PNL: “3 modelli di cambiamento – riparativo – generativo – evolutivo “

Ciao,

sai che cosa significa “cambiamento”? la PNL così come quasi tutti gli strumenti di sviluppo personale hanno come obiettivo principale proprio il cambiamento. Per essere semplificativi possiamo dire che il cambiamento è prima di tutto un apprendimento, cioè si apprende qualcosa di nuovo che ci spinge a fare azioni differenti. Ma quali sono i livelli sul quale si può dispiegare questo genere di “punto di vista del cambiamento?”.

Gragory Bateson, uno dei più grandi pensatori del nostro secolo… ha ipotizzato diversi livelli di apprendimento che sono stati utilizzati dalle scuole moderne di psicoterapia e anche dalla PNL. L’uomo che è stato più vicino a Bateson dal lato “piennellistico” è stato Robert Dilts. Non per nulla è proprio al termine dei suoi libri che si trovano i migliori riferimenti al lavoro di Bateson (nel campo della PNL).

I tre tipi di cambiamento proposti si possono riassumerecon 3 parole: riparativo – generativo ed evolutivo:

1) Riparativo: corrisponde al livello 1 dell’apprendimento di Bateson, ottenuto attraverso l’osservazione delle (allora) tecniche di apprendimento…cioè il condizionamento. Si tratta di quei cambiamenti semplici, il sistema nota che qualcosa non funziona e lo ripara. Ad esempio, se la tua auto segnala di aver bisogno di olio, ci si ferma e si fa un rabbocco del livello, senza preoccuparsi della causa. Questo è il livello preferito della PNL, nel quale essa è nata e cresciuta, ma non si è fermata qui…

2) Generativo: corrisponde al livello 2 di Bateson ed è incentrato sull’imparare ad imparare. Cioè a spostare quello che hai appreso in altri contesti, quello che nella psicologia cognitiva viene chiamato “transfert” (da non confondere con quello psicoanalitico ;-)) e nella PNL viene chiamata “generalizzazione dell’apprendimento”. Tornando allo esempio della auto: immagina di aver acquistato una nuova auto e di dover mettere il freno a mano… se hai già avuto un’auto simile (si perché oggi ci sono diversi sistemi per metterlo) ti basterà pensare a quello che hai imparato sulla vecchia auto. Di solito si trova in basso a destra 😉 Quindi è la capacità di spostare un metodo da un contesto all’altro…

3) Evolutivo: Corrisponde all’apprendimento 3 di Bateson e a differenza degli altri 2, qui il sistema “scopre” una nuova soluzione da se stesso. E’ come se, quando la tua auto inizia a lampeggiare, lei decida da sola di portarti da un benzinaio 😉 In questo apprendimento il sistema, partendo da elementi conosciuti ne scopre di nuovi da solo,perché ha compreso (cioè appreso) l’insieme globale del funzionamento delle parti del sistema. E’ quello che in psicologia viene chiamato “insight”, cioè è l’ Eureka 😉 E’ quel tipo di apprendimento che non hanno (forse ancora per fortuna) le macchine, anche se l’intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante.

Il cambiamento riparativo è quello più utile per risolvere condizionamenti semplici, come una specifica paura o il cambiamento di una abitudine. Il cambiamento 3, invece è più generale, e si basa sulla modificazione del proprio modo di pensare e comportarsi nei confronti di più stimoli che abbiano una base comune (come ad esempio, una fobia verso tutti gli oggetti rossi – ti giuro che esiste ;-)). Ed infine il cambiamento evolutivo è quello legato ad un vero e proprio riassetto della personalità del soggetto. Comead esempio, prima ti sentivi “sfigato e incompreso” e dopoti senti “fortunato e amato” 😉

Come avrai intuito i vari livelli si includono l’uno nell’altro,cioè per arrivare al cambiamento 3 di solito si passa peri primi due… ma non è sempre così. Infatti, nell’essere umano, e attraverso un percorso psicoterapico è possibile raggiungere il cambiamento 3 senza passare per gli altri due… o per lo meno senza passarci consciamente. Per me, l’unico strumento in grado di apportare un cambiamento del genere è sicuramente l’ipnosi. Petche va a parlare”direttamente con il boss” 😉 Non solo, questi cambiamenti avvengono seguendo i vari livelli logici di Dilts

