Comunicazione non verbale: “la clinica del riconoscimento delle microespressioni”

Ciao,

sai cosa sono le microespressioni? si tratta di espressioni emotive che appaiono e scompaiono sul volto e che, di solito, dimostrano realmente il nostro stato emotivo.Queste sono state scoperte da Paul Ekman e rese noteal grande pubblico dalla famosa serie “Lie to Me“.Dagli studi è stato dimostrato che, con un certo grado di allenamento, tutti sono in grado di riconoscerle…ma c’è una categoria che sembra essere maggiormente portata… chi soffre del disturbo di personalità borderline.

Borderline è un’etichetta clinica che significa “sul confine” ed è stato notato per la prima volta dallo psicologo Adolph Stern negli anni 30….il quale si era trovato in difficoltà nel diagnosticare certi tipi di persone che presentavano sintomi comuni a molte altre psicopatologie. Infatti… per un gran numero dianni, quando non si sapeva quale diagnosi fosse sidiceva “è borderline”.

I disturbi borderline sono duri da diagnosticare perchéhanno in comune, come ti dicevo prima, molti aspettidi altri disturbi, come: la depressione, il disturbo bi-polare, disturbi dell’alimentazione, autolesionismo, ecc.E’ un disturbo davvero molto debilitante se si tiene conto che il 10% di questa popolazione (che ahimè secondo le statistiche è in costante crescita) non solo minaccia il suicidio… ma lo porta a termine.

Torniamo alle microespressioni: nel 2006 lo psicologoThomas R. Lynch della Duke University voleva vagliare l’ipotesi del suo gruppo di ricerca… e cioè che chisoffriva di questo disturbo fosse più ricettivo alla individuazione delle microespressioni altrui. Mostrò a 20 soggetti diagnosticati con il DPB (disturbo di personalità borderline) un volto al computer. Questoera modulabile in varie espressioni… in modo graduale.

In pratica i ricercatori mostravano il volto durante una variazione emotiva del viso… e chiedevano ai soggetti difermare la variazione non appena si fossero resi conto di quale espressione emotiva si stava per palesare. Con”soddisfazione” dei ricercatori l’ipotesi è stata avvalorata. In pratica chi soffriva di DPB riconosceva molto più velocemente le microespressioni … e ricerche successive hanno mostrato che il loro cervello rispondeva in modo eccessivo a quelle stesse espressioni.

Quindi, se da un lato “i borderline” hanno il vantaggio di riconoscere meglio il linguaggio non verbale dall’altro hanno il penoso svantaggio di non essere in grado di controllare le loro risposte emotive a questo. Recenti studi hanno dimostrato che una psicoterapia che incorpori tecniche di mindfulness possa aiutare la stragrande maggioranza dei pazienti a controllare le loro reazioni emotive esagerate.

Concludendo: chi soffre di DBP è maggiormente in gradodi riconoscere le microespressioni ma questo risulta essereuno svantaggio…perché basta un minimo accenno di (es.)disgusto per generare profonde emozioni (questo accadeanche con le emozioni positive). Questo dovrebbe essere un”monito” a chi, nella “normalità” (se esiste ;-)) studia queste materie ed inizia a sovrastimare ciò che ha appreso… se ti ci rivedi: “evita di valutare con troppa fretta le emozioni altrui… e restando centrato sulla realtà… fai prima una valutazione interiore se …ciò che hanno visto i tuoi occhi corrisponde realmente alla tua reazione emotiva.

A presto
Genna

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5 Commenti
  • ciao Genna,
    il secondo commento non è il mio 🙁
    ..
    non mi ero soffermata sul motivo per cui possano essere più impulsivi.. ma hai ragione,la necessità di controllare di essere amati (per non essere abbandonati) certamente è un ottimo propulsore!;)
    Non credo si "fidino" dell'istinto..credo che non riescano a tollerare la frustrazione della pausa di incertezza durante la quale non sai ancora a cosa credere.. e allora chiudono velocemente il loro giudizio..
    Collega 😉

  • Ciao Collega,
    ma non te l'ho fatta io la domanda? :DD

    Intendo "paranoia" nel gergo comune e non nei termini psicopatologici 😉 Nel senso che la paura di essere abbandonati li porta a sviluppare seghe mentali che partono anche da micro elementi. E, molto probabilmente, a furia si farlo si diventa dei bravi osservatori… ma che non sanno utilizzare "bene" quelle osservazioni.

    Ahah…immagino che se non mi hai risposto è perchè ho capito…vero? 😉
    Grazie
    Genna

  • Ciao Genna,
    perché dici che si tratta di "paranoia"?

  • Ciao "collega",
    interessantissima osservazione…se non ho capito male stai dicendo che chi ha "questo disturbo" si fida di più del proprio istinto?

    …se è così…secondo me si tratta di più di un'abilità nata dalla "paranoia"…cioè dal voler sempre captare i pensieri degli altri…perchè si crede che "gli altri" siano costantemente con il dito puntato.

    Avendo le "emozioni estremizzate"…si tende a pensare che anche negli altri sia così. Per cui un minimo movimento del sopracciglio può dare ore ed ore di paranoie… sul chiedersi "perchè" è successo X e Y.

    Ma sicuramente, anche la tua osservazione è corretta…essendo impulsive si affidano maggiormente al loro istinto.
    Sempre se ho capito bene
    la tua domanda 😉

    Fammi sapere
    Genna

  • ciao Genna,
    tanto per cominciare adoro Lie to me :))
    Interessante!mi stavo domandando se l'aumento di velocità di riconoscimento delle micro espressioni non dipenda da un più alto livello di impulsività nel chiudere una scelta. Di solito chi non ha questo disturbo attende un più alto livello di sicurezza prima di giungere ad una decisione.
    che ne pensi?
    collega

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