Comunicazione efficace: “allenare il comunicare… ridendo” ;-)

Ciao,

una delle parti più importanti della comunicazione è di certoil non verbale, cioè come dici le cose, i toni, le pause insommatutte le dinamiche della voce. Non saperlo utilizzare è unadelle pecche peggiori per chi vuole migliorare la propria abilitànella comunicazione. Probabilmente i più bravi ad utilizzarequesto canale sono gli attori o…ancora meglio i comici 🙂 E,guarda caso, la capacità di far ridere è una delle carratteristicheche hanno in comune i grandi comunicatori. Guarda questovideo…

L’hai visto? era il mitico Gigi Proietti che oltre ad essere unvero maestro della comunicazione ci regala, probabilmente,in modo inconsapevole un esercizio per migliorare questaabilità. In pratica il semplice esercizio è quello di raccontarela barzelletta a qualcun… puoi farlo anche da solo con unregistratore e riascoltarti ed ogni volta modificare il mododi dire quel numero. E’ lo stesso Erickson che ci porta unesempio simile quando racconta di essere sempre statoaffascinato di come un comico americano riuscisse a darealla parola “NO” tantissimi significati diversi servendosisolo della comunicazione paraverbale.

Così oggi sono finito su questo video, che avevo già visto,anzi sapevo anche già la barzelletta, ma il modo perfettodi raccontarla di Proietti ha acceso la mia curiosità e miha fatto ridere… e fortunatamente (per te ;-)) anchepensare al fatto che già dal vivo faccio fare un eserciziosimile per migliorare il proprio modo di comunicare.Per cui ho pensato “che esercizio fichissimo” unisceinsieme il divertimento e l’allenamento… insomma laperfezione educativa 😉

Per trarne il massimo ti consiglio di fare come Proietti,cioè crea dei contesti di vita reale in cui incontri altrepersone…. un modo meraviglioso di farlo è inventareestemporaneamente (in tempo reale) le frasi e gliscenari. Parlando con “il pilota automatico” verràfuori un effetto di flow meditativo meraviglioso instile esercizio “3 minuti“… Insomma davvero unesercizio, facile e più che utile 😉

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A prestoGenna

Ps. il 16 e il 17 Ottobre terrò un corso su tuttequeste cosette…sei interessato? scrivimi in privatoo fra i commenti. Guarda un video estratto dalloultimo corso di comunicazione “pubblico”.

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2 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Salvo,
    c'è solo una via per farlo ed è "iniziara a fidarti di quella parte"… lascia che mi spieghi meglio…

    quando hai imparato a guidare l'auto non potevi fidarti delle tue compentenze dovevi stare attento a 1000 cose contemporaneamente…ma poi, una volta fatto un pò di pratica le cose hanno iniziato a diventare automatiche. Quando guidi non hai bisogno di fidarti del tuo inconscio eppure è lui "che guida" mentre tu ti fai gli affari tuoi 😉

    ovviamente c'è sempre una parte di te che "osserva" (come l'ha descritta Hilgard)…cioè che monitora che la tua guida sia più o meno cosciente. Lo stesso vale per quei contesti in cui ti senti "più rigido"…

    …più farai pratica nel fidarti di come "parli" e di cosa "dici" e meno sarai teso. Un modo utile è svolgere l'esercizio di oggi immaginando di raccontarlo proprio in quelle situazioni che prima ti irrigidivano. Successivamente andare in quei contesti e vedere (col senno di poi, cioè non monitorando in quel momento altrimenti NON è inconscio) se sei migliorato.

    Fammi sapere i tuoi
    risultati e buon
    weekend
    Genna

  • Ciao Genna
    Ottimo esercizio (flow meditativo).
    Ma se non riuscissi ancora a far conciliare la mia parte più razionale e quella più irrazionale? Mi spiego meglio, riesco ad essere molto fluido e naturale in certe situazioni piacevoli, ma quando si ha a che fare con situazioni più serie divento più rigido, è un po come se avessi una personalità leggermente diversa ad esempio quando studio e quando mi diverto. Questo succede più difficilmente a chi studia arte o comunicazione. Come si fa a fare andare d'accordo questi due stili comportamentali?
    Ci provo da tempo e sono sulla buona strada. Esiste qualche esercizio magari…??

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