Disturbi d’ Ansia: “confronto sociale e autostima”

salute_mentale_pazzia_psicopatologia_ansia_depressione1L’ ansia è una delle patologie più frequenti nel mondo, e a dispetto di tutti quelli che affermano si tratti di una semplice “sega mentale” devo dirti che non è affatto così. Solo chi soffre d’ansia o è a stretto contatto con questi soggetti può avere un’esperienza diretta che gli mostri la portata devastante di questo problema psicologico. Poi c’è chi afferma si tratti di qualcosa relegato al tempo di oggi, spesso causa la nostra vita caotica e la super esposizione alle informazioni (tutte cose vere) ma ci sono prove storiografiche che ci mostrano come personaggi del passato fossero ansiosi.

Prima di mostrarti le ultime scoperte sulla “ansia sociale”cioè la preoccupazione esagerata a mostrarsi in pubblico e ad interagire con le altre persone. Voglio parlarti di un piccolo grande segreto che non tutti sanno, la maggior parte delle così dette “psicopatologie” sono un disequilibrio qualitativo e quasi mai quantitativo. Cioè, tutti abbiamo quei comportamenti che potrebbero essere considerati”ansiosi” o “fobici” addirittura “ossessivi”…”dai non dire che non te ne eri mai accorto?”.

Questi diventano dei problemi quando minano la qualità della vita. Ora Wiseman e colleghi hanno creato un questionario per scoprire quali fossero le differenze fra “ansiosi sociali”e chi non lo era. Per farlo hanno reclutato 42 soggetti diagnosticati “ansiosi” e 47 non-ansiosi…cercando di eliminare tutti quei soggetti che parevano soffrire di altre patologie (schizofrenia, depressione e dipendenze).

Risultati, i ricercatori hanno scoperto che chi soffriva di ansia rispetto a chi non ne soffriva aveva maggiori comportamenti come: atteggiamenti di sottomissione (es. accettare più spesso di essere in torto), vedere se stessi con un più “basso valore sociale”, più sensibili al rifiuto e meno vicini sia agli amici che ai propri partner. Successivamente i ricercatori hanno comparato anche altre patologie (quelle elencate prima) con l’ansia sociale ed hanno riscontrato le stesse differenze. Questo mostra che “gli ansiosi”hanno una bassa valutazione di se stessi, detto in soldoni hanno una “bassa autostima“.

Infatti molte volte nel mio studio capita proprio questo, che una persona che dichiara di soffrire di ansia per un motivo specifico (e che per tanto spera che gli mostri come risolvere o ancora peggio quali siano le cause) abbia dei netti miglioramenti quando lavoro sulla loro auto-efficacia. Se ci pensi sono tutti i consigli dello “sviluppo personale” che t’insegnano a rivalutare letue risorse e i tuoi talenti piuttosto che “aggiustare le cose che non vanno”.

E’ un po’ come se (a volte) aumentando la stima in se stessi questa coinvolga in modo sistemico tutto l’essere portandolo ad uno sblocco dei problemi derivati dall’ansia.Questo non significa che la persona si sia liberata per sempre dall’ansia sociale, ma che abbia iniziato ad essere consapevole del proprio potenziale, cosa che in una struttura equilibrata può “bastare” invece che sottoporsi ad una terapia, o peggio del peggio, rivolgersi all’aiuto farmacologico.

Voglio ricordare che gli studi sulla risoluzione dei problemi di ansia attraverso metodiche psicologiche, invece che farmaceutiche, ha dimostrato che: si può risolvere l’ansia senza farmaci e che le ricadute sono nettamente inferiori ai trattamenti con i farmaci.

Se sei un appassionato di sviluppo personale o uno psicologo informato queste notizie non ti suoneranno come nuove, ma è l’ennesima riprova di come si possano risolvere problemi psicologici attraverso metodiche che mirino a ripristinare una propria “equilibrio interiore” attraverso i “punti di forza”. E questo è il contrario del ragionamento basato sui farmaci che invece tendono a riparare aumentando “non uno stato psicologico interiore” (o stato risorsa) ma una sostanza chimica che è solo una piccola parte del disturbo.

Aumentare serotonina non significa uscire dall’ansia e da nessun’altra psicopatologia. Deve essere visto come un aiuto in casi estremi e non come il primo rimedio. Questa frase è indirizzata a tutti i medici di base che come prima cosa offrono farmaci, quando esistono prove sperimentali dell’efficacia di determinate metodiche.

Il farmaco può essere un’utile “stampella iniziale”, ma se si vuole tornare a camminare e addirittura a correre è sempre necessario fare del trattamento. Proprio come dopo la rottura di un femore è necessaria una riabilitazione che includa un impegno personale (fisioterapia ed esercizio)piuttosto che una pillolina.

A presto
Genna

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9 Commenti
  • Seguirò il tuo consiglio 🙂 grazie Genna!

    Buona serata

  • Ciao Alessandro,
    qualsiasi connessione o "causa effetto" così stringente…come ad esempio, "se hai i capelli rossi sei uno stronzo" 🙂 è quasi sempre una cavolata.

    Evita di cercare altre cause…io ai miei pazienti consiglio di non cercare in rete o di farlo con il grano salis…comunicandomi tutto ciò che per qualche motivo li turba nei confronti del nostro trattamento.

