L’effetto Zeigarnik e la procrastinazione

Ciao,

sai che cosa è l’effetto Zeigarnik? Si tratta di un fenomeno psicologico che prende il nome dalla sua autrice Bluma Zeigarnik che ha scoperto una tendenza umana, che si potrebbe osar dire “universale”… cioè quella di dover finire a tutti i costi un compito iniziato.

Uno dei nemici numeri uno dello sviluppo personale è il “rimandare” o detto in modo più dotto il “procrastinare”.

Pare che la maggior parte dei problemi organizzativi nella vita delle persone dipenda proprio da questo. Il 20% della popolazione si definisce come “cronicamente rimandataria”.

Ora, se conosci motivatori come Tony Robbins e affini ti aspetterai che ti dica “agisci” ed effettivamente è il consiglio migliore che si possa dare. Ma farlo in questo modo sarebbe un po’ come prendere un pugile che fa box da un paio di mesi e metterlo sul ring con Mike Tyson… direi non proprio una bella idea!

Cioè se quella persona è “abbastanza forte” da fare il salto quantico allora “ci sta”… ma se invece non è ancora”forte” e riceve un “pugno in faccia” si rischia che sul ring non ci torni più.

A questo scopo ci torna utile lo studio della Zeigarnik che oltre a mille applicazioni diverse (vedi la più nota che è quella legata al marketing) può essere utilizzato anche per la procrastinazione.

I dati ci arrivano dritti dritti dagli studi di Richard Wiseman e da uno dei suoi ultimi libri purtroppo non ancora disponibili in italiano”59 seconds”… in cui il professore di psicologia inglese ci mostra tutti i “miti dello sviluppo personale” per sostituirli con i consigli che la ricerca ha studiato essere attendibili… cioè validi e applicabili alla vita di tutti i giorni.

 

Pensaci, come faresti ad applicare una regola del genere alla terribile patologia della “rimandite”?

 

Bluma ha scoperto questo fenomeno quando un giorno, seduta in un caffè, si era resa conto che i clienti che pagavano subito le loro consumazioni tendevano a dimenticarsi ciò che avevano consumato…mentre invece chi pagava prima di uscire ricordava tutto.

Beh…la cosa sembra piuttosto semplice “devo pagare per cui è giusto che miricor di cosa ho consumato” ma non è così semplice.Infatti la Zeigarnik ha esaminato il fenomeno in studio ed ha confermato le sue teorie.

Ad esempio, se sei stato attento prima ti ho posto una domanda. Se ti sei minimamente impegnato a cercare di darvi una risposta probabilmente starai ancora leggendo queste righe… un po’ perché sei curioso di sapere quale metodo sto per consigliarti e un po’ perché ti ho affidato un compito.

E secondo questi studi è diventato per te abbastanza difficile evitare di cercare una soluzione alla mia domanda. Di certo puoi chiudere la pagina ed andare via, in caso tu avessi altro da fare, ma se ne hai il tempo il tuo cervello è spinto alla ricerca di una soluzione.

La tecnica tratta dal lavoro della Zeigarnik è facilmente riassumibile in poche parole “solo alcuni minuti”. Cioè se tu dedichi anche solo alcuni minuti ai compiti che devi svolgere e che stai procrastinando attiverai un circolo virtuoso per cui…

a) sarai spinto a doverlo terminare e  b) continuerai a ricordartelo. E’ un po’ come se aprissimo un file del Pc senza chiuderlo mai… e questo file continua a”prendere energia” sino a quando non lo terminiamo e ci scriviamo sopra la parola “completato” 😉

Ecco perché, tornando al nostro “buon Tony Robbins” si dice spesso… fai il primo passo… il cammino inizia sempre da un primo passo.

Non solo perché ci si “allena ad agire”,si sfida la propria “zona di comfort” ecc…ma piuttosto perché abbiamo poi la tendenza innata a voler portare a termine quel compito. Non è fighissimo? 😉

Una delle cose ancora più interessanti e che gli studi della psicologa Zeigarnik risalgono al 1920 :-O molto prima che i vari teorici dello sviluppo personale dicessero la loro.

Concludo l’articolo dicendoti che gli studi di questa eccezionale ricercatrice sono moltissimi e presto te ne parlerò ancora…e che, come dico spesso “non c’è nulla di nuovo sotto al sole”.

Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia un commento qui sotto e se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo account di facebook.

A presto
Genna

 

Indovinello per stimolare l’effetto Zeigarnik: Se ti trovi in una pianura fatta di sterpaglie e vedi che tutto intorno a te sta prendendo fuoco…come fai a salvarti?

