Comunicazione efficace: “Come rendere…tutto automatico” ;-)

Ciao,

una delle domande che mi vengono poste più spesso è:”ma è davvero possibile padroneggiare tutti gli strumentilinguistici della PNL e della comunicazione efficace?”se vuoi davvero saperlo, leggi tutto fino in fondo ;-)… se cipensi è una domanda legittima, secondo questi infatti tudovresti essere in grado di fare un sacco di cose insieme:

ricalcare, calibrare, stare attento ai predicati, agli operatorimodali, ai metaprogrammi, alle strategie, agli accessi oculari,agli stati di coscienza ecc… ma anche se non è così “chiaro” cisono moltissime cose che hai appreso e che fai nello stessomodo. L’esempio più classico è quello della guida:coordini perfettamente mani, piedi e occhi mentre stai attentoalla strada, ascolti la musica e parli magari con un amico.

A questo punto qualcuno penserà: “ok ma guidare non èun comportamento che tu normalmente faresti èqualcosa di iscritto nella tua mente”. E’ vero ma fino adun certo punto, infatti con la scuola impari a parlare conle regole grammaticali… queste competenze crescono inbase alla tua evoluzione personale. Lo stesso vale per lealtre lingue ecc. Con una sola vera differenza rispetto allaguida… visto che ci nasci difficilmente “ci lavori permigliorare”…mentre apprendere come si guida è difondamentale importanza per la maggior parte dellepersone.

Un altro “freno” alla comunicazione efficace è il fatto che lagente creda che… se studi quelle cose vuoi persuadere…Quando si tirano in mezzo queste questioni viene sempre inmente la parola “manipolazione” di cui ti ho già parlatoalmeno un milione di volte 😉 è impossibile che all’internodi una comunicazione fra una o più persone queste, non siinfluenzino (quindi manipolino) vicendevolmente. Per cuinon è tanto questione di fare qualcosa senza che gli altrilo sappiano (per cui manipolare con tecniche segrete) madi fare qualcosa che, normalmente già faresti ma conmaggiore coscienza.

Mi piace fare analogie con la musica: quando ho iniziato,molti anni fa a suonare agivo principalmente d’istinto. Nonavevo mai preso lezioni e mi limitavo solo su quello cheascoltavo e vedevo da altri musicisti. Ero una vera epropria macchina da guerra, e mi veniva molto beneanche “scimmiottare” cose difficili a livello tecnico. Però,quando suonavo la qualità della performance variavatroppo in base al mio stato emotivo… se ero carico allorasuonavo di brutto ma se ero scarico ed annoiato laperformance era pessima. Per cui suonavo molto benedal vivo e molto male durante le prove 😉

Poi un bel giorno mi sono deciso, ho iniziato a prendereun pò più seriamente la cosa ed ho iniziato ad andare alezione. All’inizio è stato traumatico dover cambiare lamia impostazione naturale, dover sottostare ad unaggeggio infernale chiamato “metronomo”. Mi sentivodavvero “poco naturale”, tanto che nei primi tempi misono subito fatto male ad un braccio per quanto mi eradifficile tenere le bacchette (suono la batteria) in quel”nuovo modo”….

…ma nel giro di pochi mesi ho scoperto che era davveromolto più facile suonare come mi stavano insegnando.Non solo, la cosa stupenda è stato quando mi sono resoconto che ero in grado di sapere sempre dove ero e checosa stavo facendo… potrà sembrarti assurdo ma primanon era così. Lasciandomi trascinare dalle emozioni e dalgroove (o flow;-)) non avevo sempre ben chiaro “dovefossi e cosa stessi facendo”. Mentre dopo aver appreso”la tecnica” ero in grado sia di lasciarmi andare al flow esia di sapere dove mi trovavo… avevo cioè acquisitoquella che noi psicologi chiamiamo “meta-cognizione”.

La meta-cognizione è utile solo se sei in grado di passarecon facilità fra i tuoi processi automatici (cose che fai inautomatico, sia apprese che innate – è inconscio) a processidi tipo “controllato” (tutti quei processi in cui devi porre latua attenzione – vengono messi in moto quando le situazionisono nuove o impreviste – è un processo conscio). Come si faa rendere un’abilità complessa, come la comunicazioneefficace un’abilità automatica? semplice…come fai adimparare a suonare uno strumento in modo automatico?con la pratica.

Come dice “il buon Robbins – la ripetizione è la madre di tuttele abilità”, nel senso che più ripeti una certa cosa è meglio tiviene. Ma soprattutto…dopo un pò di esercizio ti viene auto-matica. Questo non avviene solo in positivo ma anche innegativo… per cui se hai appreso un modo sbagliato dicomunicare con le persone, e per caso sei continuamente acontatto con chi te lo ha insegnato, tenderai a ripeteresempre quegli stessi errori…soprattutto se nessuno hail coraggio di dirtelo… o se tu stesso non hai abbastanzameta-cognizione per rendertene conto.

Concludendo: la pratica è una delle poche e concrete vieper poter spostare i processi da controllati ad automatici…ma non solo, questa ti permette anche di fare il contrario edi osservare dei processi automatici per sapere “doveti trovi” senza essere in balia di ciò che, per qualsiasi motivo”non ti dovesse venire in mente”. Unita però alla pratica èanche necessaria la fiducia in se stessi o, meglio ancora laauto-efficacia percepita. Cioè il sapere che quella cosa èpossibile per te, per le tue capacità…e questo si puòraggiungere in molti modi.

A prestoGenna

Alcuni Video dedicati allo scorso corso di comunicazioneefficace…

Video 1 Video 2Video 3

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3 Commenti
  • Grande Genna!!!!

  • Ciao Paolo,
    praticametne mi stai chiedendo di farti un pratictioner di PNL 😉 ahahah…

    allora anche se trovi tutto sul mio blog cercherò di farti un "bignami"

    Ricalcare: mettersi in sintonia con gli altri attraverso il ricalco (imitazione) di un loro comportamento verbale o non verbale.

    Calibrare: capacità di osservare il feedback della tua comunicazione. Cioè, se racconti una barzelletta osservi se gli altri ridono…questa è calibrazione.

    Predicati: cose che dicono le altre persone. In PNl si sta particolarmente attenti ad osservare alcune cose che dicono gli altri.

    Operatori Modali: fanno parte dei modelli linguistici della PNL e sono i nostri "verbi servili". Ascoltandoli puoi riutilizzarli per indirizzare il tuo interlocutore.

    Metaprogrammi: scorciatoie di pensiero che usiamo con maggiore frequenza. Ad esempio, andaer verso una situazione o scappare da una situazione.

    Strategie: modalità di organizzazione del pensiero dei sistemi rappresentazionali.

    Stati di coscienza: quello che provi emotivamente e cognitivamente in un determinato momento.

    Allora, so che non è esautstivo ma ti assicuro che sul blog trovi tutto spiegato benissimo. Se invece vuoi scoprire come si utilizzano per comunicare efficacemente frequenta un corso…magari il mio ;-)ù

    Genna

  • Ciao,
    ti chiederò una cosa complessa, ma importante per me

    cosa sono:
    -ricalcare,
    -calibrare,
    -stare attento ai predicati,
    -agli operatori modali,
    -ai metaprogrammi,
    -alle strategie,
    -agli stati di coscienza
    -ecc

    il ricalco più o meno ne ho già sentito parlare e so grosso modo cosa sia, ma la calibrazione? giusto per orientarsi, poi uno approfondisce… puoi dare una brevissima definizione a ogni voce? sarebbe davvero utile

    grazie
    Paolo

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