Psicologia: “la depressione ti fa vedere diversamente?”

Ciao,

ricordi il post sulle metafore? hai mai sentito una personadire “vedo tutto nero” o espressioni del genere?Ludger Tebartz van Elst della Università di Friburgo hastudiato la correlazione fra “depressione clinica e visionedei colori” scoprendo che chi si trova in questo “quadroclinico” vede realmente le cose con altri colori. Neussnasorpresa per chi crede che le metafore con cui ciesprimiamo abbiano dei correlati reali all’interno dellanostra mente e del nostro percepire.

Nel mio studio pongo spesso una domanda ai miei clientiche è: “che cosa ti serve per ottenere X e Y?”. Se conosciil lavoro di consulenza basato sui “punti di forza” sai chequesta è una delle tante domande che si possono porre.E più e più volte mi sono sentito dire: “dovrei possederedegli occhiali rosa per guardare il mondo”… anche se nontutti rispondono esattamente in questo modo il significatoè più o meno simile… cioè: vorrei poter vedere il mondocon colori diversi. Per cui, anche le osservazioni clinicheconfermano questa necessità di modificare “il mododi vedere”.

Come hanno fatto i ricercatori a studiarequesto fenomeno?

Registrando la risposta elettrica delle cellule retiniche chesono adibite alla “visione dei contrasti” di due gruppi dipersone diverse: “depressi clinici” e “persone sane”. Inpratica mostravano ad entrambi i gruppi una scacchieracon quadranti colorati di grigio, mentre i soggetti eranomonitorati da una macchina. In base alla manipolazionedel contrasto del grigio (in pratica potevano renderli opiù scuri, verso il nero…o più chiari verso il bianco) lecellule retiniche si attivavano in modo più o menomarcato. I risultati hanno mostrato che nei depressil’attivazione delle cellule era significativamente inferiorerispetto ai soggetti “sani”.

Questo risultato dimostra che le persone “depresse”vedono realmente il mondo “più offuscato”. Secondo glistessi ricercatori questo avverrebbe perché questecellule sono attivate dalla dopamina, il nuerotrasmetti-tore che si destabilizza durante la “depressione”.Se conosci le sottomodalità e fai un lavoro “simile almio” di certo ti sarai reso conto di quante volte lepersone ci dicono “letteralmente” quello che stannovivendo.

I ricercatori vedono in questa ricerca nuove opportunitànello studio della diagnosi della depressione clinica.

A questo punto sarebbe interessante se qualche buonricercatore esaminasse questa ipotesi: “se modifichi lesottomodalità del contrasto modifichi anche i livelli didopamina?”. Secondo gli studi sulla circolarità fracorpo e cervello questa ipotesi dovrebbe essereverificabile n;-) Ti auguro una luminosa giornata, haipresente quando vedi tutto chiaramente in una bellagiornata di sole? immagina che cosa accadrebbe se fossiin grado..adesso di “accendere il sole” in te? 😉

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A prestoGenna

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2 Commenti
  • bell'articolo (ormai faccio copia e incolla di questa frase 🙂 ) e grazie a vincenzo; anche io ho sperimentato una cosa simile: non so se avete presente il film "ogni cosa è illuminata": il poster- locandina del film è udominato da un bel giallo oro intenso (e guardacaso l'il protagonista ha degli occhiali "appannati" o a lenti bianche se non ricordo male).
    Ho sperimentato che a volte certi spezzoni di film mi possono aiutare a crare un'"immagine eidetica" (scusate magari è una boyata, ma pe far capire un'immagine che si fissa nella mente). Quindi a volte metto il film in pausa e me ne sto a guardare l'immagine fino a che non mi "entra".
    Genna, che ne pensi?

  • Ciao a tutti:D
    un'esercizio che trovo molto utile nei momenti bui(:D) è quello di chiudere gli occhi e di immaginare che tutto il tuo ambiente, ricostruendolo ed esplorandolo tridimensionalmente, iniziando dal tuo corpo, sia di una luminosità intensa e meravigliosa, come se fossi all'aria aperta in una giornata di sole, magari vissuta davvero.
    Quando aprirai gli occhi tutto ti sembrerà davvero più luminoso e bello:D

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