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16 Commenti
  • Ciao Angela
    la risposta ai tuoi commenti è Si ad entrambi 😉

  • Salve a tutti, sono un poco in ritardo riguardo all'effetto Zeigarnik……ora capisco perché quando studiavo all'università e mi accingevo a preparare un esame agli ultimi giorni…..appena finito l'esame non ricordavo più niente rispetto a quanto imparato nei giorni precedenti!!
    Era il chiaro effetto Zeigarnik, mi sbaglio???

    Riguardo all'indovinello mi viene da pensare di strappare delle sterpaglie intorno a me per una circonferenza tale da darmi la sicurezza di non bruciarmi con il calore!

  • Ciao F.
    molte risorse puoi trovarle sul blog, ma un buon libro potrebbe essere "mindfulness al di la del pensiero attraverso il pensiero".

  • Grazie dei preziosi consigli. In effetti devo ammettere che non ho mai raggiunto periodi così lunghi (anche se in realtà mi rendo conto che forse è il minimo) di pratica continuata.
    Quanto ad accorgersi quando sia tempo di chiedere un aiuto, credo che quando stiamo bene ci sentiamo più forti e capaci di poter far fronte ai nostri problemi interiori, mentre quando stiamo male tendiamo più a credere di non potercela fare da soli. Non so se finora abbia ignorato i segnali della mia mente in tal senso oppure se forse, tutto sommato, riesco a respirare a sufficienza da poter usare l'auto-aiuto. Una cosa è certa, mi impegnerò nel fare pratica più costante e vedere come va. Inizierò col leggere tutti i tuoi articoli sulla meditazione. Hai un percorso in particolare da consigliare o libri da leggere?
    Grazie e vai così 🙂
    F.

  • Ciao F,
    innanzi tutto ti ringrazio la risposta alla prima domanda è si è possibile ottenere il giusto benessere che si attiva con una pratica attiva per ottenerlo, qualcosa che fai tutti i giorni, come la meditazione che consiglio sempre più spesso. Anche a me piace molto il lavoro di Wiseman che ricalca lo spirito di questo blog ma credo che la percentuale penda nettamente di più verso la variabile ambientale. Leggi il post che uscirà mercoledì dove parlerò di studi sulla personalità e la genetica.

    La seconda domanda che ti ringrazio di aver posto, visto che pochi si pongono questa domanda e cadono in spirali di corsi e pratiche inutili… Lo capisci quando dopo aver provato per almeno 3 o 6 mesi di pratica vedi che non cambia nulla. Di solito chi cerca la via dell'auto aiuto non sta così male e riesce a respirere, ma stai tranquillo che la mente sa come avvisarci e proteggerci. Di solito le persone se ne accorgono e basta, perché vedono limitata la loro vita.

  • Ciao Genna, innanzitutto mi sembra doveroso farti i complimenti per il blog. Potrebbero sembrare di circostanza ma non è così. Lo seguo da un po' e devo dire che non solo è pieno di informazioni e spunti interessanti, ma hai un approccio spesso costruttivamente critico nei confronti di tutte le materie che tratti ed a mio avviso questo da più valore ai contenuti ed al tuo punto di vista.
    Commento su questo post perchè è da qui che ho iniziato la lettura del libro 59seconds e dalla sua lettura mi sono venute in mente due domande, una strettamente legata al libro ed un'altra generale (che in realtà ho in testa già da prima di interessarmi allo sviluppo personale).
    Ad un certo punto Richard dice che il 50% della felicità dipende da un fattore genetico. Devo ammettere che questa cosa, lì per lì, mi ha spiazzato.
    Oltre a chiederti come la pensi su questa cosa in particolare, mi domando:

    – Io ho quasi sempre avuto momenti di alti e bassi, ma devo dire che gli "alti" hanno spesso raggiunto dei picchi tali, da non poter davvero desiderare di sentirmi meglio, nemmeno di pensare di poter o voler andare oltre. Ora, indipendentemente da in che misura il fattore genetico stava contribuendo al determinato stato d'animo di quel determinato momento/periodo, secondo te potrei affermare che gli altri e bassi dipendono dal restante 50% e che agendo bene su quello c'è modo di raggiungere quel livello che io stesso ho toccato e mantenerlo, oppure ci sono comunque dei picchi che restano tali (dovuti ad agenti momentanei) e poi il livello di felicità è comunque destinato a mantenersi più basso, per quanto magari accettabile?

