Autostima: “Efficacia percepita e Immagine dell’IO”

Ciao,

vuoi aumentare la tua autostima in un istante? mi dispiace non è così facile. Dopo aver scoperto i tuoi valori ed estrapolato le “tue regole” eccoci arrivati all’ultimo capitolo dedicato all’aumento dell’ autostima.

Questo concetto complesso che può essere affrontato solo come “processo in divenire”.

Lo so che fa un caldo boia e che probabilmente vorresti essere (o forse sei..beato te) sotto l’ombrellone, ma ti sei mai chiesto come sarebbe la tua vita se, in quel certo campo avessi maggiore stima in te stesso?

L’autostima è un atteggiamento mentale che ci fa agire bene o male…pro o contro di noi. Insomma crogiolarsi al sole è importante ma se vuoi migliorare e sfruttare magari il tuo tempo libero estivo… ascolta l’audio dedicato all’Immagine dell’IO.

 

 

L’hai ascoltato? ti avevo avvertito, fra le righe degli scorsi post che oggi avremmo trattato l’auto-immagine o immagine dell’IO, ma non dell’auto efficacia. Questa teoria partorita dalla mente di Albert Bandura quasi mezzo secolo fa…

In pratica si tratta della consapevolezza di poter agire, in modo efficace (o meno) in un contesto specifico e più “ti senti in grado di…” e più è alta la tua autostima in quella situazione.

Infatti l’autostima è un processo e, come tutte le cose in “divenire” ha degli alti e dei bassi che si presentano in base alle situazioni che vivi. Il concetto di auto efficacia è importantissimo da conoscere soprattutto se ti occupi di crescita personale o di relazioni d’aiuto.

Il secondo aspetto è quello della “immagine dell’Io“, anche questo scoperto da Maxwell Maltz e promosso nel suo libro (ormai bibbia di questo settore) “psicocibernetica”.

Dove Maltz, un chirurgo estetico, descrive come si fosse resoconto che, dopo un’operazione di rinoplastica i suoi pazienti non fossero felici e soddisfatti della loro immagine allo specchio.

E allora si è fatto una semplice domanda: “ma se l’immagine di se stessi non cambia il loro modo di vedersi è forse perché questa immagine è più mentale che fisica?”.

Ed ha iniziato a chiedere ai suoi pazienti di visualizzarsi come avrebbero voluto essere, notano che questa praticali rendeva soddisfatti di se stessi anche senza l’operazione chirurgica.

Da qui sono nati molti studi che provano quanto la tua “auto-immagine” influisce sui tuoi comportamenti,se in pratica ti vedi “come uno che raggiunge risultati è molto più probabile che tu metta in atto dei comportamenti che ti portano a raggiungerli”.

 

Ecco la struttura dell’esercizio:

 

1) Valori e regole: recupera il tuo quadernino con i valori e le regole che hai estrapolato nelle precedenti ANL

 

2) Comportamenti: fai una lista di tutti i comportamenti che già fai o che vorresti fare per perseguire i tuoi valori. Se ad esempio il tuo valore è l’amore… pensa e scrivi tutte le azioni che di solito metti in atto con successo per ottenerlo. Potrebbero essere anche comportamenti di cui non sei cosciente al 100%.

 

3) Ripetizione I: Ripeti la ricerca delle azioni di successo per ogni valore. Cerca tutte le volte in cui hai fatto delle azioni efficaci per raggiungere i tuoi valori principali. Per farlo ti basta pensare alle regole che hai estrapolato e chiederti se lo hai mai fatto. Non importa che trovi qualcosa di ultra eclatante, cerca azioni anche molto piccole.

 

4) Auto-immagine: prendi un valore alla volta e chiudendo gli occhi rivedi te stesso mentre fai quelle azioni in cui hai di solito successo. Vedi quello che vedevi, ascolta quello che sentivi e percepisci le tue sensazioni. Ancòra questa sensazione di soddisfazione che stai provando.

 

5) Ripetizione II: Ripeti questo passaggio per ogni valore e per ogni azione ancorando sempre nello stesso punto. Al termine di questo lungo processo dovresti ritrovarti con una nuova immagine dell’IO.

 

Evita di preoccuparti, se non ci riesci ancora è una questione di pratica. Inizia a notare quali sono le azioni efficaci che soddisfano i tuoi valori nel mondo reale e riportale in modo “immaginifico” in questo esercizio.

Bene, l’esercizio è terminato, lo so è un po’ macchinoso ma ti permetterà di conoscere meglio la tua “immagine dell’IO” e di potenziarla ed anche capire meglio “come ti vedi” e di conseguenza come gli altri ti vedono. Gli studi di Matlz hanno dato vita ad un vastissimo corpus di studi e sperimentazioni su come possiamo migliorare noi stessi

Infatti, Psicibernetica è tutt’oggi considerato uno dei pilastri dello sviluppo personale… e le tecniche che contiene sono ancora valide. Inserire “elementi” che potremmo considerare “cognitivi” come l’associazione con i tuoi valori, lo renderà 2 volte più efficace.

Fammi sapere se sei riuscito a fare tutto l’esercizio

A presto
Genna

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7 Commenti
  • Anonimo…non c'è nessun link per poter scaricare questo audio…puoi solo ascoltarlo in streaming.

  • Ciao, non funziona il link di scaricamento dell'audio! Si potrebbe far qualcosa?

  • Grazie Pirlo 🙂
    sto preparando un audio per domani che "utilizza gli occhiali da sole" 😀

    Lo farò con una voce bassissima perchè ieri mi sono sgolato al concerto di Elio e le storie tese 😉

    Buona domenica
    Genna

  • Grazie della risposta Genna.
    I tuoi esercizi mi piacciono molto, ingannarsi con filmatini mentali fasulli non fa che diminuire l'autistima, invece il modo di procedere che consigli tu, lavorandoci, credo mi darà una percezione di me più stabile e la possibilità di lavorare giornalmente per crescere.

  • Le persone tendono a proiettare i propri pensieri su schermi immaginari che sono davanti a loro. Il fatto è che i più non ne sono consapevoli e proiettano su questi schermi le proprie paure, ansie, fobie e preoccupazioni. e questo è il primo meccanismo che scatena un senso di bassa autostima. Visualizzazione guidata è il segreto.
    Visualizzare se stessi al meglio. Iniziare a girare il nostro film personale.
    Ciao
    😉

    "C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera." Anonimo

  • Ciao Pirlo,

    hai letto gli scorsi post? è la definizione che da "Steve Andreas".

    Andare all'etimologia …stima in se stessi… è pericoloso. Ci porta a pensare che "l'autostima" sia una "cosa", mentre è un processo.

    Andres, Bandura e compagnia bella hanno sezionato quel concetto etimologico per renderlo nuovamente un processo. E, secondo me, hanno dato un buon "processo" per spiegare una parola…che riassumendo è:

    conosci te stesso – migliora quelle parti che non ti piacciono – stabilisci come aumentare quelle che già ti piacciono e vediti meglio 😉

    Genna

  • Ciao Genna,
    la definizione che dai di autostima non mi torna tanto, non rispecchia il significato etimologico del termine. Se si usa la stessa parola per indicare processi diversi, secondo me rischiamo tutti(noi lettori)di fare una grande confusione.

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