PNL: “Come creare un potente stato risorsa”

Ciao,

immagina una volta in cui ti sei sentito alla grande! Ti piacerebbe poter amplificare questo stato in modo da potervi ri-accedere ogni volta che vuoi?

Se conosci la PNL sai che esistono numerose tecniche in grado di “amplificaree ricordare” gli stati risorsa. Nella audio-newsletter di oggi scoprirai uno degli esercizi più efficaci e…allo stesso tempo semplici per poterlo fare. Avere uno stato risorsa da usare in qualsiasi momento può esserti davvero utile, anche quando Trenitalia ti fa impazzire …. 😉

 

L’hai ascoltato? capito perché parlo dei treni? Beh davvero un esercizio semplice no? funziona come molti (o quasi tutti) gli esercizi di PNL che hanno uno schema del genere:

Ri-accedere ad uno stato -> amplificarlo -> ancora-> ricalco nel futuro

A proposito, nell’audio mi sono proprio dimenticato di fare il ricalco nel futuro…in pratica quando senti la risorsa bella potente in te, immagina due o tre situazioni nel futuro dove hai quello stato, nulla di”trascendentale”.

 

Ecco la struttura dell’esercizio:

 

1) Come e dove: trova un posto tranquillo e decidi se puoi fare l’esercizio in piedi o da seduto. Dicono che sia meglio farlo in piedi in modo che tu possa fare fisicamente dei passi in avanti.

 

2) Scegli lo stato risorsa: immagina davanti a te, in modo dissociato, un te stesso che ha già quello stato…e appena ti vedi, ti ascolti e ti percepisci con quello stato fai un passo in avanti ed entra dentro te stesso. (puoi anche immaginare di respirare la tua immagine olografica davanti a te facendo una profonda inspirazione).

 

3) Amplifica lo stato risorsa: vedi quello che vedresti ascolta quello che ascolteresti e fai esplodere le sensazioni nel tuo corpo. Fallo fino a quando non ti senti completamente soddisfatto.

 

4) Ancora: cerca un gesto, un simbolo o un suono che ti diano la possibilità di ricordarti in modo inequivocabile di quella sensazione. Personalmente uso ancore auditive (questo ultimamente) perché mi piacciono, scelgo una parola strana da urlarmi nella tesa…ma qualsiasi altra ancora va bene.

 

5) Rifallo: Immagina nuovamente un te stesso con lo stato risorsa di fronte a te. Questa volta immagina che abbia uno stato ancora più intenso del precedente…se può aiutarti guardalo mentre fa qualche azione ancora meglio…e quando lo percepisci “migliore di quello diprima”…un respiro profondo ed entraci dentro(oppure “respiralo”).

 

6) Amplifica e ancora: come hai fatto prima e assicurati che questa volta lo stato sia ancora più intenso di quello precedente.

Appena hai terminato reinizia d’accapo e vedi davanti a te una tua rappresentazione migliore della precedente. Entraci dentro e ancora… ripeti questo passaggio fino a quando non sei completamente soddisfatto dello stato risorsa che sei riuscito a creare.

 

7) Ricalco nel futuro: finito il ciclo di “miglioramenti dello stato”, immagina due o tre momenti nel futuro in cui avrai bisogno di quello stato. E guardati come ti comporteresti avendo questo super stato risorsa con te.

Bene, questo semplice esercizio è in grado di aiutarti a sviluppare qualsiasi stato risorsa. Questo per diversi motivi uno fra questi è che “più ripetiamo una cosa è meglio ci viene” o come dice il buon Tony Robbins “la ripetizione è la madre di tutte le abilità”.

Non solo, l’esercizio segue anche alcuni principi dell’ipnosi – come ad esempio le induzioni frazionate – o dell’apprendimento, cioè il fatto di insegnare “passo passo” al tuo cervello come generare quello stato interiore.

Non solo! puoi fare l’esercizio , dopo un po’ di pratica,anche mentre stai camminando 😉 se ad esempio stai andando ad un incontro importante puoi “allenarti” ad ancorare le sensazioni con i “passi stessi” e/o con un gesto della mano.

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A presto
Genna

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13 Commenti
  • Grazie Genna, penso di aver compreso cosa intendi. Se ad esempio si vuole superare l'insicurezza, creare delle ancore non creerebbe sicurezza in automatico.
    Propendi più per comprensione (dialogo interno) e affrontare nella pratica ciò che ci spaventa, come vero cambiamento?

  • Ciao Alessandro,
    non si tratta di una tecnica che ritengo più efficace delle ancore ma di un punto di vista differente. Gli ancoraggi sono dei condizionamenti che contrapponiamo ad altri condizionamenti… mentre il vero cambiamento è uscire dal condizionamento.

    In alcuni casi si può passare dalle ancore per ottenere determinati effetti, ma un vero cambiamento ha bisogno di un punto di vista più ampio, basato non sull'aggiungere risorse, come se fossimo un robot a cui si può aggiungere un software… ma capire come funziona il programma per poterlo gestire.

    Lavorare con le ancore significa quindi lavorare allo stesso livello su cui si è creato il problema. Ed infatti per il potenziamento queste funzionano, ma non se si tratta di un potenziamento in vista della risoluzione di un problema. Se vuoi saltare più in alto e ti ancori per farlo, va benissimo… ma se lo fai perché hai paura di saltare, allora le cose sono diverse.

