Coaching: “l’apprendimento avanzato…cioè scartato” ;-)

Ciao,

da 4 anni tengo corsi “personali” di sviluppo personale.Non lo faccio come routine, lo faccio solo su diretta richiestadi chi non ha il tempo di affrontare un percorso personale.Di solito sono clienti che hanno già fatto diversi corsi e chemagari non hanno compreso appieno alcuni argomenti onon sono soddisfatte del training che hanno effettuato.Se anche tu hai fatto qualche corso, magari di PNL, tisarai reso conto del fatto che, svolgere un training nonti da l’assoluta sicurezza di aver appreso completamente.

Dopodomani sarò a Torino a fare una coaching del generead alcuni clienti che hanno già fatto degli incontri con mee che sono soddisfatti (fortunatamente) delle mie modalitàdi insegnamento. Ora ti starai chiedendo: “ma perché cidici queste cose? vuoi venderci il tuo coaching?” No tranquiragazzi, ho già abbastanza clienti 😉 scrivo questo post permettere in discussione una mia vecchia convinzione. Primadi iniziare a fare queste coching ero convinto che il modomigliore per apprendere fosse quello del gruppo.

Se hai fatto qualche “buon corso di PNL” sai che è zeppodi esercizi. La maggior parte di questi devono esseresvolti almeno in coppia…se non in piccoli gruppi… questoti da l’opportunità di fare pratica con più persone e dicondividere il tuo apprendimento. Un’esperienza di puromiglioramento personale… In questi anni mi ha sorpresola quantità di gente che mi ha chiesto una consulenzaper approfondire un certo argomento o perché, moltospesso, non avevano ben compreso durante il corso :-O

Questo per me accade per alcuni motivi importanti cheogni formatore dovrebbe tenere sott’occhio:

1) Grande richiesta: la grande richiesta di corsi di questogenere ha creato delle “industrie della formazione” in cuii docenti, alle prese con grandi gruppi, non riescono aseguire tutti. Secondo gli studi sull’apprendimento cidovrebbe essere almeno un docente/tutor ogni 15partecipanti.

2) Rigidità: la grande richiesta porta alla standardizzazionedell’apprendimento. Cioè le cose vengono spiegate semprenello stesso identico modo… nella mia esperienza hofrequentato due diversi master pract…e uno di questil’ho ripetuto per curiosità. Il docente ha utilizzato lo stessoidentico stile del primo che avevo frequentato.

3) Velocità di apprendimento: oltre ad esistere diversemodalità di apprendimento esiste anche una diversa velocitànel farlo. Questo è uno degli errori più comuni nelle scuole,dove l’insegnante favorisce chi apprende prima lasciandoindietro chi apprende più lentamente. Di solito è la modalitàdi esposizione a fare questi “danni”…

Devo ammetterlo, capita anche a me… davanti ad una nuovaclasse di cadere in errori simili. Se anche tu fai da anni ilformatore sai che a tratti ti parte “il pilota automatico” eripeti esattamente le stesse cose che hai ripetuto nelle volteprecedenti. Non c’è nulla di male in questo, si chiamaesperienza e ti permette di fare più agevolmente il tuomestiere. Il male arriva quando, questo “pilota automatico”ti impedisce di: essere più creativo nell’esposizione – evitaredi osservare i feedback – non aggiornarti.

Queste riflessioni non ti saranno nuove, e nonostante leconoscessi dai miei studi non avevo avuto l’opportunità disentirne l’effetto sulla mia pelle sino a quando non hoiniziato a fare le coaching personali o in piccoli gruppi.Per cui ringrazio tutti i miei “allievi”, perché ogni voltascopro qualcosa di nuovo e miglioro le mie abilità.Dovrei essere io a pagarvi 😛

E tu che cosa ne pensi? ti sei mai ritrovato in situazionisimili? lascia un commento qui sotto e condividi con noila tua storia. Se ti piace il mio blog, iscriviti ai feed rssoppure seguimi dal tuo account di facebook.

A prestoGenna

Ps. per i più curiosi…ho scritto che “dopodomani” saròa Torino perché il post lo sto scrivendo il 7… in realtàsarò in Piemonte il 9…evviva la tecnologia 😉

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2 Commenti
  • Racconta come andata, dicci del viaggio

    ciao

  • esperienza psicologica
    Rispondi

    ciao genna mi piace molto il tuo modo di relazionarti ai tuoi lettori, vi è umiltà e attenzione verso l'altro..
    per quanto riduarda l'apprendimento individuale o gruppale penso, per esperienza, che la migliore cosa è vedere il tutto come un'esperienza unica e non come la ripetizione di altre esperienze.
    non importa se è l'individuo o il gruppo, ciò che importa è quello che riusciamo a creare insieme.
    a presto e se hai tempo lascia pure tu un commento sul mio blog http://www.esperienza-psicologica.blogspot.com
    a presto
    andrea

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