Psicologia: “La parola influenza il pensiero o è il pensiero ad influenzare la parola?”

Ciao,

come ti ho raccontato più volte una delle diatribe piùimportanti nel campo della psicolinguistica è se il pensierosia la parola o se, la parola, sia una funzione del pensiero.Questa seconda ipotesi sembra la più verosimile quandoci soffermiamo a ragionarci. In fondo se ci pensi, la parolaè un insieme di attività chimiche e fisiche (fisiologiche)che, se vengono malauguratamente interrotte non tifanno smettere di “pensare”. Nella neurologia questofenomeno è chiamato “afasia” cioè l’incapacità di parlare(articolare) o di comprendere il linguaggio.

Da questo punto di vista l’argomentazione è ineccepibile,”anche se interrompo la funzione linguaggio” il pensiero,cioè la capacità di “progettare nella mente” rimane. Maè davvero così? A quanto pare dalle ultime scoperte illinguaggio (sia quello orale che quello “interno”) è unsupporto del pensiero… un supporto notevolmenteimportante. Infatti di solito, l’afasia si accompagna adaltre tipologie del disturbo del pensiero.

Roman Jakobson, rinomato linguista, aveva fatto notarecome la lingua madre di un popolo influenzzasse i suoivalori ed i suoi giudizi. Ad esempio, in alcune lingue sipossono osservare delle differenze sostanziali di genere.In tedesco la parola “ponte” è femminile mentre inspagnolo, la stessa parola è maschile. Jakobson presequeste parole di “genere differente” e chiese ai diversipopoli (tedeschi e spagnoli) di valutarle. Il risultato fuche i tedschi attribuivano caratteristiche tipicamentefemminili (come dolce, elegante e aggraziato) mentregli spagnoli tipicamente maschili.

Quindi il linguaggio si comporterebbe come una sorta di”guida del pensiero”. Come uno driver che aiuta il pensieroa selenzionare determinati elementi da elaborare nellamente in un determinato momento. Questo è ancheuno dei motivi per cui bisogna apprendere bene come illinguaggio influenza la nostra mente, sia dal punto divista pragmatico (PNL, ipnosi, persuasione, ecc.) e siadal punto di vista culturale…magari studiando altrelingue o l’orignine della nostra lingua.

Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia un commentoqui sotto. Se ti piace il mio blog, iscriviti ai miei feed rssoppure seguimi dal tuo account di facebook.

A prestoGenna

Link all’articolo originale da cui è tratto il post

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Storia della PNL: Fritz Perls e Virginia Satir
“Anniversario” Primi 100 Post!
PNL e Ancore: Ancorarsi al presente con la mindfulness
Sviluppo Personale: “Condizionamento visivo…e piccoli cambiamenti fanno la differenza”
6 Commenti
  • Ciao! Io ti posso raccontare di un amico straniero che venuto in italua x motivi di studio mi disse di come era migliorato il suo modo di pensare da qyando aveva iniziato a pensare appunto in italuano, cioè in una lingua nuova x lui e con un vocabolario piuttosto limitato e semplice. Lui che era solito pensare e ripensare e farsi probeemi su problemi, non avendo piu a disposizione un linguaggio complesso e pieno di sfumature, eè stato costretto a formulare pensieri piu semplici ed è stato meglio!

  • Gennà sei forte, competenza,passione e buon umore.
    Quelli come te dovrebbero lavorare nelle scuole ma… questa è un'altra storia.
    Pensiero e parola, la butto li ragazzi, prendo a prestito l'immenso Edgar Morin : circuito ricorsivo

    LINGUAGGIO____PENSIERO
    |___________________|

    Può aiutare pensare a diversi sistemi collegati in rete che si influenzano reciprocamente?
    vitocucco.blogspot.com

  • Ciao Luca,
    chi studia psicolinguistica, per quanto ne sappia io, non si occupa dell'inconscio. O meglio, è inconscio qualsiasi processo non sia nella memoria di lavoro in un determinato periodo di tempo.

    Gli esperimenti più belli, a mio parare, sono quelli legati al "priming semantico". In pratica è la dimostrazione sperimentale che il linugaggio ha il potere di guidare "inconsapevolemente" i nostri atteggiamenti.

  • il problema è nell'inconscio.

    cosa dicono gli studi sul rapporto tra linguaggio e inconscio?

    ciao
    luca

  • Grazie Elisa 🙂

    Ne approfitto per chidere venia a tutti voi che continuate…fortunatamente…a commentare. Perchè negli utlimi tempi ho davvero poco tempo per rispondere…ma vedrete che è bene per tutti 🙂

  • ci voleva questo cambio di indirizzo Genna 🙂 e… anche la grafica ha un AMPIO "margine di miglioramento" ;D

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK