7 modi per imparare a dire.. NO!

Ciao,

hai difficoltà a dire di “no” alle persone? ancora una volta Leo Babauta ci aiuta in uno dei compiti, apparentemente più semplici, ma nel quale moltissime persone restano incastrate. Non riuscire a dire di “no” è uno dei problemi più frequenti in diversi tipi di personalità… da quelle accondiscendenti a quelle estroverse; chi non riesce adire di “no” rischia di trovarsi invischiato nei problemi degli altri, e di sobbarcarsi il loro lavoro. La maggior parte degli “ansiosi” che arrivano nel mio studio hanno questo “problema”.

Prima di imparare a dire di no bisogna scoprire “come mai” non riusciamo a farlo… ecco le 6 principali motivazioni secondo Zenhabits.com :

1) Vogliamo aiutare gli altri: essere utili, dare dei consigli e aiutare il prossimo è insito nel nostro animo umano. Più la società si evolve (grazie a Dio) e più siamo disposti ad aiutare il prossimo. Senza MAI ricordarci che, l’aiuto spesso può essere “pericoloso”.

2) Paura di essere maleducato: come ti ho detto molte volte uno degli errori più frequenti fatti dall’uomo è la”desiderabilità sociale”, cioè il modificare il proprio pensiero per risultare “piacevoli” agli altri. La paura di apparire maleducati ci spinge a dire spesso di “si” a cose che non vogliamo fare.

3) Voler essere piacevoli: questo punto è l’opposto del precedente, il senso è lo stesso… mentre nel punto 2 siamo spinti dalla leva “paura di…” in questo punto siamo spinti dalla leva “voler essere”. Per usare i metaprogrammi si può parlare di atteggiamento “vero” o “via da”

4) Paura del conflitto: temiamo il conflitto perché siamo spinti alla paura di essere rifiutati dagli altri. Nella nostra società essere considerati “out” è una delle “maledizioni”più potenti… uno dei bisogni più importanti dell’essere umano è quello di “essere accettato”…ed appartenere ad un gruppo.

5) Paura di perdere un’opportunità: prendere una decisione consiste inevitabilmente nel tagliare i ponti con l’altra opzione che non abbiamo preso. In psicologia, questa sofferenza viene chiamata “dissonanza cognitiva”(L. Festinger)…

6) Paura di tagliare i ponti: quando diciamo “no” siamo a rischio di “bruciare i ponti” di una relazione. Più siamo legati alla persone che ci domanda qualcosa è più siamo portati a dire di “si” a cosa in cui, in realtà, non vogliamo partecipare.

Spesso ho detto di “si” guidato da una di queste motivazioni,a te è mai successo? penso che sia una cosa normale, ma peralcuni la cosa assume delle proporzioni anche troppo elevate.Immagina una persona che, già di per se è molto occupata,e che, magari abbia terminato il proprio lavoro. Se i suoi colleghi, vedendolo “libero” iniziassero a chiedergli favori questo aggiungerebbe degli impegni. Ma se dicesse di “si” a tutti in breve tempo non avrebbe più “tempo” per svolgere i suoi nuovi lavori. Questo, che per alcuni puòapparire assurdo è la regola per molti 😉

Ecco 7 semplici modi per dire di “NO”:

1) “Non posso perché ho altre priorità adesso”: Questa è la “scusa migliore” da utilizzare, soprattutto se è vera. La cosa più importante è abituarsi ad usare questafrase, no quando siamo già zeppi di impegni ma quandosappiamo che le nostre priorità sono altre. Non haibisogno proprio di parlare di “priorità” ma puoi anchedire “ho cose importanti da sbrigare”…che è lastessa cosa 😉

2) “Non è il momento giusto …risentiamoci..”: con questo metodo non stai dicendo di “no” ma stai solo rimandando. Quindi deve essere utilizzato con le persone con cui hai intenzione di dire di “si” in un secondo momento. La cosa più importante che fa per te questo metodo è,insegnarti a mettere dei paletti allo “accesso a te stesso”. La gente deve comprendere che ci sono dei momenti dove NON devi essere disturbato.

3) “Adoro la tua proposta ma…”: Questa è molto simile alla tecnica dello “stroke” nella gestione delle obiezioni, dove, prima di ribadire che cosa si vuole rispondere è utile “fare una carezza reale”. Questo può essere usato in concomitanza con le altre “scusanti”, ma ricorda di lodare solo quegli impegni che “ti piacerebbe prendere” ma che per qualche motivo non puoi.

