Ipnosi: “Le Onde del Cervello e l’everyday common trance”

Ciao,

hai mai sentito parlare di onde alfa, Theta e compagnia bella? probabilmente si! sono le onde registrate dal ben noto elettro-encefalogramma (EEG) e che corrispondono agli stati di coscienza, che per essere semplici vari dallo stato di veglia a quello di sonno (a quello di coma).

In pratica è uno dei pochi modi per vedere come funziona il nostro cervello mentre stiamo facendo qualcosa. Oggi le tecniche di neuro immagine sono ultra sofisticate e si va dalla PET alla TAC fino ad arrivare alla Risonanza magnetica.

Se segui il mio blog sai che ho una passione per gli stati modificati di coscienza e che adoro osservare che cosa si scopre nel mondo della ricerca per poterlo trasformare in una qualche nozione utile alla vita di tutti i giorni.

Dopo alcune sedute d’ipnosi con i miei clienti mi è capitato di notare un amento nella “vividità e nel ricordo dei sogni”. Ho sempre attribuito questo fenomeno ad una qualche maggiore vicinanza con l’inconscio.

Nonostante sapessi che durante la fase REM sono è inabile la sostanza adibita al ricordo (lacetilcolina che viene inibita perché è la responsabile dei movimenti e durante la fase REM siamo praticamente paralizzati per evitare “d’inseguire i sogni”)…

…sapevo che una semplice abitudine, come quella di tenere un quaderno accanto al letto e segnarsi i sogni appena alzati, potesse incrementarne il ricordo…ma ciò che non sapevo ancora era che esistesse una diretta correlazione fra onde cerebrali e memoria episodica.

Un team di ricercatori italiani della Università della Sapienza di Roma hanno svolto un esperimento sui sogni. Lo hanno fatto reclutando 75 volontari (35 uomini e 30 donne) e ne hanno monitorato il sonno. Come in molti esperimenti del genere i soggetti sono stati risvegliati durante la fase REM (io ho provato ed è stata una vera e propria tortura notturna ;)) ed è stato chiesto loro di annotare i sogni che stavano facendo su di un quaderno.

I ricercatori hanno scoperto che “un’intensa attività theta nel lobo frontale corrispondeva una maggiore probabilità di ricordare i sogni appena svolti, mentre svegliandoli in una fase “non REM” si registrava una bassa attività alfa in relazione al ricordo dei sogni.

Guarda caso l’attività theta è proprio quella connessa alla trance ipnotica. Durante lo “stato ipnotico” vi sono due grandi modificazioni neurologiche, la prima è la prevalenza di onde theta (e dico prevalenza perché in realtà il cervello non entra in uno stato costante, per cui si possono avere zone dell’encefalo con differenti onde cerebrali) mentre la seconda è l’inversione emisferica.

In pratica, se durante la veglia è l’emisfero sinistro quello che funziona maggiormente durante la fase di trance (e anche di sonno) avviene il contrario. Ovviamente questo dipende dall’emisfero dominante, anche se la maggior parte delle persone hanno il sinistro come dominante – compresa la gran parte dei mancini – può accadere che sia il destro ad esserlo.

I ricercatori ci assicurano che “i meccanismi neurofisiologici che sottostanno alla possibilità di ricordare restano gli stessi, anche in diversi stati di coscienza”. Questa frase che compare alla fine del trafiletto che sul numero di “Mente e Cervello” di Luglio (da cui ho tratto l’articolo) sembra essere una degna conclusione.

Infatti le onde theta non ci sono solo durante il sonno ma anche durante “un’apparente veglia”. Rossi ed Erickson hanno scoperto il famoso fenomeno della”comune trance quotidiana” nel quale praticamente si afferma che, diverse volte durante la giornata entriamo in uno stato di trance ipnotica, per cui passiamo anche nella “fase theta”.

Questo forse darebbe un’ennesima spiegazione al perchè accade questo fenomeno, mentre nel post sul”sogno ad occhi aperti” abbiamo visto altri tipi di funzione, come ad esempio quella creativa o quella di maggiore accesso ai ricordi autobiografici qui possiamo vedere che forse, quello stato che fino ad oggi era visto come “un semplice ricordo” dai neuroscienziati è sicuramente qualcosa di più…proprio come afferma chi si occupa di ipnosi. Dagli studi sul day dreaming a questa ricerca mi è chiaro che “lo stato di everyday common trance”è un qualche modo legato alla memoria.

Chi conosce il lavoro di Erickson sa che lui era un maestro nel prendere “vicende quotidiane” che la gente e lui stesso vivevano per “far riaffiorare delle risorse”.

E se queste risorse si trovassero nella “rete di default”e venissero attivate dallo stato “theta”? questi sono gli interrogativi che mi pongo e che sono certo in un futuro chi studia l’ipnosi scientificamente saprà darci.

A presto
Genna

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