Comunicazinoe efficace: Metamodello e “livello” della comunicazione

Ciao,

sai che cosa è il metamodello? no? allora leggi questo? ;-)molti sanno che “chi domanda comanda“, e ormai sonoanni che vedo persone che non sanno davvero che cosasignifichi farlo. Magari sanno che è così, che dovrebberofare più domande ma spesso cadono nel monologo chenon porta da nessuna parte. Così ieri io e la mia sociaabbiamo ricevuto due giovani ragazzi che hannointenzione di lavorare “con noi”.

Per prima cosa i ragazzi ci hanno subissato di informazioni,facendo fra virgolette “i grandi” e senza chiederci neancheche cosa ne pensassimo. Si avevano fatto i “compiti a casa”e avevano una impeccabile presentazione ma non avevanotenuto conto di una cosa molto importante…noi…che inquel caso eravamo i clienti. Gli sarebbe bastato fare duedomande iniziali per dare una raddrizzata alla loropresentazione…. ma non voglio parlarti di questi duesimpatici e spovveduti commerciali.

Ma voglio raccontarti una sotriella che ho letto su un librobellissimo che, purtroppo non c’è in italiano, ed è un testodi ipnosi di “Yapko – Trancework“, nel quale si raccontadi un bambino di 8 anni che tornando a casa va dallamamma e le dice: “mamma…mamma da dove arriviamo?”e la mamma con sguardo serio risponde…”ok…ho sentitoin tv che hai l’età giusta per saperlo…vedi..” La madreallora si tuffa in una dettagliata descrizione di comeavviene la riproduzione umana.

Il bambino la guarda sbalordito…la madre gli chiedeconferma “allora hai capito tutto?”…” a dire il vero nomamma, i genitori di Marco dicono che lui è originariodell’Abruzzo e noi invece…da dove veniamo?” :DDDCon questo simpatico aneddoto Yapko vuole mostrarecome spesso chiediamo o troppe informazioni o troppopoche. Il segreto per utilizzare le domande e latecnica del metamodello è capire di quali informazionihai bisogno e quale è il livello al quale ci stiamoattenendo.

Un altro esempio classico è quello di chi va a comprareun computer ma ci capisce poco…oramai tutti hannoun computer a casa e non è raro assistere ad unoscambio del genere. Giovane signora (GS) “salve miserve un computer per andare su internet” – Venditoreinesperto (VI): “bene, allora abbiamo questi con unamemoria di 500 Gb e una cash da 123 con 2Gb di Ramche si interfaccia con HTDS per software e scheda VGA”le piace? GS “mi scusi…ma ci va su internet?” :DDD

Sono certo che i geek perdoneranno le mia cavolatetecnologiche, tuttavia è tipico vedere interazioni delgenere. Un bravo venditore avrebbe prima dovutosondare il livello di competenza e adeguarsi a questo.Lo stesso vale per qualsiasi interazione umana, sevuoi davvero apprendere come comunicare conmaggiore efficacia, questo è uno dei miglioriconsigli che possa donarti ;-)) sembra scontatoma non lo è affatto :-)))

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a prestoGenna

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1 Commento
  • Trovo dell'urgenza in ciò che dici. La gente non ha una minima idea di chi sia l'altro e va avanti a parlare come è abituata senza porsi un minimo perché. A volte sorrido di come si rivolgono certe persone a dei cinesi o senegalesi o altro tipo di stranieri… che non conoscono bene la lingua. Parlano come se si rivolgessero al cognato.:-*
    Anche per la comunicazione tra persone dello stesso territorio esistono tante di quelle frequenze differenti culturali o altro che rabbrividisco a sentire certe cose…
    Fai bene a sottolinearne l'importanza.
    ciao

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