Sviluppo Personale: “tutta la verità sul Neuromarketing”

Ciao,

qualche giorno fa ho scritto un articolo dedicato al 2°evento degli autori della Bruno Editore…ricordi? ;)In quello stesso articolo ti ho parlato dei formatori checi hanno intrattenuti parlandoci di nuovi modelli dimarketing e di come questi modelli stiano rimpiazzandotutti i precedenti, perché si basano su ricercheeffettuate con macchinari che “guardano dentro alcervello”. Una cosa davvero “agghiacciante” come l’haamabilmente descritta anche Stefano Santori che siè occupato dell’argomento.

Ti sei accorto che, in qualche modo, attraverso le mieparole “ho storto il naso”? qualche attento lettore si e miha apertamente chiesto il perché. Cioè, per quale motivoho scritto che ci sono “studi e studi” sul neuromarketing.Ho deciso di scrivere questo post appositamente per fareun piccolo distinguo… tra “neuromarketing” e “neuro-marketing”. Come scrissi tempo fa… aggiungere ilsuffisso “neuro” non è necessaiamente sintomo di studiscientifici…

…e infatti, se leggi un testo di “neuromarketing”, senzanominare esattamente quale per coscienza 😉 ti rendifacilmente conto che non si tratta di vere e proprie teorietestate utilizzando apparecchiature di imegering (quellediavolerie che guardano nella testa) ma sono il frutto dialtre tipologie di studi. Quindi qui si sfata uno dei primi”miti” legati a questo genere di ricerche, non tutto ilnoto “neuromarketing” è osservazione invasiva dellafisiologia cerebrale….fortunatamente aggiungo 😉

Ma questo non significa che non sia altrettanto efficacenel perseguire i suoi scopi. Infatti sono studi di finanzacomportamentale basati su una valangata di dati cheriguardano l’agire umano. Ti basti solo pensare cheKahneman, uno dei padri fondatori di questo nuovogenere di ricerche, ha vinto il nobel per l’economia.Cioè “ti rendi conto”? uno psicologo che vince il premiopiù ambito in ambito scientifico…e non nel suo ambito?singnifica davvero qualcosa 😉

Quindi, in giro, puoi trovare 4 tipologie diverse diconsigli sul “neuromarketing”. Quella che arriva in mododiretto dagli studi sul cervello, cioè dove davvero vengonoprese delle persone ed infilate in macchinari strani perstudiarne l’attività cerebrale. Quelle che derivano dallapsicologia cognitiva e sociale, come la finanza compora-mentale. Quelle che mescolano studi ed ipotesi, magarinate dalla psicologia cognitiva e poi testate con imacchinari…ed infine… le cavolate 😉

Esatto, hai capito bene… mi sono letto 2 testi che avevanoall’incirca lo stesso titolo “neuromarketing” e in nessunodei due ho trovato solo informazioni scientifiche sullaosservazione del comportamento umano. C’è chi prendeuna teorie, come ad esempio quella della lateralizzazioneemisferica (cioè il fatto che i due emisferi hanno funzionidifferenti) e ci ricama sopra una teoria strampalata.Quando i neusoscienziati sanno da tempo che questogenere di descrizione delle funzioni cerebrali non èesattamente fedele alla realtà.

Ok, sapere che esistono due modi diversi di processarele informazioni è davvero utile in ogni campo. In modoparticolare quando si prendono in causa i due tipi dicomportamenti studiati dalla psicologia cognitiva benoltre 30 anni fa 😉 cioè i processi automatici e quellicontrollati. Questi sono studi davvero utili per chivuole applicare le moderne scoperte della psicologiae delle neuroscienze al marketing…o più semplicementeper chi vuole difendersi da questo genere di studi 😉

Sei intressato all’argomento e non sai comegiudicare se si tratta di studi veri o falsi?

Fai semplicemente così, prima di acquistare un libro oiscriverti ad un corso del genere, chiedi sempre labibliografia. Se in questa trovi solo libri di autori che”poco centrano con gli studi”, che ti sembra siano dellostesso autore del corso…o cose del genere… fuggi ;-)Le pubblicazioni scientifiche hanno un nome, le puoiandare a pescare in rete nel giro di pochi secondi (disolito non integralmente ma troverai di certo delletracce)…e i libri basati su queste ricerche citanocontinuamente le loro fonti.

Ci tengo a sottolineare che, con questo post non vogliodire che “solo le ricerche scientifiche possono darti delledritte sui comportamenti umani” ma che se una personati dice “questo è stato provato da studi scientifici” sarebbebene che questi studi siano reali e non inventati…altrimenti che cavolo lo dici a fare?;) Non solo, fai moltaattenzione quando, teorie che si basano su studi con uncerto numero di anni, ti vengono presentate come”l’ultima frontiera”. Il mondo della ricerca è in continuaevoluzione e…anno dopo anno vecchie teorie vengonosmontate e nuovi paradigmi vengono alla luce comefunghi 😉

Concludendo: spero di aver risposto a chi mi ha visto”titubante” davanti al termine Neuromarketing. Tuttoquello che è necessario fare per evitare di abboccare adesche succulente…e accendere il cervello prima di beretutto quello che ci raccontano 😉 oggi è facilissimo bastaaccendere un computer collegarsi ad internet e cercarese esistono reali riferimenti per quella determinataricerca. Se non ci sono tracce ne dell’autore e ne dellapubblicazione…è un fake al 100% 😉

Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia un commentoqui sotto. E se ti piace il mio blog puoi seguirlo sia daifeed rss e sia dal tuo account di facebook.

A prestoGenna

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4 Commenti
  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Luciana,
    si in teoria esistono e sono stati pubblicati su un testo dal nome appunto di "neuromarketing" e pare sia stato commissionato dalle industrie americane del tabacco.

    Ma non ho mai avuto modo di approfondire l'argomento..
    Fammi sapere
    Genna

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Grazie Aurora

  • ci sono studi neurolinguistici che esplorano la discrasia tra quel che una persona dice (onestasmente)di sentire in una situazione (es sentimenti o emozioni o sensazioni)e quello che il cervello "esprime"accendendosi?sarei interessata ad avere indicazioni per documentarmi.sono un'insegnante,formatrice,madre e prima ancora …donna curiosa delle relazioni tra le persone.Luciana

  • Bravo Gennaro finalmente un post di vera divulgazione scientifica degno di chi i deve occupare di argomenti psicologici e non il solito argomento celolunghista tra
    psicologi, psicoterapeuti, coach e counsellor.

    Aurora

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