“Lo psicologo in internet”

Ciao,

l’altro giorno ho discusso animatamente con un mio collega cioè uno psicologo, sulla importanza di usare internet per ciò che è…cioè il più potente mezzo di comunicazione mai creato.

Lui, in assoluta buona fede cercava di mostrarmi che quello che si può fare in rete avviene da anni anche dal vivo…cosa sacrosanta perché in effetti la rete ha solo potenziato i nostri modi comuni di agire.

Ma, secondo lui, questo mezzo non è un “mezzo etico” adatto alla nostra professione, perché mette “in piazza” il nostro lavoro che dovrebbe, in un qualche modo restare “segreto”.

Chiaramente non sono affatto d’accordo con questa sua affermazione, perché è proprio vero il contrario. Il nostro è un lavoro, per quanto ne si dica, davvero utile!!!

Ma questo lo sanno solo tre tipi di persone: gli appassionati che studiano queste materie – chi ha applicato o praticato un qualsiasi metodo di sviluppo personale – chi ha sofferto per un qualche motivo ed è stato aiutato in modo efficiente da un professionista. Per “gli altri” la psicologia è un mondo astratto fatto di teorie inconcludenti.

Internet è una piazza, in cui è possibile mostrare agli altri “come lavoriamo” attraverso il “come la pensiamo”. Infatti non è un segreto che attraverso PsiNeL sia riuscito a farmi una vasta cerchia di clienti che superai numeri di miei colleghi molto più attempati.

Questo pecche chi mi legge sa “coma la penso”, sa quali sono i miei valori e il mio “modus operandi”.

Per cui è come semi conoscesse… La gente che viene o ai miei corsi o nel mio studio e che proviene dal blog, mi tratta come se ci conoscessimo da anni… in pratica è come se il blog mi permettesse di creare rapport ancora prima di vedere in faccia il cliente…un vantaggio non da poco 😉

Quando inizi a fare il formatore ed il consulente come prima esperienza, la maggior parte dei professionisti si affida ad agenzie o aziende.

Cioè luoghi dove ci sono altri colleghi che, avendo stretto rapporti lavorativi ti danno a disposizione del lavoro da fare. Questo nel migliore dei casi!

Mentre, ancora più spesso i giovani professionisti si ritrovano a fare “concorsi su concorsi” per aggiudicarsi un lavoro che solitamente: dura poco, per cui dopo quello bisogna fare un altro concorso, è pagato poco…e in più è altamente stressante perché in mano..resta poco.

Così trovi professionisti di 40 anni che inseguono di continuo questi “bandi” e basano il sostentamento delle loro famiglie su questi concorsi.

Che detto fra noi sono spesso pilotati da qualcuno, e non hai idea di quanto possa essere stressante l’avere pochissimo controllo sul nostro lavoro.

Non solo, dopo anni e anni di concorsi spesso NON si costruisce NULLA :O si perché a noi, manovali della formazione (in questo esempio) non restano contatti o altro.

Solo i più bravi riescono a farsi un nome e ad essere richiamati per le loro competenze…oppure i più furbi e arrampicatori.

Internet ha stravolto il mio sviluppo professionale e non solo il mio…ma quello di tutti quei professionisti che sanno fare il loro lavoro e hanno deciso di usare il web come strumento di divulgazione di ciò che fanno.

Così io mi ritrovo ad avere un database di clienti a cui piace davvero il mio lavoro… ma non solo, loro sono liberi di dire che cosa ne pensano direttamente qui e chi è interessato può tranquillamente visionare quali sono i pareri su un certo professionista, semplicemente digitando il suo nome su google.

L’altro lato della medaglia è che, se uno vuole paga un bravo webmaster, si allea con qualcun’altro e in breve si costruisce una nomea importante.

Ma ti assicuro che se quella persona non è abile nel proprio lavoro o peggio ancora è disonesto, nel giro di qualche mese (se non qualche settimana) viene immediatamente sbugiardato.

In pratica internet è un sistema vivo che si “auto-organizza”…a partire da come funziona il suo “grande capo” (lo zio Google) a finire su come le persone amano “dire la propria”.

Insomma, questo post delirante non è solo dedicato al mio collega… con il quale ho già avuto modo di avere un pacifico dibattito.

Ma quello di invogliare tutti i professionisti ad avvicinarsi a questo mondo, tenendo sempre presenti gli stessi identici valori che seguono nel mondo offline.

La differenza sta solo nelle potenzialità del mezzo che è per la prima volta uno dei mezzi più simili alla nostra “mente” che siano mai stati creati e come diceva Spiderman:

“A grandi poteri corrispondono grandi responsabilità”!

Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto.

A presto
Genna

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9 Commenti
  • I am doing research for my university paper, thanks for your helpful points, now I am acting on a sudden impulse.

    – Kris

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie Samu 🙂

  • Genna è da poco che conosco il tuo sito, già mi sono affezzionato, sei tra i miei siti preferiti , continua il tuo lavoro, grazie perchè contribuisci al nostro sviluppo personale! miraccomando lascia stare i tuoi "colleghi" e continua così sei un grande!

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie ragazzi
    ottimi spunti
    riflessivi:)

    buon weekend
    Genna

  • -premessa, sono uno studente di counseling all'ultimo anno con molti contatti tra giovani e meno giovani psicologi e studenti di psicoterapia-

    Sono assolutamente d'accordo su tutto. In effetti questa idea della psicologia come scienza segreta si trova(va) anche nel codice deontologico ma poi un sentenza del tribunale ha chiarito che di segreto, per quanto riguarda la cultura psicologica, ci sono solo (giustamente) i test che verrebbero invalidati da una loro diffusione.

