Il due di picche e l’autostima

Ciao,

sai che cosa è l’autostima e come viene influenzata? Ci pensa il mio amico e collega dott. Manuel Mauri a raccontarlo ma non”a noi”… ma in diretta nazionale su “Radio Kiss Kiss”. Infatti Manuel è stato intervistato su di un argomento che credo possa interessare… più o meno…tutti…e cioè il fantomatico “due di picche”!

L’hai ascoltato? sono solo pochi minuti in cui il dottor Mauri cerca di fare una mega sintesi su come si possa o non si possa reagire al 2 di picche. Come avrai di certo notato i tempi radiofonici e i vari “vizi dello spettacolo” colpiscono sempre chi ha bisogno di raccontare come stanno “realmente le cose”. Infatti le domande che Manuel sapeva gli sarebbero state fatte non sono quelle che hai ascoltato, come accade spessissimo in questo mondo…a meno che tu non sia un vip 😉

Nonostante tutto Manuel, con il suo fare sempre molto preciso e professionale, ci ha donato alcune chicche psicologiche che è giusto esaminare:

1) Impotenza appresa: se conosci gli studi del famoso Martin Seligman sai che mi riferisco al fenomeno di apprendimento per cui, nonostante tutti gli sforzi che facciamo in un determinato senso, se questi vengono continuamente disattesi ecco che iniziamo a creare convinzioni e comportamenti che ci limitano. Come ad esempio, dopo un due di picche, credere che,visto che siamo stati rifiutati da X lo saremo anche da tutto il genere femminile (o maschile).

2) Attribuzione di valore: ma come avrai notato un due di picche non sono i famosi “fallimenti continui” descritti da Seligman… ma spesso si tratta di un solo e singolo fallimento. La differenza, come dice Manuel sta nella nostra attribuzione di valore a quella data persona. In pratica, più ci tieni e più ci resti male…e anche in questo caso si può creare un doppio vortice negativo… da una parte la consapevolezza che non si potrà possedere l’oggetto tanto investito (cioè la tipa che ti ha dato il due di picche;-)) e secondo che altre persone simili (quindi si generalizza a tutto il popolo di quel sesso) potrebbero darti un due di picche.

3) Chiudere e aprire le porte: a questo punto che cosa succede? che la persona tenderà a chiudere le porte a tutte le nuove opportunità, trovandosi in qualche modo imprigionata nella realtà traumatica in cui è stata rifiutata. Il consiglio del dott. Mauri è per l’appunto quello di “lasciare una porta aperta”che ci permetta, nonostante la “tranvata”;), di poter avere sempre uno spiraglio da cui poter osservare le opportunità che ci arrivano.

Chiaramente tenere aperto questo spiraglio dipende da molti fattori, primo fra tutti le capacità di ripresa che ha un soggetto di fronte ad eventi del genere. E queste capacità di ripresa sono direttamente collegate alla sua autostima. Cioè, se uno si ama davvero di certo non finirà nel circolo vizioso dell’impotenza, dove si inizia a credere che… quel fallimento durerà per sempre, condizionerà tutta la nostra vita ed è tutta colpa nostra se è accaduto 😉 in parole povere la nota autostima, in questo caso si traduce in fiducia.

Se hai una buona autostima penserai invece: “ok sono stato rifiutato, ma è l’unica donna sulla terra, no di certo… so di essere una persona interessante e che ci sono altri aspetti della mia vita che vanno bene”. Ovviamente questi non sono i primi pensieri che ti vengono in mente subito dopo…ma il tutto dipende sempre da quanto valore hai investito, cioè da quanto “ti eri preso bene” da quella eventuale relazione.

Come dice Bandler “per essere delusi c’è bisogno di una buona programmazione”.

O come ha detto molto tempo addietro Epitteto: “non soffriamo per le cose che ci accadono ma perle opinioni che abbiamo delle e cose che ci accadono”.

La fiducia di cui parlavo precedentemente non è qualcosa che nasce dal nulla ma è una abitudine mentale. L’uomo è un essere abitudinario,questo è sia un suo grande difetto ma anche il suo più grande punto di forza. Puoi “abituarti ad avere fiducia in quello che accadrà”, iniziando a chiederti, come suggerisce lo stesso Seligman: “quanto durerà questa sofferenza? per sempre? è tutta tutta mia la colpa? influenzerà tutta lamia vita?”.

Sono certo che avrai intuito come “il due di picche”possa essere una analogia per altri eventi della vita.Per tutti quegli eventi che in un modo o nell’altro disattendono le nostre aspettative… aspettative che ci siamo creati noi stessi e nessun altro! Impara ad accettare il fatto che le nostre aspettative non sempre si realizzano perché il mondo è in continuo cambiamento… e a trovare, in questi frangenti quello spiraglio di cui parlava Manuel…non solo per le altre persone nella tua vita…ma come spioncino verso la fiducia in te stesso e nel mondo che ti circonda.

Bhe…credo di averti detto fin troppe cose sull’intervento del dott. Manuel Mauri… per cui mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi tu! lascia un commento qui sotto.

A presto
Genna

 

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