    Non hai idea di quanti "operatori della salute" abbiano cercato inconsciamente di mettere i bastoni fra le ruote al mio lavoro certosino 😉

  • Ciao Genna! 🙂

    Per collega intendo uno psicologo psicoterapeuta 🙂

    Riguardo alla subpersonalità stavo guardando questo sito in cui si parlava dei vari tipi: istrionico, schizoide, paranoide ecc…

    Ci sono capitato semplicemente per passione verso l'argomento, ma poi ho scoperto che alcune cose su cui sto lavorando (tensione fisica, paura di essere tradito, bassa autostima e molte altre.. ) sono in comune con il paranoide, e la conferma mi è arrivata dal fatto che anche il paranoide ha avuto una figura paterna molto dura, critica ecc…

    Da li ho semplicemente "scoperto" che forse queste mie tensioni, queste mie paure e altre cose magari sono date da una "rabbia" verso mio padre, da una voglia di "vendicarmi" per il modo più che duro in cui mi ha cresciuto 🙂

    Ho anche letto una frase d'effetto che diceva che i paranoidi come modalità di vendetta verso i genitori falliscono nella vita, così da far provare dispiacere ai genitori che considerano i figli come una loro estensione.

    Il mio dubbio era se non avevo rovinato qualcosa scoprendo queste cose su un sito quando magari le avrei dovute scoprire in altro modo, dallo psicoterapeuta appunto 🙂

    P.s.: premetto che sono solo un appassionato, quindi è probabile che abbia scritto qualche cavolata :p

    Grazie e buona giornata Genna!

  • Ciao Alessandro,

    allora come prima impressione "sembra una sega mentale" 😉 ma come sai la prima impressione non sempre è veritiera.

    Cosa intendi per "mio collega"? e cosa hai letto sulle subpersonalità?

  • Ciao Genna!

    Volevo farti una domanda, anche se non è inerente con l'argomento di questo articolo,

    un anno fa ho iniziato ad andare da un tuo collega per un coaching e a poco a poco mi sono reso a conto che c'erano molte cose più profonde su cui lavorare, e di fatto ora ci vado una volta al mese, mi sto trovando benissimo e vedo tanti risultati 🙂

    Il punto è che l'altro ieri spinto dalla mia passione per la psicologia ho trovato un sito in cui si parlava di subpersonalità, e li ho trovato la mia, "scoprendo" alcune cose interessanti.

    Ora arrivo alla domanda, scusa la lunghezza :p

    L'aver "scoperto" alcune cose profonde su di me grazie a questo sito può aver compromesso il lavoro che sto facendo con il tuo collega??

    Nel senso che magari erano cose che avrei dovuto scoprire con lui, e non leggerle in un sito.

    Magari sono solo seghe mentali :p

    Ti ringrazio come sempre per la risposta, ciao Genna!

    Buona giornata, Alessandro

  • Mio padre soffre d'ansia da una vita, ha imparato a conviverci, lui ci sta bene, il problema è nostro quando dobbiamo uscirci con lui o organizzare qualcosa insieme. L'ansia è contagiosa!

  • 🙂 Mi viene da sorridere perché prima di leggere le ultime righe stavo proprio pensando al paragone con un problema di tipo fisico, che molto spesso viene risolto ricorrendo a risorse personali "diverse". E' una considerazione che mi venne spontanea quando ero bambina (7/8 anni) e adesso mi pare semplicemente ovvia, oltre che comunemente riconosciuta. In vacanza, in un gruppo di amici appena conosciuti, tra i ragazzi più grandi di me venni colpita ( 🙂 ) da un tipo molto sicuro di sè e molto sportivo (giocava a tennis, pallone, nuotava etc. molto atleticamente). Questo ragazzo aveva, dalla nascita, la mano destra con solo due dita: il fatto, come accade nella stragrande maggioranza di casi analoghi, non gli impediva di muoversi e di fare qualsiasi cosa con la massima efficienza. Le risorse e le abilità di movimento che aveva messo in campo fin dalla nascita gli avevano permesso di avere un "perfetto equilibrio".

  • Ciao Genna,
    il problema non è tecnico o di efficacia, ma politico: ai piani alti (dove abitano le potenti lobbies) la paura che quello che dici possa funzionare, è tanta.
    Se si scopre che molta gente potrebbe guarire senza farmaci, semplicemente usando meglio la testa, e se molti si liberassero dalla dipendenza da pilloline, scoprendo che senza possono vivere anche meglio con un sano stile di vita e una sana alimentazione, che fine farebbero i guadagni delle grandi case farmaceutiche? E tutti quelli che ci lavorano?

    ….

  • In passato ho avuto problemi di ansia e la prima cosa mi hanno dato fu lo xanax o altri farmaci ma mai nessuno che pensasse al perchè avessi quegli episodi di panico e da cosa dipendeva. Capii subito che se continuavo c'era il pericolo di diventare dipendente dagli ansiolitici. Solo a pensare di uscire con il boccettino di ansiolitico con me mi faceva arrabbiare di brutto….forse anche grazie a questo affrontai l'ansia e quel periodo 🙂 Quindi non posso non essere daccordo con te…..certo alcuni casi hanno bisogno anche dell'aiuto dei farmaci per poi poter nel contempo intervenire meglio a livello di sedute

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