“E’ la felicità che da il successo o il successo fa la felicità?”

Ciao,

una delle cose che sento dire più spesso nel mio lavoro è “sarò contento quando avrò raggiunto X e Y”…come se fosse il “successo” a causare la “felicità” mentre ormai da tempo si sa che è l’esatto contrario… è l’essere felici e positivi che porta al successo. Questo dato di fatto che ormai conosci, se leggi il mio blog ;-)… è l’argomento con il quale inizia uno dei libri più interessanti dedicati allo sviluppo personale “59 Second – Think a Little, Change a Lot” (59 secondi – pensare poco e cambiare molto) di Richard Wiseman.

Bene, ho subito sfruttato il mio nuovo eReader e lo acquistato… così potrò parlartene con più precisione, perché quello che fa il buon Wiseman è praticamente lo scopo di questo blog parlare di sviluppo personale e di psicologia da un punto di vista “scientifico” (cioè applicando il metodo scientifico)… Così Wiseman nel suo libro “59 secondi” smonta alcuni falsi miti della psicologia e dello sviluppo personale per sostituirli con i risultati dei più moderni esperimenti nel campo del benessere psicologico. Semplici consigli testati in laboratorio!

Nel campo della “felicità” dobbiamo tutto a Sonja Lyubomirsky una professoressa della Università della California che ha praticamente testato ogni genere di metodo “possibile ed impossibile” per poter rendere le persone più felici. Questi metodi andavano dalle classiche “affermazioni” (come “ogni giorno sono più felice) al fatto di avere dei fiori in camera… al cambiamento dell’arredamento e dei colori…insomma tutto ciò che ti viene in mente lei lo ha già testato 😉

Centinaia di studi hanno portato la ricercatrice ad accumulare una grande quantità di dati, tutti positivi nei riguardi del “allenarsi ad essere felici”. Ma che cosa rende felici? Raggiungere un obiettivo importante rende davvero felici? Philip Brickman, nel lontano 1970, ha condotto uno studio per rispondere a queste domande. In modo particolare si è concentrato sulle persone che avevano raggiunto importanti obiettivi finanziari. E non sai quante persone in studio mi dicono “si..credo che vincere al lotto possa essere un mio desiderio”…

…bene, gli intervistati, compresi personaggi che hanno vinto jackpot esorbitanti al gioco, non erano più felici del “gruppo di controllo” (un gruppo rappresentativo di persone – prese a caso). Molti altri studi simili hanno dimostrato che non esiste una relazione diretta fra”guadagno e felicità”, anche quando questa è stata esaminata in culture diverse. Cioè vivere in un paesino sperduto dell’ India o vivere a New York o su un isola tropicale non influisce sul “grado di felicità”.

Questa enorme mole di studi, dimostrano tutti la stessa cosa, non è ciò che ottieni a renderti felice ma è la felicità che porta ad ottenere di più 😉 Cioè una sana e realistica e incrollabile fiducia positiva a farsi che tu sia più felice. Detto in altre parole, la felicità è un processo che arriva da dentro di te (in-out) e non qualcosa di attivato dall’esterno (out-in).

Tu hai un metodo personale per essere felice?

A presto
Genna

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7 Commenti
  • Tipica situazione circolare! La felicità porta al successo, ed il successo alla felicità…. Interessante tema, comunque. diego agostini

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ahahah…Già…
    starai mica parlando di questo evento: http://www.facebook.com/?ref=mb&sk=messages#!/event.php?eid=129417937089595&ref=ts

    😉

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Slavica,
    si i risultati dicono quello…ma sono d'accordo con te…sul fatto che lo "scopo" sia fondamentale nella vita (lo dicono anche in Matrix ahahah:-))

    …anche i singoli obiettivi sono importanti, perchè contribuiscono a costruire la nostra autostima. Ma come diceva qualcuno "la felicità non è la meta…è il viaggio" 😉

    Genna

  • cavoli, ora vedo che ho scritto in maniera impulsiva, e forse non mi sono neanche spiegata bene. beh, ci saranno le occasioni di approffondire… e dove meglio se non alla festa dei clown!!!!

  • Faccio fatica a rinunciare all'idea che la relazione è bidirezionale, la vedo difficile che la felicità porti successo, ma al massimo è un circolo che si autoalimenta. Una qualsiasi felicità che non porta al raggiungimento degli obiettivi – credo che duri ben poco. E succede, eccome se succede!!! Parlando per le medie o altri indicatori di posizione – magari i studi dimostrano cio che tu scrivi. Pero a volte le medie sono riduttive come summary statistics.

    Non so, a volte vedo le persone felici che si spengono a causa dei fattori esterni (e non parlo neanche degli estremi o le cose gravi che possono succedere).

    Forse un giorno facciamo una ricerca insieme!!!

    Salutoni!

    S.

  • Ciao Genna, il mio metodo è godere del momento presente.

    Se sono nella natura è più facile, ma vivendo a Milano, ho sviluppato la capacità d'essere felice anche del presente cittadino 🙂

    ..a volte mi piace affacciarmi alla finestra e ascoltare… verso l'ora di pranzo si sente il rumore di piatti provenire dalle case e voci lontane e tv accese… e penso alla soddisfazione che prova ogni persona.. di ogni famiglia.. nel condividere un pranzo con chi ama, e lo vivo con loro.. e la felicità è immensa 🙂
    (poi magari si odiano invece, ma fa niente eheheh)

  • Ciao,
    il mio metodo è "ringraziare" o se vuoi "essere grato"non solo con le parle ma come atteggiamento..

    Sono grato ai miei clienti, ai miei amici e anche in coda al supermercato e chissà come mai mi fanno passare avanti quando sono in coda;-)

    Credo che se interagisci con gli altri con gratitudine anche gli altri(neuroni specchio) entrano nella giusta frequenza..e il gioco è fatto!

    Grazie Genna!!!
    Manuel

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