni indiane) mentre il secondo, che si discosta un po’ dalla tradizione, basato sul mantenimento fisso dell’attenzione su di un oggetto, idea, sensazione..nel tempo.

Chi pratica meditazione di solito si è imbattuto in entrambe queste forme di modificazione dello stato di coscienza, e se le ha praticate sa anche che provocano due stati differenti.

Fino a qualche tempo fa questo era solo un vissuto soggettivo ma grazie a diversi studi tratti dalle neuroscienze sappiamo che, nel primo tipo di meditazione (che per comodità potremmo chiamare trascendentale) si attivano le aree della corteccia temporale e parietale con un ritmo cerebrale che varia dalle onde alfa alle onde theta.

Mentre nel secondo tipo (quella focalizzata)si attivano la corteccia occipitale e pre-frontale, aree che solitamente sono deputate ai processi cognitivi attenzionali e alla individuazione di target visivi.

Quindi abbiamo due stati di coscienza differenti ed anche due correlati neurofisiologici differenti. Le ricercatrici hanno dimostrato che i meditanti esperti nella “meditazione focalizzata“avevano la capacità di attivare le aree prefrontali inibendo la ricezione di altri stimoli esterni.

Da questo dato hanno ipotizzato che uno dei benefici della meditazione sia quello di riuscire a focalizzarsi maggiormente in un mondo che è sempre più a corto di “concentrazione”. Visto tutto ciò che oggi abbiamo a disposizione per distrarci… internet compreso 😉

Ma io ci vedo dell’altro ancora 🙂 per cui seguimi ancora pochi secondi e arriveremo ad un punto davvero interessante.Le ricercatrici hanno scoperto che chi pratica questo genere di meditazione tende a portare con se una maggiore attivazione delle aree suddette.

Questo significa che la persona diventa”automaticamente” più brava nel concentrarsi… e ci dice qualcosa di ancora più importante. Che se alleniamo la nostra mente attraverso l’utilizzo di “stati modificati di coscienza” (ipnosi, Pnl, meditazione, yoga, rilassamento ecc) il loro effetto non sarà solo “temporaneo” ma andremo a gettare delle basi fisiologiche per un cambiamento duraturo.

In pratica il cervello comportandosi come un muscolo, ogni volta che lo alleniamo con la meditazione,porta una parte di questi benefici nella nostra vita di tutti i giorni…

…un pò come nel film “Limtless”…ma non voglio rovinartelo 😉 Come ti sarai accorto ho mescolato ancora una volta la psicologia e lo sviluppo personale in stile Psinel. Lì fuori è pieno di meditanti professionisti pronti a giurare dei diversi benefici dati da questo genere di pratiche.

Tuttavia sono questi gli studi che dovrebbero convincere a divulgare, studiare e praticare queste”abilità psicologiche che possono migliorare la qualità della vita” 🙂

A presto
Genna

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19 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao a tutti

    @ Max: ci credo dopo 10 ore 🙂
    infatti come dimostra questo studio la meditazione è in grado di inibire gli stimoli esterni. Cioè i recettori che segnalano la posizione del tuo corpo (i propriocettori) smettono di funzionare o lo fanno molto meno. Questo crea uno stato di "privazione sensoriale", proprio come in quelle vasche che utilizzavano negli anni 70 (vasche nate proprio per la deprivazione sensoriale…di cui ora non ricordo il nome ma da qualche parte ci ho dedicato un post)… e che provocavano allucinazioni. E un pò come se, non dando più stimoli alla mente questa iniziasse a crearsene. In alcune persone questo fenomeno può essere molto pericoloso perchè porta ad una forte dissociazione. E chi già di suo è "un pò dissociato" (cioè che si fa prendere molto dalle proprie fantasie e che ha…magari avuto qualche ricovero per attacco psicotico)rischia. E' anche per questo che è necessario avere "un maestro" (per rispondere anche ad altri commenti) una guida esperta.

