PNL: “Ricordi Auditivi”

Ciao,

una delle critiche più importanti al “modello della PNL“è quella su come rappresenti il mondo. Come “spicciolateoria”… per la PNL dentro la nostra testa ci sono una”cozzaglia” di suoni, immagini e sensazioni. Tuttavia lapsicologia sperimentale e in modo particolare quelladella testimonianza discofermerebbero questa ipotesicon delle semplici evidenze: “se ci fossero le immagininella testa, come un archivio, dovresti ricordarle quasialla peferfezione”…

E’ chiaro che nel cervello ci sono sostanze chimiche escariche elettriche e non “immagini” 😉 e che, secondo inostri flitri queste, anche se esistessero sarebbero moltodiverse. Tuttavia la ricerca continua a confermare leipotesi che avevano fatto negli anni 70 i due co-creatoridella PNL…e cioè che quando accediamo a dei ricordi,sia consciamente che inconsciamente accediamo alleloro rappresentazioni sensoriali.

Un recente studio condotto da Kaspar Meyer e colleghidel gruppo del famoso neuroscienziato Antonio Damasioha dimostrato che durante la visione di un film muto ilnostro cervello va a ripescare ricordi auditivi del passato.Gli scienziati hanno monitorato l’attività del cervelloattraverso una risonanza magnetica mentre i soggettivedevano brevi filmati muti di oggetti che produconoun suono…come ad esempio: una sega elettrica in motoo uno strumento musicale.

Durante la visione gli scienziati hanno notato una vivaceattività delle aree auditive..e attraverso l’ osservazionedelle sole immagini del cervello i ricercatori riuscivanoaddirittura a prevedere di quale filmato si trattasse. Sead esempio era “la sega elettrica” oppure “una musica”si accedevano aree auditive differenti. Secondo Meyer la”visione di una certa scena… risveglia il ricordo insituazioni simili …ripetendo mentalmentel’attivazione già nota”.

Gli psicologi ci hanno messo un sacco di tempo a rendersiconto dell’importanza del “dialogo interno” o “self – talk”.Ed oggi le applicazioni di questa “presa di coscienza” sonoutili in molti ambiti, dall’ allenamento mentale (mentaltraining) per gli sportivi alla psicoterapia. Fortunatamenteperò qualcuno ha sperimentato prima, fidandosi del fattoche spesso – “è tutta una metafora” – e quindi ha iniziato asfruttarla per il miglioramento personale…

…questo articolo scientifico apparso su una super megarivista: “Nature Neuroscience”, è l’ennesima riprova cheabbiamo consciamente o inconsciamente “registrati dentrodi noi anche “suoni” e che questi, se elicitati si attivanocon una certa regolarità. Intervenendo sul dialogointeriore spesso si possono fare grandi cambiamenti.Solo per citare un esempio qualche tempo fa una signora(di 64 anni ci tengo a precisarlo ;-)), durante un”percorso psicologico” mi ha detto:

..”ascolti, oltre all’ansia che ormai è passata ogni tanto houn ricordo che mi tortura. Si tratta di un incidente d’autoche ho fatto con mio genero, con il quale ora non salgo piùin macchina con la serenità di una volta”. Allora inizio adanalizzare le sottomodalità del ricordo ed è subito palesequali sono quelle critiche. La signora continua “sentochiaramente il suono della frenata e poi un tonfo”. Lechiedo in quali punti si trova ecc..ecc…e ci gioco un pò,ovviamente coinvolgo anche le altre sottomodalità….

…e nel giocarci vedo che la signora è divertita, e tranquilla.Scopriamo che il trigger della paura le scatta proprioquando parte nella testa quel ricordo auditivo moltodettagliato. Glielo scardino, dicendole di far diventareil suono qualcosa di buffo… insomma applico un bel po’ diPNL e rullo di tamburi. Ancora oggi la signora (che èormai giunta al termine dei nostri incontri – ma che hovisto la settimana scorsa per un followup:)) non ha piùalcuna paura legata a quel ricordo.

Lo so mi sto dilungando più del solito 😉 ma è giusto chetu sappia che il ricordo della signora era “emotivamentepoco carico” ed era accaduto 20 anni prima. E’ stata leia dirmi che le sarebbe piaciuto andare al mare con lafiglia, ma che avrebbe guidato il cognato e se potevodarle una mano a togliersi questo timore. Ricordache devi sempre avere il permesso di effettuarecambiamenti nelle persone… anche se alcuni sonodi default 😉

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A prestoGenna

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2 Commenti
  • Ciao Genna. Che intervenendo sul dialogo interiore spesso si possono fare grandi cambiamenti e quindi, Bandler docet, occorra intervenire sulle submodalità, anche strapazzandole, è ben chiaro in base a queste semplici considerazioni: senti una bella voce al telefono, suadente, vellicante, sexy… e, passando dall'auditivo al visivo (anche un po' cinestesico…), t'immagini chissà quale stra… donna (o stra… uomo). Poi la (lo) vedi e tutto crolla. Questo perchè sei passato da una submodalità visiva immaginata, che ti ha infuso uno stato-risorsa euforizzante, a una submodalità visiva reale, che ti ha… ammosciato. Idem quando vedi la velina o la presentatrice e poi (ma non sempre capita, grazie a Dio) lei apre bocca: in questo caso il crollo è nel passare dalla submodalità auditiva immaginata a quella reale (ovviamente, può valere il contrario). Insomma, la PNL, più la sfotti più ci azzecca!
    Nike

  • molto interessante Genna 🙂 grazie

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