Una metafora terapeutica – come liberarsi del rimosrso”

Ti ricordi il post sulle metafore e le sottomodalità? in pratica più gli studi su alcuni argomenti vanno avanti e più ci si rende conto di quanto il nostro cervello risponda realmente alle metafore, non come “trasposizioni della realtà” ma come realtà stesse. Questo lo sapevano bene gli antichi stregoni che basavano tutti i loro rituali su qualcosa di simile. Un interessante esperimento mostra un nuovo modo per affrontare e risolvere i problemi (problem solving) proprio attraverso l’utilizzo di un potente rituale…

“C’è qualcosa che ti preoccupa? scrivilo, mettilo in una busta e sigillala” – è questo quello che dice in breve lo studio condotto da Xiuping Li della Università di Toronto… che ha preso 80 studenti ai quali ha chiesto di scrivere alcune lorodecisioni di cui si siano pentiti. A metà di loro è stato dettodi sigillare in busta chiusa quanto avevano scritto…dopo diciò è stato chiesto loro di valutare “quanto fosse stata negativa quella loro esperienza” – i soggetti che avevanotenuto in mano il loro “scritto” erano significativamente più “negativi” rispetto a coloro i quali avevano sigillatoi loro “ricordi negativi”.

Puoi trovare l’esperimento e tutte le sue diramazioni cliccando qui… dagli antichi sciamani a Jodorowski con lesue “psicomagie”, passando anche per l’Italia con Gabriella Mereu…sino alla più “scientifica” terapia strategica tutti si avvalgono (o si sono avvalsi) della trasposizione metaforica dei mali dell’anima per poterli risolvere utilizzando la logica stessa del male. Tornando un secondo all’esperimento i ricercatori hanno constatato che il semplice atto di chiudere e sigillare la busta era in grado di “alterare il ricordo”.

Qualche tempo fa, in un seminario dei coniugi Barretta avevo appreso qualcosa di simile ma con le sottomdalità della PNL. In pratica si trattava di un pattern per le persone che ci avevano “lasciato” (non solo in termini di coppia maanche di lutto) nel quale si faceva immaginare al cliente di prendere una loro fototessera e di sigillarla in una busta che sarebbe stata spedita senza il destinatario. E, in caso non lo sapessi, in America (ma forse anche qui da noi), queste lettere vengono recapitate in un ufficio apposito…l’ufficio delle lettere perdute 😉

Mi piacciono un sacco questo genere di esperimenti, perché dimostrano come “l’arte del cambiamento” sia spesso l’uso della tua capacità di osservare le cose che ti circondano.Se qualcosa funziona nella realtà esterna, probabilmenteavrà un effetto anche sulla tua realtà interna. E’ lo stesso principio del DHE in cui, se esistono “strumenti di precisione”la fuori, possiamo utilizzarli per modificare il nostro interno. Ad esempio, costruendo un pannello di controllo delle tue sottomodalità auditive ed inserendo levette che regolano la velocità, il ritmo ed il volume dei “tuoi suoni interiori”.

Come vedi, da questo punto di vista tutto ciò che contanello sviluppare nuovi “rituali” e nuove “metafore per ilcambiamento” è il tuo spirito di osservazione legato alla tuacreatività … non è una cosa meravigliosa? Io sono cresciutoin paesino molto tranquillo e sin da piccino (10 anni) i mieimi facevano giocare nel cortile sotto casa sino a tardi (c’eramia sorella che controllava ;-)) e spesso tornavo da solo conil buio…per farmi coraggio, quando magari avevamo passatola serata a parlare di fantasmi e cose paurose immaginavoche accanto a me ci fosse “Ken Shiro” …ed ha semprefunzionato…come adesso immagino che sia Erickson asuggerirmi cosa scrivere 😉

fammi sapere che cosa ne pensi… tu hai qualche metaforapersonale che ti ha aiutato e ti aiuta nella vita? condividila con noi… lascia un commento qui sotto…e se ti piace il mio blog iscriviti ai feed rss!

A presto
Genna

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2 Commenti
  • tempo fa ho letto che uno studio giapponese aveva rilevato come scrivere il nome del proprio capo su un piatto di ceramica e scaraventarlo contro un muro per infrangerlo rendeva i dipendenti più sereni e liberi dallo stress

    se ricordo bene

    luca

  • Buongiorno Genna, questo post è bellissimo!!! 🙂 Mi piace un casino il discorso delle metafore, spero che vorrai dedicargli altri articoli in futuro.. E mi è strapiaciuto anche l'esempio con Ken Shiro ed Erickson 🙂

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