Creatività: “Sei cappelli per pensare di Edward De Bono”

 

 

Se sei un appassionato di “creatività” o più semplicemente segui il mio blog di certo avrai sentito parlare di Edward De Bono e del suo famosissimo metodo dei “6 cappelli per pensare”. Da poco è stato tradotto il suo nuovo libro in Italiano “Essere Creativi“.

Oggi ti mostrerò il suo metodo raccontandoti come si utilizzano i suoi cappelli e quali sono i vantaggi di questo “datato” ma sempre eccellente metodo creativo.

 

L’hai ascoltato? beh se conoscevi già il suo metodo di certo non avrai trovato molto di nuovo, se non nella loro spiegazione. Infatti li ho paragonati al metodo di Dilts sulla creatività che spiego anche all’interno dei miei corsi.

In pratica Dilts afferma che dopo aver “studiato Walt Disney” si è reso conto che la chiave del suo successo era quella di essere “tre persone diverse” quando aveva idee creative:

Un sognatore (che spara alto senza filtri) un critico (che mette sotto il microscopio le idee del sognatore) ed un realista (che trova come realizzare le idee del sognatore nel mondo reale). Come avrai capito, nel metodo di Dilts c’è anche molto di De Bono.

 

Vediamo insieme i 6 capelli:

 

1) cappello bianco: quando lo s’indossa si cercano informazioni. In pratica chi indossa questo capello è invitato a riferirsi solo ai dati e alle informazioni concrete che esistono o a come procurarsi le informazioni necessarie.

Potremmo dire che si tratta del “problem setting” nelle comuni procedure di problem solving, dove si riuniscono i dati a disposizione.

 

2) cappello rosso: rappresenta il fuoco ed il caldo. A che fare con i sentimenti. Quando indossi questo capello devifar sgorgare i tuoi sentimenti.

Evitando il più possibile le censure. In gruppo questo permette agli individui di dare largo sfogo ai propri sentimenti senza essere giudicati o senza presentarli sotto “mentite spoglie”.

Troppo spesso i sentimenti sono celati o camuffati per evitare di ferire o di essere feriti.

 

3) Cappello nero: rappresenta un giudice. Questo è il cappello dei critici e di quelli che amano prendere decisioni con cautela. Quando indossi questo capello devi essere critico nei confronti delle idee che sono emerse.

E’ anche il capello più usato ed è per questo che deve essere gestito con molta attenzione dal moderatore del gruppo. Di solito,si consiglia di utilizzare questo capello per ultimo, proprio come nel “critico” della strategia di Walt Disney.

 

4) cappello giallo: rappresenta il sole e la visione ottimistica delle cose. Ma non solo ottimistica anche e soprattutto logica. Chi indossa questo capello afferma su base logica quali potranno essere i vantaggi dell’applicazione dell’idea che si sta discutendo…sempre su base logica.

 

5) cappello verde: come la natura…e se mi hai già letto in passato sai quanto è impiotante la natura per la nostra creatività. Il cappello verde è quello creativo per eccellenza. Chi lo indossa s’impegna a fare uno sforzo creativo per migliorare le cose… proporre idee ed ipotesi creative.

 

6) cappello blu: come il cielo. Chi indossa questo capello s’impegna a guardare le cose dall’alto ad osservare il processo nel suo divenire. E’ il cappello che ci permette di vedere “se tutto va bene”.

Indossarlo significa controllare il tutto, anche il fatto stesso di mettersi in testa un “altro capello”… è quello che decide e riassume e fa il punto della situazione.

 

Bene i “cappelli sono finiti”, ma come ti renderai conto la possibilità di utilizzo di questo metodo è invece “infinita”. Infatti è un metodo davvero molto utile sia su se stessi ma soprattutto da utilizzare in gruppo, dove le dinamiche relazionali sono gestite proprio dai ruoli che i cappelli riflettono.

Per cui, se proprio posso darti un consiglio su questo punto di vista: “utilizza questo metodo così come la tua capacità di -sforzarti ad essere creativo- il più spesso possibile e vedrai che diventerà sempre più facile avere idee creative che possono cambiarti la vita.

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A presto
Genna

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5 Commenti
  • Buona domenica a tutti,
    oggi proverò ad utilizzare il metodo in un ambito insolito: la famiglia.
    Vedremo se sarà applicabile anche alle beghe famigliari così come lo è stato per le problematiche ziendali…
    Saluti
    Giuseppe

  • Patrizia –
    Ciaoooo! Io invece lo trovo bellissimo, divertentissimo e sperimentale. Mi piace molto, bravo e grazie per averlo postato.
    Vorrei solo sapere se da autodidatta i cappelli vanno usati a seconda del momento contingente, in sequenza o come? Tutti, tutti i gg. o a seconda della necessità? Non mi è molto chiaro. Grazie tante e cari saluti. Patrizia

  • Ciao a tutti,
    si è decisamente un metodo "curioso" e vi assicuro che funziona davvero bene nella realtà.

    Si potrebbe essere proprio perchè sono fasi del processo naturale della creatività.

  • E' insolito come metodo e nello stesso tempo molto interessante… metterò in pratica!!!
    mentre parlavi dei cappelli…ho avuto una sensazione di dejavù come se alcuni di loro fossero fasi del procedimento creativo usato finora…
    forse perché sono tutte cose che interagiscono nella creatività?
    grazie per lo spunto!!

  • è un metodo curioso e decisamente insolito per me…ma sembra interessante! grazie per la dritta!

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