Lo sviluppo personale non sono solo… “convinzioni”

Ciao,

uno “degli schath da psicologo” che preferisco fa più o meno così: (cliente) “dottore…non credo più a niente”(dr.) “ci crede davvero?”.

Le convinzioni sono di certo uno degli aspetti più importante di ciò che hai nel tuo cervello e nel tuo atteggiamento.

Non è un segreto che queste possa determinare, salute, finanze e andamento delle relazioni insomma tutta la vita. E’ un’idea direi assodata ma non è tutto.

Ti ho appena detto “non è tutto” perché, come forse saprai molte persone (saltando a piè pari gli studi di Robert Dilts sui livelli logici) sono “convinte” che essere”convinti” sia l’unico aspetto importante.

Ovviamente è fondamentale ma non è l’unico aspetto…e se mi segui da un po’ di tempo sai esattamente come la penso. Bobby Hoffman and Alexandru Spatariu hanno svolto un interessante studio a proposito.

I ricercatori hanno reclutato 81 studenti che avevano dimostrato di avere una “alta auto-stima” nei riguardi della matematica. Cioè, credevano di essere bravi in matematica (perdonami se a volte ti rispiego le cose più volte ma voglio che si capisca bene bene ) e li hanno sottoposti a due tipologie di moltiplicazioni.

Il primo tipo di moltiplicazioni era impegnativo ma non difficilissimo, mentre il secondo tipo era molto difficile. Hoffman e Spatariu hanno subito notato che chi possedeva la convinzione di essere bravo nel fare le moltiplicazioni riusciva meglio nel compito.

I due ricercatori, hanno successivamente suddiviso gli studenti in due gruppi e gli hanno nuovamente dato moltiplicazioni “difficili e facili”. Al primo gruppo veniva presentato il compito tale e quale al precedente mentre al secondo gruppo mentre stavano risolvendole moltiplicazioni più difficili venivano poste delle domande relative al compito stesso cioè di metacognizione del tipo:

“Come hai fatto a fare il passaggio precedente?”. Meta cognizione significa “osservare come hai pensato” – Risultato: il gruppo che aveva ricevuto istruzioni meta cognitive avevano ottenuto risultati migliori … nonostante vi fossero studenti (nel primo gruppo) con una auto-stima più alta nei confronti della matematica.

Questo esperimento è davvero interessante non solo perché dimostra che “le convinzioni non sono l’unica cosa che esiste in questo campo”, perché come ti dico spesso “tu sei molto di più dei tuoi pensieri” e le convinzioni sono essenzialmente “pensieri”.

Ma anche perché ci dimostra come “meta cognizione”(cogito ergo sum) possa essere una valida alleata dei nostri processi cognitivi. Voglio farti notare che questo accade, secondo me, perché i secondo compito è complesso.

Perché se fosse stato un automatismo con il cavolo che la meta cognizione avrebbe aiutato! Sarebbe come guidare con accanto un passeggero che continua a chiederti “ma l’hai messa la terza? ti ricordi di stare dentro alle strisce? di quanti gradi hai alzato il piede sinistro?”

La conclusione dei due ricercatori è che, durante la formazione (in questo caso nella matematica) non è corretto elargire solo competenze ma è necessario dare agli studenti sia la giusta auto-stima (magari facendo attenzione ad incrementare la loro auto-efficacia) ed anche dare loro delle strategie per poter affrontare quei problemi.

Lascia che ti racconti una breve storia: il mio primo insegnante di batteria era, diciamo…mhhh totalmente folle 😉

Era poco paziente e soprattutto non sapeva assolutamente spiegare. Mi dirai un “pessimo maestro”ed io ti rispondo di “no” perché in realtà il suo modellamento (il fatto di poter suonare accanto a lui e di vedere come facesse) mi aveva dato moltissimo.

Comunque, nei primi tempi mi insegnava a spostare la cassa (quella che si suona con il piede) sui vari quarti del tempo musicale. Per cui mi faceva contare “e…1….e…2…e…3…e….4” per fartela breve faceva uno spostamento che io non riuscivo a capire perché in quel momento lui, mentre me lo mostrava non stava contando.

Mentre lo faceva lui, ero in grado di “scimmiottarlo” (come amava dirmi)ma non appena mi distraeva un po’ dimenticavo dove andava a finire quella cassa. Lui si arrabbiò di brutto perché non ci riuscivoQuando sono arrivato a casa ho preso gli esercizi e ho detto “cavolo voglio farlo”. Mi sono messo a contare ed ho scoperto che la cassa andava sulla “e…” di ogni quarto!

Questa storia mi serve solo per dirti che se lui mi avesse dato la “strategia” giusta per seguire gli esercizi- in questo caso quella semplicissima di contare – avrei compreso al volo. Anche se in realtà ero già un “mezzo batterista” il fatto che lui mi urlasse e cercasse di non farsi “scimmiottare” bloccava la mia convinzione di essere “in grado di…”.

Fammi sapere cosa ne pensi… tu hai avuto maestri bravi o cattivi?

A presto
Genna

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5 Commenti
  • Maaaagari Giovanni 😉
    ma lo stile era quello…

  • Ciao Anonimo,
    la meta-cognizione è un termine che viene usato in psicologia per descrivere qualcosa che viene "sopra" il pensiero. In questo momento stiamo facendo "metacongnizione" perchè parliamo del pensiero".

    In pratica ogni volta che aggiungi il suffiso meta- parli di qualcosa di cui stai parlando 😉 metalinguistica. Se qualcuno ti rompe le balle usi la "meta comunicazione" ecc. 😉 (ne ho parlato in un post ;-))

    Spero di essere stato chiaro
    Genna

  • L'insegnante era Dave Weckl ? ;-)))

  • Bella la mini-barzelletta psicologica…

    Genna hai visto il video che fanno durante le pause pubblcitarie del reality di robbins? Quello con la piscologo? 🙂

    Fa tipo
    "Dottore non ho più autostima, sono giù…"
    "Vuoi sapere perché sei giù? Perché sei un povero sfigato!"
    Il paziente piange
    "Vuoi un fazzoletto?" fa lo picologo allungadoglieli
    "Sì"
    "Beh vatteli a prendere!" e li lancia 🙂 hahaha

    Terapia d'urto? 🙂

  • interessante la metacognizione

    dove l'hai sentita?

    luca

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