    Grazie per aver condiviso alcune dritte 🙂

    @ Amelio:
    si il mio ebook potrebbe fare al caso tuo perchè non parlo solo di dinamica mentale ma di autoipnosi e altri tipi di meditazione. Sai che gudagno un euro a copia per cui non sono qui "a vederti" il mio lavoro 😉 ma sono certo che possa fare al caso tuo ;-))

    Grazie
    Genna

  • Ciao Genna,
    quando si parla di rilassamento e meditazione io drizzo sempre le orecchie…non so perchè ma è un argomento che a me interessa tantissimo….anche se non pratico spessissimo la meditazione ma anzi vorrei provare con la dinamica mentale.
    Hai ragione quando dici che ormai è difficilissimo concentrarsi,me ne accorgo sempre di piu' su di me. Ogni tanto, o forse di piu' :D, la mente vaga da solo e mi deconcentro…..quindi sto cercando un rilassamento adatto a me e che mi sviluppi di nuovo l'attenzione e la concentrazione….secondo te la dinamica mentale di cui tu parli nel tuo ebook va bene???
    Poi a chi vuole qualche libro per iniziare dico che la meditazione è in realtà piu' semplice di quello che miriadi di metodi espongono….. per questo consiglio un libro romanzo come "la via del guerriero di pace" libro profondo dove capisci cosa significa meditare e quali sono i suoi obbiettivi… non conosco i vari metodi e scuole di meditazione e non so ma nemmeno mi interessa….perchè penso che ognuno debba trovare il suo modo di meditare….che consiste nel porre l'attenzione a tutto e quindi essere centrati nel presente e lasciar scorrere i pensieri …di qualsiasi tipo…… forse è questo che può portare un pò alla dissociazione visto che ci si ritrova ad essere spettatore dei propri pensieri, e in alcuni casi può portare a tutto ciò……non so, questo ne sai molto piu' tu di me 🙂
    Ottimo articolo su un argomento che si sta sviluppando sempre di piu' nel mondo occidentale,segno che l'uomo è infelice e "distratto" 😀

    p.s. un saluto a "ilmaredinemo" che conosco bene. Magari ci ritroviamo a Napoli a divertirci come l'altra volta.

  • Ciao,
    scrivo in ordine sparso un pò di cose… tanto qui è la norma 🙂

    Libro moooolto bello per chi è interessato a come cambia il nostro hardware (cervello) a seconda del software (pensiero) che viene fatto girare: La tua mente può cambiare
    di Sharon Begle.

    Niente paura, non si tratta di paccottiglia in stile PNL !

    @Ilmaredinemo
    non so se quella a cui fai riferimento sia proprio la Vipassana, come suggerito da Genna, e neppure cosa intendi per dissociazione/alienazione, ma ti voglio riportare la mia esperienza…

    10 gg di meditazione vipassana: 10 ore di meditazione al giorno, senza parlare ne comunicare in altro modo con alcun essere vivente, dieta vegetariana ipocalorica…

    …ho inizato a manifestare "allucinazioni tattili" tali da indurmi a smettere con tale pratica.

    Con questo non voglio mettere in dubbio la vipassana o la meditazione, ma avvertire che qualche effetto non previsto ci potrebbe essere e che è difficile trovare qualcuno (maestro?) che possa spiegare che meccanismo si è messo in moto e insegnare come gestire la situazione.

    "La forza della meditazione" è il miglior libro (parere personale) per capire il motivo e l'obiettivo della meditazione. Se siete interessati al lato pratico della meditazione non serve veramente a nulla.

    Ma perchè iniziare una strada (mooolto lunga) senza sapere dove porta ?

    …per curiosità, per esempio ?! 🙂

    Ciao a tutti.

    Max

  • Nella prima recensione di "La forza della meditazione" riportata da Google, si legge:

    "Mi dispiace dire che secondo quanto riportato dall'autore, nessuno può davvero meditare senza l'aiuto di un maestro esperto, che lo supervisioni ed illustri le varie tecniche: in pratica la meditazione non si può purtroppo imparare dai libri."

  • Propio per evitare di dover investire un sacco di tempo nell'analisi dei svariati metodi, ad un principiante da quale consiglieresti di iniziare?
    L'intenzione e' proprio quella di avere un metodo per cominciare subito.