    Le ancore seguono principi del comportamento ultra scientifici, quindi funzionare funzionano… ma utilizzate come "aggiungere o togliere" (come accade nella PNL classica) spesso non servono a nulla… solo a farti credere di aver condizionato il tuo interlocutore, quando molto spesso sei tu stesso a condizionarti 😉

  • Ciao Genna,
    ad oggi quindi quali tecniche ritieni più efficaci rispetto a ciò che si propongono le ancore?

    Grazie 😉

  • Ciao Vincenzo,
    in linea teorica sarebbe possibile, lo stesso bandler ne parla spesso ed anche il mentalista Derren Brown in uno suo show ha fatto "ubriacare psicologicamente" alcuni soggetti. Tuttavia a distanza di 4 anni da questo post devo ammettere che oggi credo un po' meno al potere degli ancoraggi soprattutto per le modificazioni importanti del comportamento. Ho scritto (se non sbaglio due anni fa) dei post che spiegano questo mio nuovo punto di vista 😉

    Grazie Vincenzo per il tuo feedback
    Genna

  • Ciao Genna,
    le ancore sono davvero un mezzo molto potente che spesso e incosapevolmente si attivano nella nostra vita anche con una canzone , una parola , o una situazione che ci si presenta davanti.
    Ecco , ho un dubbio da risolvere…
    Noi possiamo installare un'ancora anche nel momento in cui viviamo lo stato emotivo stesso semplicemente concentrandoci su ciò che proviamo, sentiamo e vediamo. Come è oramai saputo e risaputo, coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti hanno dietro una ragione che può oscillare dalla necessità di sentirsi "felici" a una vera e propria dipendenza, anche a causa degli effetti provocati dalle droghe utilizzate. Gli stati emotivi esaltanti e "gratificanti" che si provano durante il periodo di effetto di queste sostanze , sono davvero molto potenti e "attivi" tanto da far sentire il soggetto al settimo cielo. E' possibile , secondo te, riattivare questi stati semplicemente ancorandoli nel momento in cui si è sopraffatti dall'effetto di esse?
    Domanda insolita, credo, ma smentisco ogni possibile incitamento all'assunzione di esse, assolutamente.
    Stima come sempre,

    Ciao,
    Vincenzo

  • Grazi mille
    Cristina 🙂

  • ciao Genna, sono tornata in Italia dopo qualche mese ed ho intezione di leggere tutti i tuoi post. questo sulle ancore è fantastico. sono stata ad Olrlando a vedere Bandler.la pnl è veramente funzionale e molto utile. questo commento solo per ringraziarti.quello che fai non solo è utile ma è anche molto raro. Cristina

  • Ciao Genna
    non scrivo molto perchè tutti gli esercizi che provo falliscono, anche questo non m è riuscito. Ho provato a rlassarmi e a cocentrarmi(il mio vero problema), mi sono immaginato di essere un personaggio di un film, e come hai detto mi ci sono inserito dentro. Ma non ho provato nessuna calma e nessun rilassaento. Al contrario ho provato tensione e molta adrenalina. E' stato comunque bello anche se ho sbaglito esercizio (per l mia poca capacità di concentrazione).
    A presto, Vlady (il mio personaggio era Hulk)

  • Genna ben ritornato! Tempo fa hai scritto un post sulla Gelosia. Puoi riprendere l'argomento e dedicargli qualche post, come avevi scritto:
    Fammi sapere se ti interessa l'argomento così gli
    dedico qualche post specifico su come eliminare la
    gelosia…
    Ciao, grazie e buon lavoro.
    Luigi

  • Ciao Paolo,

    gli "stati risorsa" che si utilizzano sono quelli che tu hai provato soggettivamente. Lascia che mi spieghi meglio:

    se ti dico "motivazione" per te significa qualcosa mentre per un altro significa tutt'altro. Per cui non esiste una definizione univoca o una ricettina di "stati risorsa"…

    se vuoi trovare quello giusto per te chiediti: "in questa circostanza di che cosa avrei bisogno?" oppure se hai un modello, cioè qualcuno che secondo te fa, quello che tu vorresti fare meglio di te, chiediti "se fossi lui che cosa farei? e come mi sentirei?". Ciò che scaturisce da queste domande è il "tuo stato risorsa".

    Poi chiaramente possiamo riassumerli nelle più vaste nominalizzazione: "rilassamento, motivazione, acuità, passione, energia personale, concentrazione o focus…ecc…ecc..

    Spero di essermi "spiegazzato" 🙂
    Genna

  • Ciao Patrizia,
    si ottime vacanze…e infatti sono acnora un pò con la testa "fra le nuvole"…ma è un assoluto bene 😉

    spero che anche per te siano state delle ottime vacanze 🙂

  • quali sono gli stati risorsa che si utilizzano di solito?

    non so, rilassato, per rilassarsi, magari "interessato" o ricettivo…non mi vengono in mente molti stati oltre quello di rilassatezza

    tu che dici?

    paolo

  • Patrizia –
    Ciao Gennaro, fatto buone vacanze? Sono ritornata anch'io. A presto sentirci. Leggerò i tuoi post precedenti.
    Buona ripresa……….
    E ciao a tutti quanti!!!!
    Patrizia

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