Comunicazione Non Verbale: “il potere del tocco femminle…e il coaching”

Ciao,

ti ricordi l’articolo dedicato al “potere del tocco”? Ti avevo parlato di come la ricerca avesse documentato che una lieve carezza sulla mano di un cliente, all’interno di un ipotetico ristorante, avesse il potere di aumentare di molto la percentuale di mance ricevute.

Una recente ricerca effettuata sempre nell’ambito della comunicazione non verbale, presso la Columbia University di New York ha svolto un esperimento molto simile ma invece di calcolare “la generosità” o la “perusasività” hanno misurato “l’audacia”, il coraggio…

I soggetti dello studio erano invitati a prendere alcune decisioni finanziarie. Quando venivano incoraggiati con un “leggero buffetto” sulla spalla sceglievano soluzioni più pericolose (finanziariamente) di quando invece non venivano toccati.

E la percentuale arrivava addirittura al 50% di “rischio in più”…in pratica chi veniva toccato era “doppiamente disposto” a rischiare di più di chi, invece non veniva toccato. Questa percentuale così alta e significativa ha portato i ricercatori a decretare quasi con assoluta certezza “la forza del tocco umano”.

Successivamente i ricercatori si sono concentrati sul punto in cui essere toccati ed in modo particolare hanno “isolato” i due punti migliori per incoraggiare, le spalle e le mani.

Durante gli esperimenti pare che siano le spalle il punto migliore da sfiorare per incoraggiare e se ci pensi, vedere una persona che da una pacca sulla spalla rende proprio l’idea dell’incoraggiamento, piuttosto di una persona che ti “sfiora la mano”.

Anche nel coaching, soprattutto nelle teorie di Robert Dilts (che detto fra noi sono il 99% del coaching che viene insegnato in Italia) ci sono mentori e sostenitori che ti”danno la pacca giusta nel punto giusto” per farti diventare più coraggioso e prendere le decisioni anche più rischiose.

Questo semplice esperimento tra l’altro ci dimostra quando è importante, in alcuni casi, avere qualcuno che ci aiuti anche solo con una pacca sulla spalla, a proseguire verso i nostri obiettivi.

Infine è interessante notare come sia il tocco femminile quello maggiormente incoraggiante, sia per gli uomini che per le donne. I ricercatori hanno ipotizzato che il tocco delle donne sia più simile a quello materno e per questo più “incoraggiante”.

D’altronde dalla nascita è di solito la madre a dire al bambino cose può fare o cosa non può fare in modo non verbale. Come ad esempio attraversare la strada o esplorare luoghi sconosciuti.

Concludendo: questo studio può essere utilizzato in vari modi, puoi motivare ed incoraggiare i tuoi colleghi di lavoro oppure semplicemente dimostrare affetto nei confronti di una persona. Mi piace il fatto di poter dare un senso pratico a questo genere di ricerche sul comportamento non verbale che di solito si limita adire…se osservi X allora significa Y!

Fammi sapere che cosa ne pensi, lascia un commento qui sotto,

A presto
Genna

 

Ps. spero si sia colto in pieno il collegamento con altri aspetti della psicologia…ecc… dove per etica deontologica il cliente non dovrebbe “essere toccato” mentre secondo me (e non solo) superata l’impasse e l’imbarazzo iniziale, “qualche pacca sulla spalla ci sta” 😉

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4 Commenti
  • Grazie Doc 🙂
    …utilissimo in ogni forma di aiuto sia mentale che fisico…
    sempre se possiamo separarli 😉

  • complimenti Genna, bellissimo aqrticolo, semplice, pratico e sdtrettamente connesso ad ogni forna di terapia' non solo psichica 😉

  • Ciao Elisa,
    tutto dipende dall'intenzione che trasmetti quando "tocchi"…

    se tocchi per ancorare il coraggio è quello che otterrai ;-)) lo so che sembra semplice, ma funziona proprio così 😉

  • wow utile!

    mi chiedevo: se tocchiamo una persona indecisa sulla spalla per incoraggiarlo e lo facciamo spesso non finirà con l'ancorare quel tocco ai suoi momenti di indecisione?

    O lo ancorerà al coraggio secondo te?

    ..O non lo ancorerà affatto? 🙂

    buona giornata 🙂

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