    Grazie

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Stefano,
    grande!! hai praticamente fatto quello che accadde a me durante la discussione della tesi. Se hai rilassamento dinamico forse ti ricorderai la storia 😉

    No, è qualcosa di simile, portare l'attenzione fuori in questo articolo serve per concentrarsi all'esterno mentre in RD serve per entrare in contatto con le tue risorse inconsce. Qualcosa di molto simile inizialmente ma di molto diverso nella pratica quotidiana.

    Puoi trovare ottimi esercizi cercando la parola chiave (qui sul blog) "mindfulness" o "meditazione". Dovrebbero esserci diversi audio che ti mostrano come fare.

    Grazie per la tua preziosissima testimonianza e mi auguro che un pò sia dovuto al RD 😉
    Genna

    Ps. ora goditi l'estate 😉

  • a proposito del portar fuori nella vita reale le capacità inconsce, ieri ho avuto probabilmente un esperienza del genere. Ieri mattina ho avuto l'orale dell'esame di maturità, sinceramente non so bene cosa sia successo, praticamente, appena ho varcato l'aula, sono entrato in una sorta di stato inconscio, è come se non fossi razionalmente consapevole mentre esponevo la mia tesina, funzionavo in automatico, le parole uscivano autonomamente, ed in alcuni momenti mi sembrava di osservarmi dall'esterno mentre gesticolavo e la commissione mi ascoltava, la potenza del nostro inconscio? mah… so solo che con questa pratica, la mia vita sta cambiando in positivo 🙂 Comunque Gennaro per quanto riguarda la tipologia di rilassamento dove si pone l'attenzione all'esterno, si tratta di una cosa simile a quella che esponi nel tuo ebook come secondo metodo di rilassamento ad occhi aperti? c'è qualche altra meditazione di questo genere che consigli?

  • Per me la meditazione rappresenta il primo passo per ritrovare l'armonia.
    Da tempo, pratico la meditazione, per ottenere uno stato di tranquillità ed equilibrio.
    Per me rappresenta un'esperienza immensa in grado di mettermi in contatto con l'intimo segreto dell'universo.Entro in un magnifico stato di beatitudine.

    Sabato prossimo sarò a Milano ( vivo a Catania) a rilassarmi con la musico terapia, meditazione con il suono delle campane tibetane, stupendo! 😉
    ciao

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao, ci sono tantissimi libri sulla meditazione, la cosa migliore è trovare un metodo e praticarlo. Puoi decidere di "rimpinzarti di teoria" ma continuando a praticare un metodo per vedere se "fa per te". Cosa che comprendi dopo almeno 4 mesi di pratica.

    Un buon libro per iniziare è stato scritto da Daniel Golema (il fautore dell'intelligenza emotiva) e se non ricordo male si chiama "La forza della meditazione".

  • Ti va di consigliare un punto di partenza (un libro o altro) da cui anche chi non si è mai interessato alla meditazione può cominciare?

  • ….PIRSIG: dallo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta (zZAMM, sembra una marca di quelle motocarrozzelle russe fatte negli anni '50 che fanno ancora, con ((e se l'acquisti ti spediscono anche un tecnico che ti insegna a guidarla,anche se purtroppo è un baffutissimo alla peppone stalin, mica una soave ucraina)) fino a LILA: autore prolifico, si direbbe… Gran libri: zen, moto, viaggi, e METAFISICA DELLA QUALITA' . C'è da pensarli per parecchi anni, proprio belli e moltissimamente autobiografici.Consigliatissimi

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Andrea,
    ahahah non preoccuparti io ne faccio spesso… pensa che una simpatica signora mi ha scritto "ma lei le ha fatte le scuole elementari?" 😀

    Per questo ringrazio tanto tutte le persone che mi segnalano gli errori. E in 1300 post è facile trovarne 😉

    Cavoli non l'ho mai letto, ma un mio caro amico motociclista, me lo ha ultra osannato.

