Comunicazione e neuroscienze: “trovato il collegamento fra prosodia ed empatia”

Ciao,

se conosci la comunicazione sai che si può dividere in 3 parti: verbale – paraverbale e non verbale. Sono certoche tu conosca questa distinzione … nei corsi di PNL edi comunicazione efficace si da spesso molto peso aquesti 3 livelli perché è attraverso essi che si possonoapplicare le tecniche di “ricalco”. Cioè quella modalità per entrare in sintonia con il prossimo in modo, si può dire “artificioso”…ma molto utile da conoscere! Una delle modalità più efficaci e di certo il ricalco del paraverbale, cioè di “come dici le cose”…

Questa è anche definita “prosodia” (chiaramente ci sono tutte le altre sfumature, ritmo, timbro, velocità,volume, dinamica)… la prosodia include tutto ciò che da “musicalità a quello che dici”. Se hai mai studiato PNL sai quanto Bandler dia importanza a questo aspetto – che usa spesso per screditare gli ipnotisti del passato che consigliavano di usare un tono monotono – un recentissimo studio ci mostra un legame davvero molto interessante fra prosodia ed empatia.

Lo studio è stato condotto da Lisa Aziz-Zadeh e Tong Sheng, della University of Southern CA..e da Anahita Gheytanchi della Pacific Graduate Shcool of psychology. I quali hanno documentato per la prima volta che le aree del cervello che vengono attivate per produrre e comprendere la prosodia sono le stesse coinvolte nella capacità di essere empatici. In pratica i ricercatori hanno chiesto ai soggetti di riprodurre, a voce, il suono di alcune vocali ripetute con toni e modalità differenti.

E’ un pò quello che ti viene richiesto di fare quando impari a cantare…e anche durante i “migliori corsi di comunicazione” ;)) Risultato? i soggetti che erano stati già valutati in precedenza come maggiormente empatici sono stati anche i più bravi a riprodurre i suoni… ma c’è di più… attraverso la risonanza magnetica si è potuto osservare che l’area di Broca, che si attiva quando si capisce e si produce il linguaggio è anche coinvolta nella empatia.

Quindi la correlazione è semplicemente: chi è piùbravo a riprodurre la prosodia è anche più empatico.Per cui mi chiedo…oh cari ricercatori… è possibile,basandosi sulla circolarità tipica del funzionamento fra ambiente e cervello, che allenandosi a riprodurre la prosodia (cosa che si può fare tranquillamente ti basta solo pensare al canto) si diventi anche più abili nelle abilità empatiche?

Fammi sapere che cosa ne pensi lascia un commento… 

A presto
Genna

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3 Commenti
  • Wow grazie Genna! Bello aver ritrovato questo articolo a distanza di anni! Ti va se approfondiamo questo tema, magari lunedì prossimo? Guarda caso torno a leggere questo post dal podcast sull’assertività rallentando il ritmo del nostro dialogo… Grazie

  • Bellissimo articolo….è una conferma delle osservazioni che ho fatto nel corso degli anni.
    Io da piccolo sono sempre stato in grado di riprodurre suoni di ogni tipo ed oggi riesco ad imitare con relativa facilità la parlata di amici, colleghi, capo 😉 e gli altri mi ritengono una persona dotata di una certa empatia.

    Così come ho notato che le persone che non riescono ad imitare il modo di parlare di altre persone, cioè quelle che sono anche più rigide e schematiche nel loro modo di esprimersi, sono anche quelle che sono dotate di minore empatia.

    Sarebbe bello se si riuscisse ad aumentare la capacità di essere empatici esercitandosi sulla prosodia

    Buona giornata
    Rino

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