Mente e corpo: “dove si trova davvero il cervello?”

Ciao,

sai che cosa è la “emodied cognition“? è una nuova brancadella psicologia che si occupa di mettere in relazione ilpensiero con il nostro corpo… Più volte scherzando ti dicocose del tipo “magari un giorno scopriranno che l’inconsciosi trova nel piede destro” 😉 Infatti da quando la divisionecartesiana “mente-corpo” è crollata ci si chiede spesso cosaè “cervello” e cosa non è cervello… ma in definitiva tutto è cervello.

Un neuroscienziato potrebbe dire “si certo, ma se “ti taglioun dito” non perdi la capacità di ragionare” mentre se ti douna botta in testa le cose cambiano 😉 ed effettivamente haragione… da un punto di vista squisitamente empirico. Mala ricerca continua a provare la profonda connessionefra mente e cervello e soprattutto sulla”cognizione incarnata”.

Da tempo sappiamo che “gesticolare” è utile e che tutti lofacciamo sia per comunicare ma soprattutto per dare una”mano” al nostro ragionamento. Infatti sono molti gli studiche dimostrano come le persone, a cui viene impedito digesticolare fanno più fatica a svolgere determinati compiti:ma questo è sufficiente a dimostrare che il cervello sitrova “incarnato nel corpo”? o che l’inconscio si trovinel piede destro?

Probabilmente no! Tuttavia un recente studio del 2001effettuato uno studio in cui si chiedeva, sia agli adulti esia ai bambini di effettuare alcuni calcoli aiutandosi omeno con i gesti e contemporaneamente di memorizzarealcune liste di parole. Risultato: entrambi, quando gliveniva richiesto di ricordare le parole, chi aveva avuto lapossibilità di gesticolare ne ricordava significativamentedi più. Questo dimostra che gesticolare diminuisce ilcarico cognitivo lasciando più spazio per lamemorizzazione.

Ma lasciando più spazio dove? se esiste “uno spazio”in cui “riporre le cose” che memorizzi e, gesticolare tipermette di aumentarlo, significa che in qualche modo lamemoria è anche corporea? Si, e lo sanno tutti gli atletiche utilizzano la famosa “memoria muscolare” peraffidarsi ai loro complessissimi gesti. Non solo, lo sannoanche i musicisti…lascia che ti racconti qualcosaa proposito…

…se anche tu, come me, suoni uno strumento da anniavrai incamerato centinaia di brani nella tua mente.Mi capita infatti spesso che, alle feste, qualcunomi dica “dai Genna suonami X”… io ci penso e dico”cavolo una volta la sapevo fare”. Magari un branoche ho suonato dai 14 ai 16 anni 1000 volte ma chepoi non ho mai più ripreso. Ammettiamo che nonabbia la chitarra a portata di mano…allora misuccede di iniziare a pensare a come fa quelbrano, ma nonostante tutto “l’orecchio sviluppato”negli anni non riesco proprio a trovarla nellamia memoria…

..poi imbraccio la chitarra, muovo le dita e come permagia inizia la canzone in modo automatico, senzache ci pensi tiro fuori il brano perfetto come senon l’avessi mai dimenticato… e dato che ho unacerta dimestichezza con gli stati modificati di coscienza, negli anni mi sono reso conto che piùmi affido al mio “inconscio” e meglio riesco aricordare questi brani. Quando suono con i mieicolleghi (psicologi) faccio spesso la battuta:”dai jukbox interno…fai il tuo dovere” ;-)))

Quel brano era nel mio cervello o nelle mie mani?oppure era in una combinazione di entrambi?qualcuno potrebbe dire: “è nel tuo cervello e il fatto dimuovere le mani ha attivato la memoria e ha fattoscattare il brano”… si probabilmente è vero, ma questonon risolve del tutto il dubbio se la conoscenza sia”depositata” puramente nel cervello oppure distribuitalungo i nervi che attraversano completamente iltuo corpo (i nervi sono i “neuroni” le cellule principalidel tuo cervello sono cosparse in tutto il corpo).

Concludendo: (perché altrimenti non finisco più dipormi domande ;-)) la embodied cognition è unaennesima riprova della profondissima connessioneesistente fra “mente e corpo”. Insegnare, soprattuttoai bambini, “a gesticolare”, permette un miglioreapprendimento dando maggiore importanza all’uso delcorpo anche in fattori che, fino a qualche tempo fapensavamo fossero rilegati al mondo del “mentale”.

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A prestoGenna

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3 Commenti
  • Ciao Genna…

    … e se mente e corpo fossero un tutt'uno inseparato ed inseparabile??

    ..e grazie ancora per il lavoro che stai facendo con questo tuo blog.

  • Ciao Marzio,
    ottime osservazioni e metafore 😉
    grazie per il tuo interessante e dettagliato contributo.
    Genna

  • Cosa fa un buon manager? Dapprima impara a svolgere un compito nel modo più efficente e meno dispendioso possibile, poi delega ad altri sotto di lui le funzioni più ripetitive, tenendosi libero per i compiti più difficili ed impegnativi. Il cervello che intendiamo in modo classico (quella "noce" un po' gonfiata che sta nella scatola cranica…) è un ultimo prolungamento dell'altro cervello che risiede nella spina dorsale.. Tutto insieme, il sistema nervoso centrale funziona come il manager di cui sopra: allora impariamo con fatica ed "intelletto" a suonare uno strumento, ma poi ne immagazzinando i gesti nella "memoria" di altre strutture anatomiche.. Quindi, sì, direi che un po' della mente si trova anche fuori dalla testa, anche se non proprio nel "corpo" in senso classico(se ti tagli un dito sai ancora suonare uno strumento con le altre dita, ma se ti ledono un nervo nel midollo, a volte non sai più nemmeno come usare la mano!) Sollecitare quelle strutture significa anche richiamarne la memoria immagazzinata senza passare dalla "mente razionale", che a volte non si ricorda come ha imparato a suonare.. direi come il manager che non saprebbe più spiegarti come fare le fotocopie fronte-retro che aveva spiegato lui alla segretaria, ma poi, davanti alla fotocopiatrice, la tocca, afferra il foglio, e gli viene in mente.. o forse gli viene nel midollo, chissà! Mr Z.

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