  • ..ma che flash!!! non so' i motivi ma "mi si è materializzato" un libro che avevo letto eoni fa, di m. pirsig (l'autore de lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta). in LILA c'è un percorso, in barca, un enorme lavoro di ricerca di ordine catalogazione, un bello spiritello 'sto tizio 🙂
    (uff, scherzo su Genna ma evidentemente quando ho scritto questa mattina non ero ancora arrivato "a livello" (soprattutto il caffè 😉 visti tutti gli errori di battitura!

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Lino,

    bhe grazie a te per la tua bella testimonianza che ci motiva tutti a migliorare 🙂

  • Ciao Genna
    da ex praticante regolare (molto ex…purtroppo) posso testimaniare che si acquisiscono una velocità mentale e una profondità concentrativa che, chi non ha mai praticato, non può nemmeno immaginare… a meno che madre natura non lo abbia già superdotato di suo, naturalmente.

    Ricordo ancora adesso con molto piacere come, 30 anni fa, quando praticavo regolarmente, riuscivo a scorrere chilometrici schemi elettrici industriali per ricerca guasti senza la minima distrazione e con risultati quasi infallibili… Poi, un pò alla volta, ho smesso, e mi ritrovo l'imbranato di prima… La differenza è abissale.

    Ma questo è solo quello che si porta "fuori" dalla meditazione. Quello che si sperimenta "dentro", invece, non si può proprio descrivere…

    Non ho mai incontrato nessuna controindicazione nella pratica della meditazione, nè per me nè per i miei tanti amici. Ad onor del vero (ma non è una controindicazione, anzi… )ho dovuto lamentare una sensazione di forte frustrazione nei primi tempi, in cui sono stato costretto a lottare con la mia mente-scimmia che andava dove voleva lei senza che io nemmeno me ne accorgessi…

    Il tuo post, e il ricordo di queste esperienze, mi ha fatto venire la voglia e messo in moto la determinazione per ricominciare

    Grazie Grande Genna

    Lino

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Andrea,

    si parte in automatico, io sono un dormiglione e quando posso mi sveglio stra tardi 😉

    Bravo Andrea, bisogna fare così, prendere una cosa alla volta e vedere se fa per noi.

    E' impossibile mettere in pratica tutte le cose che consiglio sul blog. Alcune dritte possono essere implementate lentamente nei comportamenti quotidiani altre hanno bisogno di essere praticate… prima fra tutte le "meditazione" che non a caso si chiama "PRATICA meditativa" 😉

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao "Ilmaredinemo",
    si chiama vipassana e non ci sono controindicazioni se eseguita bene.
    Forse "chi è tanto ansioso" potrebbe avere dei leggeri "svarioni" ma nulla di preoccupante.
    E' questione di esercizio..

  • Genna,
    ma posti alle 05.00 (vuol dire che sei in piedi dale 4 a fare magari mindulness)oppure mandi in automatico la sera prima?In ogni caso ottimo dare una scorsa ai tuoi articoli di primo mattimo 🙂
    In ogni caso preziosissimo il tuo contributo,in amico usa il il "mindfulness" e ho racolto parechio materiale."Purtroppo" da quando leggo i tuoi post ho dovuto mettere in coda gli approfondimenti;con tutte le tue info dai già abbastanza da lavorare e preferisco non fare troppe cose per volta 🙂
    Conplimenti ancora e buona giornata a tutti!
    Andrea

  • Grande Genna,
    In che categoria viene classificata quel tipo di meditazione che alcuni chiamano OSSERVAZIONE, altri CONSAPEVOLEZZA?
    Mi riferisco al fare attenzione/notare cosa fa e dove va la nostra attenzione senza intervenire.
    Praticandola per un pò, ho notato una leggera dissociazione/alienazione.
    Questo stato conduce realmente a quella che i mistici chiamano felicità incondizionata? O può causare qualche problema mentale?
    Te lo chiedo perchè
    ad una mia amica che provava questa sensazione, ma molto più forte e senza neanche meditare, hanno prescritto un botto di antidepressivi. Praticare la consapevolezza è pericoloso per l'equilibrio mentale?

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