Psicologia: “eliminare i brutti ricordi”

Ciao,

abbiamo parlato un sacco di volte di come eliminare osostituire i brutti ricordi… ma non sempre è così facile…soprattutto quando questi ricordi risultano esseretraumatici. Una recentissima ricerca apparsa su Natureha documentato la possibilità di poterlo fare, ma a pattoche il procedimento venga effettuato entro 6 ore dall’evento traumatico. In pratica durante la fase di”assestamento” del ricordo (riconsolidamento).

In vecchi articoli abbiamo visto che è possibile usare i”falsi ricordi” per migliorarsi. Questo perché il nostrocervello non immagazzina i ricordi come se fosse unoschedario, cioè che riporta fedelmente ogni cosa chehai visto, ascoltato o provato. Il suo sistema di”stoccaggio” è molto complesso e, secondo gli studisulla testimonianza oculare, è facilmente corruttibile.Cioè… “i ricordi sono facilmente sostituibili o daneggiabili”.

Sono anni che gli scienziati provano a “giocare con lamemoria”… e non è la prima volta che si sente una cosadel genere. Ma questa volta le cose sono diverse, inpratica, mentre negli altri tentativi si sostituiva ilricordo, oppure si agiva con i farmaci, oppure simanipolavano le aree cerebrali… in questo caso lo studiosi è avvalso di un semplice condizionamento estinguente.

In pratica se tu insegni ad un cane a rotolarsi in cambiodi una ricompensa e associ questa ad un suono, questotenderà a fare il nuovo comportamento fino a quandol’associazione “suono= rotolare” è stabile. Se si continuaa non dargli più il cibo, facendogli sentire solo il suono,dopo un pò di ripetizioni il cane smette di rotolarsi… inquesto caso si dice che il condizionamento si è estinto.Bene, i ricercatori hanno scoperto che se si attua questomeccanismo di estinzione entro le prime 6 ore daltrauma questo viene cancellato permanentemente.

Questa ricerca è molto interessante per diversi motivi:il primo è che entro le 6 ore sarà possibile eliminareeventuali traumi subiti per sempre…secondo, questosarà possibile senza farmaci…e terzo sarà possibilefarlo anche ai “non medici”. Cioè psicologi ed operatori della salute che conoscono il metodo,si potrebbe anche istituire una sezione negli ospedaliin cui psicologi e operatori della salute qualificatipossano “prevenire” disturbi davvero debilitanticome quello da stress post-traumatico.

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A prestoGenna

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2 Commenti
  • Ciao Stefano,

    allora, ti sei già risposto da solo 😉 vale sempre la regola "quel che va bene per te…va bene" ;-)))

  • ciao genna! articolo interessante… Comunque volevo domandarti una piccola cosa non inerente ad esso… Riguardo ai rilassamenti, o anche agli esercizi normali, ho notato che riesco a guidarmi in maniera molto più ottimale parlandomi non in prima persona, ma in terza (mi pare sia questa) cioè come se ci fosse qualcuno nella mia testa che mi sta dicendo cosa fare passo a passo, in questo modo riesco a fare tutto in modo migliore! 🙂 non solo per guidarmi verso lo stato di rilassamento, ma anche per un semplice esercizio… Ci sono differenze tra le due modalità o vale la classica regola: il modo giusto è quello che va meglio per te stesso? 🙂

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