Infatti, l’apprendimento 1 è valido per le abitudini ed i comportamenti, il due per i valori e le convinzioni ed il tre per l’identità ed il senso di sè. Credo fermamente che gli strumenti della PNL, così come altri del coaching raggiungano facilmente i primi due livelli mentre, per quanto riguarda il3°… o meglio per tutti quei “problemi” che si trovano al 3° livello sia molto più indicata una psicoterapia.

Questi livelli, in qualche modo, hanno anche la capacità di descrivere l’evoluzione della psicoterapia nel tempo: nel livello 1 troviamo la terapia comportamentale, quella del condizionamento pure…nel 2° livello la terapia cognitivo-comportamentale. Attraverso la presa in carico di pensieri (cognizione) e sentimenti (la moderna cognitiva prende in esame, fortunatamente, anche le emozioni) può facilmente generalizzare i comportamenti. E al 3° livello si posizionano tutte quelle psicoterapie moderne (sistemica, ipnotica,strategica, ecc.)..che, guarda caso derivano quasi tutte dagli studi su Milton Erickson, che…guarda caso…era un grande amico di Bateson 😉

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A presto
Genna

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6 Commenti
  • La ringrazio per il suo articolo dedicato ai tre tipi di cambiamento individuati da Gregory Bateson, stavo cercando informazioni per approfondire l’argomento e devo dire che il suo post è tra i pochi esaustivi che abbia trovato.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Giovanni,

    si di Nardone potremmo parlarne…ma tanto tanto tanto 😉 ahahah

    sono d'accordo con te, la parte finale dell'articolo è una forzatura per mostrare come tutte queste cose si incastrino a meraviglia con l'evoluzione della psicoterapia.

    La strategica andando alla ricerca della "esperienza emozionale correttiva" è un pò comportamentale , per cui si posiziona a diversi livelli…ma un pò tutte devono prendere in considerazione tutti i livelli 😉

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao anonimo,

    sai perchè non l'hai trovata?…perchè non esiste 😉

    Ora puoi andare in giro a leggere tutti i libri e i trattati che vuoi, ma ti assicuro che è molto meglio leggere e studiare i miei articoli…

    Comunque se ti leggi Bandler, Guerrero (che mi sta piacendo un casino) e Dilts…vai sul sicuro 😉 mentre se vuoi fare dei buoni corsi c'è NLPitaly… PNL Meta – Piernicola DeMaria – i video dello Zio Hack – Favaretto – ce ne sono altri bravi ma adesso mi sfuggono…

    Ps. Nei primi articoli del blog c'è una vastissima bibliografia.. mi raccomando evita di perderti nella teoria, trova l'esercizio e praticalo fino a quando non sei diventato/a bravo/a nel farlo…

  • Ciao Genna!

    Sicuramente da qualche parte nel tuo blog ci sarà, ma non riesco a trovare un articolo sulla scelta di una buona guida PNL "generale" (non sono ancora molto esperta ;-)). In giro ho trovato un'infinità di libri, ma non so proprio valutare quale sia trattato meglio e allo stesso tempo in modo abbastanza semplice.

    Grazie mille per l'aiuto, buone vacanze! 🙂

  • Ciao Genna,

    bell'articolo !!

    Non sono d'accordo solo sul fatto che la Strategica si posizioni al livello 3. O perlomeno non lo sono se intendiamo come strategie terapeutiche iniziali.

    Come obbiettivo finale potrei essere d'accordo se ne parliamo 😉

    In uno degli ultimi libri di Nardone(adesso non ricordo il titolo), lui sostiene con forza, che l'insight (livello 3) avviene quasi sempre dopo aver lavorato sui primi due. E sembra quasi dal suo punto di vista, che debba essere cosi 😉

    E su questo tema interessante, Michael Neill, ci ha scritto un bel libro, intitolato Supercoach.

    Ciao
    Giovanni

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