Smascherare le bugie disegnandole?

Ciao,

come forse saprai, esiste già un’intera rubrica dedicata aquesto argomento… oggi ti parlo di uno degli ultimi studi su come “svelare le bugie”. Ma a differenza di tutte le altre volte, invece di parlarti di “analisi del linguaggio nonverbale e verbale” oppure di sofisticate macchine che rivelatrici di menzogne… Ti parlo di analisi del disegno. Aldert Vrij ha condotto uno studio molto interessanti con 31 poliziotti e militari…

…tutti i partecipanti hanno svolto ad una finta missione in cui dovevano trovare un pacco e scambiarlo con un altro agente (un collaboratore dello sperimentatore).

Al termine della “missione/compito” gli è stato chiesto di disegnare la scena che ricordavano quando hanno preso il pacco. Metà dei soggetti diceva la verità mentre l’altra metà era stata addestrata a mentire. Secondo l’ipotesi dei ricercatori imentitori più abili avrebbero ricostruito mentalmente lascena…. ma non potevano aspettarsi che cosa era successo.

…quando veniva loro chiesto di riprodurre la scena l’87 % di chi mentiva non includeva nel disegno l’agente con il quale aveva scambiato il pacco…come se si fossero dimenticati di lui, mentre disegnavano dettagliatamente il presunto luogo di scambio.

Un’altra distinzione fra “gli onesti e i bugiardi”è stata la prospettiva del disegno: il 53% di chi dice la verità ha disegnato la scena in prima persona (o prima posizione pergli appassionati di PNL) e il restante 47% ha optato per una visione dall’alto. Mentre per i mentitori: l’81% la visione dall’alto ed il restante 19% in prima persona.

Se ricordi abbiamo visto che questo fenomeno “submodale” (“posizioni percettive” come le chiamiamo in PNL) accade anche con il verbale. Cioè chi mente tende a parlare delle cose che gli sono accadute in terza persona, come se si volesse distaccare dalla scena. Come una sorta di meccanismo di difesa verso se stesso che sa di mentire.

Concludendo: da oggi agli strumenti per stanare le bugie si aggiunge anche il disegno, che si va ad annoverare proprio fra le diverse modalità di rappresentazione della realtà che ci circonda. Dalle micro-espressioni, al comportamento cinesico, alla analisi del contenuto… presto miei menzogneri le gambe delle vostre bugie saranno sempre più corte 😉

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Ciao Christian,

    ahahah…si hai perfettamente ragione…"era vivo" :DDD

    Se clicchi sul nome del ricercatore vieni indirizzato sull'articolo ma, per leggerlo tutto, devi essere iscritto alla rivista. Oppure, visto che sei un collega, ti basta fare un account su http://www.psy.it e dovresti poterlo leggere tutto 😉

    Grazie per i tuoi contributi
    Genna

    Ps. fammi sapere i progressi delle tue ricerche.

  • Christian Giordano
    Rispondi

    Ciao Gennaro! Che il disegno sveli alcune caratteristiche della personalità è una cosa nota, se utilizzi i test grafici (Famiglia, Albero, persona etc.) te ne rendi conto immediatamente.
    Io ho iniziato l'anno scorso una ricerca su scrittura e menzogna, ma ancora il campione non è sufficientemente ampio e sto parallelamente portando avanti la standardizzazione dell'analisi della scrittura. Però sono convinto che anche dalla grafia si possa vedere non solo la propensione caratteriale a mentire, ma anche se quando scrivevi stavi mentendo. Vedremo.

    Riguardo alla ricerca di Vrij, devo leggere l'articolo, perché leggere delle percentuali senza sapere se era stato fatto un pre-test per vedere come i soggetti disegnavano prima dell'esperimento etc. è un po' come quella pubblicità del pescivendolo che urlava "era vivo!" 🙂

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