    – La cosa che mi domando spesso invece è, quando e come facciamo a capire che l'autoaiuto o comunque le tecniche di sviluppo e miglioramento personale non possono bastare ed abbiamo bisogno di rivolgerci ad un esperto (uno psicologo per esempio)? Il fatto è che spesso sento di non avere il controllo della mia vita ed il giusto equilibrio. Quando mi sono posto degli obiettivi e ci credevo realmente, ho dimostrato a me stesso di poter raggiungere tutti i traguardi che nel mio piccolo mi ero prefissato. Però spesso, non so se per scarsità di motivazione, di voglia, per la paura di fallire o addirittura di avere successo, o tante altre ipotesi che nella mia continua "autoanalisi" ho formulato, sembro rimanere inerme e vivere passivamente. Addirittura a volte sembro fallire nelle cose più semplici e banali, tanto che più che un fallimento sembra proprio un restare passivo, come se qualcosa all'interno mi tenesse fermo. Come e quando possiamo capire se è il caso di rivolgerci a qualcuno o se è solo questione di lavorare ancora di più su noi stessi?

    Mi scuso in anticipo per quanto ho scritto, direi che sono anche riuscito a contenermi parecchio :).

    F.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Paolo,
    io ricordo che era "sui camerieri" ma è molto probabile che sia su entrambi…più che su uno e non sull'altro.

    Appena ho tempo vado a ripescare lo studio e gli do un'occhiata…
    grazie per la domanda
    interessante

  • ciao Genna,
    riprendo un post un po' datato perché sono incuriosito da una cosa.
    Sicuramente tu ne sai più di me ma io ricordavo che l'effetto Zeigarnik fosse legato al cameriere, non al consumatore.
    E ricordo anche di averlo visto all'opera in un ristorantino di Sevilla in cui tutti ordinavano freneticamente piatti su piatti.
    Ebbene il cameriere a fine serata mi ha guardato negli occhi e mi ha sciorinato tutto quello che avevo mangiato.
    O forse la cara Bluma aveva preso in esame entrambi i pdv?
    Complimenti per il servizio pubblico che fai con il tuo blog.
    E buon forum delle eccellenze
    Paolo Georgos

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Marco,
    già è da poco uscito in italiano…fortunatamente…anche se mi piace molto leggere in inglese.

    Mi dispiace ma non è la soluzione giusta…forse perchè non ho specificato che le sterpaglie prendono fuoco e restano incendiate… 😉

    Comunque è una soluzione simile ;-)))ci sei molto vicino…

  • Bell'articolo … io il libro 59 secondi l'ho trovato in Italiano – ponteallegrazie.it ;O)

    Per le sterpaglie, aspetto che si avvicinino a me, mi metto al centro e quando il cerchio è piccolissimo intorno a me, salto fuori con facilità nella nera cenere….

  • Ciao Gianni,
    bisogna fermarsi e organizzarsi… ci sono molti metodi, io uso quello dello ZTD che trovi qui sul blog…oppure se non vuoi acquistarlo in italiano puoi averlo gratuitamente sul sito dello zio hack http://www.hacknews.net in lingua originale.

    Se cerchi "leo babauta" nel motore di ricerca nel blog, trovi diversi articoli che ti danno alcuni metodi interessanti 😉

    Genna

  • toh che coincidenza, parli di pensiero divergente e io proprio oggi ho pubblicato l'ennesimo post sul pensiero laterale… 🙂

    è molto interessante il tuo articolo, e credo che mi riguardi molto da vicino. Anche io come Gianno tendo a iniziare un sacco di cose.
    Ma che stresssss!!!

    qualche consiglio?

  • Grazie Genna, puoi dirmi anche..

    cosa fare quando si iniziano un sacco di cose e si cerca di portarle a termine tutte quante anche a scapito della qualità del risultato finale e dello stress?

    Come migliorare la qualità e ridurre il peso dell'effetto Zeigarni?

  • Ciao Ragazzi,
    vedo che avete afferrato al volo il significato del post 😉

    @ Amelio: quello che intendi tu è un processo e non esistono trucchetti. Devi scoprire come cambiare stato emotivo "a comdando". Ci sono varie tecniche di PNl.. e altro…le trovi fra gli "audio esercizi".

    Certo che esiste la soluzione ed è più facile di quanto si possa pensare 😉

    @ Elisa: brava 🙂

  • …lo leggo dopo… ;))

  • Molte volte è vero….mi domando invece come fare per trovare le motivazioni giuste per esempio per "iniziare " ad allenarsi quando la testa è rivolta ad altri pensieri non proprio felici e positivi?

    sull'indovinello ….uhm….non ne ho la piu' pallida idea….dov'è l'inganno ? XD

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