Psicologia del denaro: “ricchezza e psicopatologia”

Ciao,

hai mai sentito dire “il denaro non fa la felicità”? a partei diversi testi che scimmiottano questo adagio, la reazionecomune ad un’affermazione come questa è di solito qualcosacome…”si ma di certo la miseria non aiuta”. Negli ultimianni la formazione che mira a “farti diventare ricco” ècresciuta in modo esponenziale, soprattutto in questoperiodo di crisi. Ritengo che migliorare le proprie capacitàdi gestione del denaro sia importante ma a volte, questicorsi sono un pò eccessivi… creando delle false illusioni efacendoci dimenticare che “chi si accontenta gode“. Ma è davvero così? cioè chi si accontenta di ciò che possiede”gode realmente”? Secondo un recente studio che mira adosservare le relazioni fra benessere economico e salutementale le cose non sarebbero proprio così. Jitender Sareendel dipartimento di psichiatria dell’Università di Manitoba inCanada ha condotto uno studio su larga scala intervistandoben 34.000 americani. I soggetti sono stati intervistati duevolte, all’inizio dello studio e al suo termine dopo 3 anni.Risultati: le persone che avevano un reddito inferiore avevano maggiore probabilità di essere “depresse e ansiose”.Lo stesso risultato è stato riscontrato nella diminuzione delreddito stesso; chi durante i 3 anni dello studio ha vistodiminuire il proprio reddito è andato più facilmente incontroad ansie, depressioni e dipendenze.Con questo studio si ribalta un noto paradigma psichiatrico,cioè che le persone “malate di mente” (scusate questo tipodi parolacce;)) vedono diminuire il loro reddito a causa deiloro deficit comportamentali e cognitivi. In pratica sarebbela malattia ad impedirgli di raggiungere un certo statuseconomico. Mentre lo studio che ti ho appena mostrato diceesattamente il contrario, che sono le condizioni economicheche rischiano di far “ammalare” le persone. Spesso sisente dire che è la nostra società ad essere malata è questostudio ne è in parte una prova… sono le pressioni socialilegate al denaro a portare spesso le persone alla delusione,alla tristezza e alla estrema preoccupazione (ansia).Personalmente credo che l’aiuto migliore in questo senso siadato dalla “televisione spazzatura” che oggi abbiamo sotto ilnaso. Una televisione che ci mostra continuamente personeche stanno bene, piene di soldi, che fanno “la bella vita”. Edè proprio in questo periodo estivo che le cose si fanno piùgravi, mentre tu te ne stai lì in Luglio a lavorare vedi in primaserata i vip che se ne vanno al mare, spendono e spandono senza aver nessuna qualifica per essere in quel posto…e tumagari devi fare i conti con il lavoro duro estivo, con le tasseda pagare, con le bollette della luce..ecc.C’è chi realmente riesce ad estraniarsi da tutto questo? si… c’è chi ha avuto una buona educazione e sa che quello chevede in tv sono tutte finzioni, ma c’è anche chi si scontra conil quotidiano e vede il suo stipendio restare inalterato da annimentre il costo della vita sale. Insomma le condizioni di vitasociale possono realmente minare il nostro stato mentale,così pare… ed è anche per questo che le discipline orientali,legate al “non attaccamento”, così come la legge d’attrazioneo le metodiche per fare più soldi stanno impazzando nelnostro Paese. C’è in pratica chi ti dice, tutto è abbondanzaper cui è inutile preoccuparsi, basta avere una mente positiva ed essere proattivi per gudangare di più e sentirsimeglio. E c’è invece chi ti dice, staccati da quei valori puoitranquillamente vivere con ciò che riesci a guadagnare.Entrambi i lati di questa medaglia sono utili: infattinon ci trovo nulla di male nell’impegnarsi per guadagnare dipiù. Purché si tenga conto che il denaro non è mai un fine maun mezzo… applicare la via “del distacco dai beni materiali”può anche essere utile ma di certo stride con la nostra società.Nonostante ritenga eccessiva la formazione sulla ricchezza cheoggi abbiamo a disposizione, la vedo come una forma disopravvivenza evolutiva moderna. Infatti negli ultimi duesecoli, con il benessere crescente e l’avanzamento della tecnicaabbiamo un pò perso quella capacità di “lottare per la nostrasopravvivenza”, se parli con un giovane d’oggi capirai che “tutto gli è dovuto”.Spesso, fra le chiacchiere da bar si sente dire “i Cinesi ciinvaderanno” (in realtà lo hanno già fatto) ma perché lororiescono a prosperare in un momento così buio, andandoal di là delle tresche illegali e dei dietrologismi? credo sia perché hanno uno spirito di sacrificio maggiore, non sisono seduti sul benessere moderno e credono nell’impegno.L’esempio più eclatante è come vengono selezionati perandare all’Università: lì in Cina non esistono test d’ingressoma durante i primi due anni di studi i ragazzi devonosuperare un certo numero di esami (moltissimi) che licostringono a studiare oltre le 10 ore al giorno. Chiriesce a passare questi primi 2 anni può proseguire mentre chi non ci riesce non potrà più iscriversi in nessuna Università.Lo so che sembra un metodo nazista, ma se ci pensi è moltopiù democratico del nostro. Dove le barriere in entrata allostudio sono più di carattere economico e nepotista che nonmeritocratico. I cinesi agiscono secondo un principio dievoluzione darwiniano in cui, solo i migliori vanno avanti.Concludendo: il denaro non farà la felicità ma il non averloo il perderlo può dare vita a diverse psicopatologie. Nel nostro mondo moderno le persone sono bombardate dafalsi miti che peggiorano la loro percezione di ricchezza.Nonostante io creda esista una “abbondanza di base” e che”ci sia posto per tutti” è necessario sottolineare che causadi questo “malessere economico e psichico” sia dato anchedalla bassa motivazione che le persone hanno nella vita di

tutti i giorni…

A prestoGenna

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2 Commenti
  • Molto vero e tutto vero.
    per esperienza personale ritengo che il denaro e' il mezzo piu' potente per piegare le menti e le coscenze delle persone.Poiche' avere del denaro e' una condizione indispensabile per la sopravvivenza ,spesso ci si ritrova a piegarsi ,a sottomettersi e a venire ad assurdi compromessi , spesso inaccettabili.E' per questo che ci si ammala anche gravemente.Poi quando questa condizione e' vissuta come uno stato che non si puo' cambiare,si dice "Cosi' e' la vita!" e si finisce per diventare dei relitti umani senza potere fare nulla per cambiare.Ma invece bisogna crederci.Bisogna impegnarsi a cercare nuovi modelli che ci consentano di raggiungere una soglia di liberta' che e' spesso legata al lavoro che si fa e alla creativita' che questo ci puo' dare.Sono convinto che non c'e' un'eta' per fare questo.
    E in tutto cio' e' importante una buona dose di autostima e tutto quello che tu condividi
    A presto
    Paolo

  • Ritengo che la "via di mezzo" sia sempre la strada giusta; un distacco dai beni materiali in maniera totalitaria è altrettanto distruttivo che un accanimento nell'accumulo di denaro o beni.
    Idealmente ogni persona penso abbia in mente quale sia in linea di massima la disponibilitù economica con cui può soddisfare i propri bisogni, il problema avviene quando i nostri "bosogni" sono appunto manipolati dai media, che appositamente creano un circolo vizioso spesso insoddisfabile.
    Il tuo post apre comunque molte aree di discussione molto interessanti e porta a diverse riflessioni.
    Un Saluto.

    Christian Franco

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