Formazione on-line: “la qualità delle informazioni”

Ciao,

sai chi è Robin Good? è un simpaticissimo personaggiotutto italiano famoso nel mondo… si nel mondo di internet.Te ne ho parlato molte volte perché il suo sito è sicuramentela risorsa migliore in Italia (e non solo) su come comunicareefficacemente con i nuovi media…e in caso non lo sapessiil blog è “uno di questi” 😉 Ma perché parlare di questecose, nonostante vi sia il termine “comunicazione” di mezzosu un blog che parla di psicologia e di sviluppopersonale?

La risposta è semplice, per un mio personalissimo vezzo…chiaramente sto scherzando, ma non troppo 😉 Allora,sicuramente tu che mi stai leggendo sai che la mia attivitàdi blogger è una vera e propria attività e non un passatempo tecnologico (anche se iniziato così). Mentre possotranquillamente affermare che l’80% dei miei colleghinon comprende questo passaggio. E lo sai quale è ilmotivo? che “loro” pensano che internet sia una giunglapiena di cavolate, dove si prendono solo fregature edove soprattutto, vige l’anarchia!

…è ovvio pensarla in questo modo, ed effettivamente ilweb ha un passato (e ahimè) anche un presente di veree proprie fregature. Ma, se come me sei un attentoosservatore della rete ti sarai accorto che queste stannoscomparendo velocemente. Perché? perché gli utentisono sempre più svegli e hanno finalmente compresoche il potere è tutto in mano loro… Ora tiracconto la “solita ma illuminante storiella”.

Un tempo (2500 anni fa ;-)) se volevi promuoverti comeprofessionista (o altro) dovevi scrivere sulle testate giuste,apparire nei programmi più adatti e partecipare aiconvegni più fighi. Anche oggi queste cose valgono, ma adifferenza di internet, questi mezzi sono unilaterali, nelsenso che… se tu appari in tv nessuno può dirti controse non con la vecchia e buona posta. E anche se lo facesserodi certo, tu che tutti i giorni guardi quel programma, nonsapresti quali sono le lamentele principali dei telespettatori.

Con Internet è tutto diverso! ed è per questo che hocitato il mitico Robin Good, perché in questo suo ultimopost si parla proprio di questo problema. Se tu “scrivicavolate in rete”, non solo verrai sbugiardato quasi intempo reale, ma la voce si spargerà con una velocità maiconosciuta in precedenza. Negli States la gente lo sa bene…ed anche le grandi industrie ne sono consapevoli…infatti, come riportato in questo articolo, pare che laJhonson e J. abbia dovuto sottomettersi alle lamenteledi migliaia di mamme-blogger infuriate 😉

C’è una selezione naturale dell’informazione sulweb e…nonostante esistano ancora dei “pochi di buono”questi hanno sempre più vita breve. Il titolo di questopost inizia con “formazione on-line” proprio perchè questoè uno degli argomenti principali di questo blog… e perchèsono davvero convinto che sia molto più veritiero oggiosservare “che cosa dice la gente in rete” per farsi unaidea migliore di chi sta dietro ad un’azienda…nel nostrocaso una azienda di formazione.

Abbiamo passato diverse fasi (non sono un vero espertodi internet però penso di poter dire qualcosa in propo-sito…dopo 3 anni di attività), una prima fase dove, se erifurbo potevi farti fare un sito aziendale fighissimo, pagaredegli esperti di SEO (l’attività di ottimizzazione del tuosito per apparire fra i primi nei risultati di ricerca) e inmen che non si diceva, chi atterrava sul tuo sito aveval’idea di professionalità. Era, insomma una scatola delprodotto molto affascinante, ma spesso il prodottolasciava a desiderare. (nel marketing questo si chiamapakagin)….

…poi una seconda fase ibrida, iniziavano a nascere iprimi blog e le prime conversazioni on-line di rilievo.Forse possiamo dire che si trattava del primo web 2.0.Nonostante la vicinanza fra clienti e promotori eraaumentata… ma non ancora abbastanza da poterdavvero valutare la bontà di un’azienda dal suo sitointernet. Ed infine la terza fase, quella di oggi quellalegata ai social media… dove se uno dice una ca—ataecco che in un secondo, con un solo clic su “condividi”migliaia di lettori possono dire la loro in merito…

…insomma hai capito dove voglio andare a parare, oggi,nonostante l’enorme mole di informazioni (stai attentoalla presupposizione ;-)) che può essere fuorviante, seuno ha un minimo di dimestichezza con il web puòtrovare abilissimi professionisti e valutarli senzaneanche conoscerli. Magari dal loro blog, e da quelloche scrivono… quante volte ti è capitato di andare daun professionista senza saperne proprio nulla?

Internet ha portato le transazioni economiche e leprestazioni di servizi, un passo indietro… o meglio inavanti. Dove non è più un’azienda fredda a dirti checosa devi acquistare o consumare, ma una vera epropria persona come te…. un pò come una volta siandava dal lattaio sotto casa. E se quel lattaio tivendeva prodotti scadenti nel giro di pochi giorni,se non ore, tutto il quartiere veniva a saperlo…Internet fa la stessa cosa…

Perdona il delirio del sabato, ma sai il caldo fa anchequesto 😉 Fammi sapere che cosa ne pensi…comesempre lascia un commento qui sotto e se ti piaceil mio blog, iscriviti ai miei feed rss oppureseguimi dal tuo account di facebook.

A prestoGenna

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3 Commenti
  • Ciao Genna,

    io concordo pienamente e su tutto con te,poter relazionarsi con l'azienda-persona (ovviamente quelle che hanno il coraggio di mettersi in gioco e non sono tutte 😉 ) ti permette di valutarne al meglio le competenze e trovare chi più fa al caso tuo e non solo, la possibilità di avere una comunicazione continua con il "venditore" ti permette di avere un'assistenza continua sul "prodotto/prestazione" con dei risultati obiettivamente migliori.

  • Gennaro Romagnoli
    Rispondi

    Ciao Richard,

    bhe l'argomento del post non è "quanto si guadagna a fare un blog"… è chiaro che i guadagni possono variare in base a 10000 fattori.
    Ci sono stati guadagni a 3 cifre e anche più… ma è davvero difficile valutare.

    Ad esempio il blog mi da spesso l'occasione di tenere corsi "importanti", con molte persone oppure a privati disposti a pagare molto. Insomma, non vendendo esclusivamente prodotti digitali (come fanno oggi spesso gli info-marketer) non ho un dato preciso…

  • Quanto guadagni con questo blog?
    Se non vuoi dirci la cifra precisa, potresti darci un indizio sull'ordine di grandezza, in modo da valutare la convenienza di un ottimo blog di nicchia come il tuo.
    Stiamo sull'ordine delle migliaia di euro al mese, come dicono ai corsi di internet marketing?

    Ciao

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