    La frustrazione di alcuni psicologi verso "il nuovo" e verso la divulgazione di conoscenze e professioni di aiuto (formatori, counselour, coach) che utilizzano queste conoscenze viene proprio dalla loro condizione precaria nel sistema.
    "Ma come ho studiato tanto e poi arrivano questi e mi rubano il lavoro" l'ho sentito dire moltissime volte. Ma il lavoro non si ruba, si cerca.
    Più raramente ho sentito psicologi dire (ma l'ho sentiito dire): "io non ho una formazione adeguata per fare questo, quell'altro professionista si" e psicoterapeuti con molta più esperienza semplicemente fare un invio a counselour perchè adatti a seguire il cliente.
    io certamente ho suggerito a persone che seguo (non come counselour, ancora non esercito, ma come assistente allo studio) di rivolgersi a psicologi o psicoterapeuti.
    Creare una rete, e presentarsi in rete, lasciare che le persone sappiano con chi e cosa hanno a che fare, le rende libere di cercare e ti permettono di essere sulla loro strada come opportunità da cogliere.

    C'è un'altro punto importante riguardo la diffusione delle conoscenze e la rete (di salvataggio).
    A volte le terapie non funzionano. E' un fatto. E può capitare che alla non riuscita della terapia si associ la non validità di tutto il sistema. In un ottica di segretezza il cliente (paziente), ma anche la persona che necessita di formazione, ha come unico referente ciò che ha trovato "per caso" (il che non è comunque furbo da un punto di vista marketing, direi), e -giustamente, date le premesse- fa di tutta l'erba un fascio.
    Se la terapia (il ciclo di incontri, la formazione) non funziona o è fatta male ecco che il cliente definisce tutto il sistema come sbagliato e si nega altre possibilità di aiuto (almeno di questo tipo).

    ammazza!
    ho scritto un papiro!

  • Ciao Gennaro e complimenti xche io ti seguo da un Po di tempo: condivido appieno la tua idea, non capisco xche il tuo collega abbia queste remore ad usare internet. Credenze limitanti e paura di uscire da zona di comfort direi. Inoltre chi come voi fa la vostra professione dovrebbe amarla talmente da farne una mission:quindi xche non aiutare tante persone in maniera gratuita con un blog come il tuo? Io stimo tanto le persone come te Genna, e ritengo che chi abbia paura di "mettersi in piazza" non applichi al 100% la PNL e tradisca le basi della psicologia!
    Grazie ancora x il lavoro che fai e la passione,dedizione e competenza che ci fai condividere
    Vincenzo

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    @ Elisa: cavoli Elisa hai perfettamente ragione, il "riconrniciamento" che hai fatto è perfetto. "Conoscere il proprio professionista significa poter scegliere". Ed effettivamente la maggior parte dei pazienti arrivano da invii spesso fatti a caso… di solito chiedo "perchè è qua"…risposta: "perchè mi ci hanno mandato" :DD

    Grazie…ottimo spunto
    per un post futuro 😉

    @ Alberto: sarebbe divertente entrare in una cabina e diventare il dott. Romagnoli 😉 ma sai qualche volta è necessario farlo soprattutto quando lavori con chi si aspetta una "certa serietà"…cosa che cerco subito di smontare. Sai la maggior parte delle persone sopra una certa età si aspetta il classico "medico" freddo e distaccato, poi si trova davanti un giovane ragazzo che gli fa fare cose strane 😉

    Mi piace la distinzione fra "modus operandi" e "modus vivendi"…effettivamente mi dipinge bene ;-)))

    Grazie e buon
    weekend 🙂
    Genna

  • Ciao Genna. Innanzi tutto complimentoni per il blog che seguo da un pò di tempo; è fantastico!! In merito all'argomento del post, per quel che posso sapere di te dal blog, credo che la differenza tra te ed i tuoi colleghi non sia il modus operandi ma il fatto che per loro sia un modus operandi e per te un modus vivendi. Da qual che dici di te mi sembra che tu non sia Genna qui sul blog per poi entrare in una cabina telefonica e trasformarti nel dottor Romagnoli prima di entrare al lavoro :)) La passione che tu hai per quello che fai ti spinge a portarlo nei vari ambiti della tua vita mentre forse i tuoi colleghi lo fanno solo per lavoro. Chissà, potrebbe essere un buon spunto di riflessione per il loro sviluppo personale 😉 Un saluto e a presto.

  • A me è capitato di rivolgermi a uno psicologo anni fa, l'ho incontrato una volta alla settimana per 3-4 mesi e non so assolutamente nulla di come lui la pensasse… Mi sono fatta un'idea a posteriori, ma mi ci sono dovuta affidare ciecamente poiché non c'è modo di farsi un'idea… Bisognerebbe fare un colloquio a un numero considerevole di specialisti per poter valutare qual è il meglio per noi.. Non avevo in realtà SCELTO di andare da lui… mi era quasi "capitato"…
    E così credo che capiti un po' a chiunque si rivolga a uno psicologo, perché è il primo con cui viene in contatto magari o perchè qualcuno, spesso senza metro di paragone, lo suggerisce.
    Credo che questa sia la svolta maggiore: affidare i propri miglioramenti a qualcuno che si conosce, sai chi è, come la pensa, quali valori ha. Questo significa poter scegliere.

    Buon week end 😉

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