4) “Lasciami un po’ di tempo per pensarci…”: Questo è molto più simile ad un “forse” che ad un “no”. Percui utilizzalo solo se sei interessato a qualcosa ma, per unqualche motivo non puoi dire subito di si. Di norma, se una cosa interessante ci viene proposta “di colpo”, o troppo prepotentemente, è sempre utile prendersi del tempo prima di dire di si. Un po’ come chi finge di avere l’agenda piena di appuntamenti nei film 😉

5) “Questo non va incontro ai miei bisogni ma lo terrò a mente”: Questo è più No che Si… e può esserti utile per quelle proposte che la “tirano per le lunghe”. Non solo con le”proposte” ma anche con le persone con i quali sai che disolito è difficile dire di No. Infatti ci sono alcune persone alle quali è più difficile dire di no…ognuno ha la sua, può essere o il tuo capo o tua madre 😉 ahahah…

6) “Non sono la persone più indicata per fare questo perché non provi a chiederlo ad X?”: Spesso le persone ci chiedono di fare cose per le quali non siamo qualificati. Ti faccio un esempio personale, spesso le persone acquistano “Rilassamento Dinamico” (il mio e-book) dal mio editore e poi, se hanno alcuni problemi tecnici chiedono a me. Perché? e come se trovassi due pagine incollate in un romanzo di Ammaniti e lo chiamassi per chiedergli spiegazioni 😉 A parte gli scherzi sono io che do la mia massima disponibilità, ma se “fiuto” che il problema è troppo tecnico e mi farebbe perdere più di 30 minuti, allora li mando dal mio editore 😉

7) “No, non posso…”: Questo è il modo più semplice e facile per dire di “NO”.Secondo me è il modo migliore per rispondere quasi sempre, perché è abbastanza ambiguo, se poi il tuo interlocutore è in confidenza con te ti chiederà di certo”perché no?”…a quel punto puoi usare uno dei precedenti modi di rispondere, se invece non ne hai voglia, ripeti semplicemente e lentamente “perché…non posso” 😉 E’ anche il metodo migliore per disinnescare ogni tentativo di vendita nei tuoi confronti… dire solo e semplicemente “No”…

Tieni a mente che “dire di no” non è questione ditecnica, ma di abitudine. Ecco il mio consiglio personale,prendi un foglietto e scrivici il nome delle persone allequali non riesci a dire di no. Appena ne hai occasione inizia a dirgli di no, con gentilezza, in momenti in cui non è così grave “dire di no”. Si tratta di allenarti adire di NO e contemporaneamente “addestrare gli altri” (soprattutto quelli … ;-)) a rispettare te ed il tuo tempo.

 

Ti è piaciuto il presupposto linguistico? ;-)…quindi fammi sapere la tua opinione e se ti piace il blog iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo account di facebook.

A presto
Genna

Link al post originale di Babauta

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2 Commenti
  • Ciao Gennaro, ti seguo ormai da tempo e ti ringrazio per tutti gli ottimi consigli che ci offri. Oggi sono arrivata ad uno scalino che mi sembra impossibile da scalare, ma che sono certa possa portarmi verso quello che davvero voglio. E, nel contempo, allontanarmi da una situazione che non mi va giù, cui ho inizialmente aderito per convinzione, ma che si sta rivelando diversa da come pensavo. E non mi piace. Perciò, mio malgrado, mi trovo costretta ad abbandonarla. Quindi a dire no. Spero di riuscire, perché ho scoperto che è un punto su cui mi occorre parecchio lavoro. Grazie per il tuo articolo, sempre attuale e utile, nonostante il tempo trascorso 🙂

  • Patrizia-
    Problema grosso questo per me e tante altre persone. Viceversa certi ci mettono un secondo a dire no.
    I punti 1 – 4 – 6 per me sono i più ostici.
    Da un po' di tempo cerco di darmi una regolata convincendo la mia mente che devo pensare a me stessa,
    come dicono – sano egoismo –
    Anche se non viene spontaneo questo comportamento, con la ragione ed un po di "coraggio" un po' ci si barcamena. Però continuo a non capire chi proprio non ha per niente questo atteggiamento.Inoltre, in questa trasformazione, le persone si stupiscono molto e pensano che sia strano non poter più fare ciò che vogliono e ti addossano di colpe. Credo che la strada sia un po' lunga ma ci si può fare.
    Io però ho un difetto- diciamo da 1 a 10, sopporto sino a 10 per poi sbottare dopo che mi sono fatta male, ora sto portando a 3 questo risparmiandomi gli altri 7. Intanto farlo a 3 anzichè a 10 ci guadagno soltanto di salute.
    Ci sto lavorando e spero di equilibrare le cose.
    Cari saluti e buone vaanze.

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